Il Laboratorio Lazio: nasce l’Area Marino. Popolo Viola: nuova mobilitazione contro l’illegittima impunità.

Ieri a Orvieto si è ufficializzata la nascita di un nuovo soggetto politico, tutto interno al PD, che non si chiama "corrente" ma laboratorio: è l’Area Marino che prende il nome di Cambia l’Italia. Riuscirà a cambiare il PD?
Dalla fuoriuscita di Chiamparino, critico in maniera esplicita alla alleanze elettorale PéD-UDC che in Piemonte si è veramente concretizzata e farà da asse portante alla ricandidatura di Mercedes Bresso, alla giornata di ieri si è vagheggiato su giornali e blog della cosiddetta "Terza Via": il progetto di ulivismo partitico di stampo dalemiano, nella sola ottica elettorale e antiberlusconiana, uscito vincente dalle primarie, è miseramente fallito alla prova dei fatti. E dove? Proprio in Puglia e nel Lazio, laddove la segreteria ha mostrato le maggiori difficoltà, dove l’asse PD-UDC si è rivelato sin da subito alieno alla base elettorale.
E allora, alla debolezza della segreteria si è sostituita la risolutezza della base, allargata ai fuori-partito (Bonino, Vendola). L’Area Marino già sapeva tutto ciò. Ignazio Marino si era già espresso negativamente sull’accordo elettorale a "scatola chiusa": prima di tutto vengono i contenuti e i programmi. Lo ha ribadito ieri, al workshop di Orvieto, direttamente in faccia a Bersani.

  • il senatore-chirurgo […] contesta «lo sguardo privilegiato all’Udc, anziché ai contenuti e ai programmi», che è poi quel che serve per «rendere chiara la missione del Pd», mentre oggi «non è chiaro quali siano le priorità del partito». E con il segretario dei Democratici che contesta la lettura dei fatti. «Non stiamo privilegiando l’Udc», risponde Bersani citando a conferma di questo il rapporto con l’Idv e il sostegno del partito alla candidatura nel Lazio di Emma Bonino […] di fronte ai rischi che corre la democrazia italiana io tutti quelli che non sono d’accordo con quel che sta succedendo li vado a cercare, e lavoro per accorciare le distanze. Questa è la sfida, e non si può banalizzarla con minuzie».
  • «Chiediamo maggior ascolto e coinvolgimento – attacca l’ex candidato alla leadership del Pd – e mi domando come possa essere plurale un partito se in segreteria, che è l’organismo dove si prendono le decisioni, non è rappresentata la componente che per noi è la più innovatrice». IWBIil oltre ad avere una rappresentanza in segreteria (il nome su cui punta è quello del consigliere milanese Ettore Martinelli) chiede un partito «trasparente» ma anche dal profilo più netto, concentrandosi sulle «idee»
  • Al segretario non piace un Pd nato «con meccanismo di anarchismo e microfeudalizzazione, trascurando il fatto che senza meccanismo di coesione nessuna associazione può esistere». Ammette anche che le candidature per le regionali «hanno fatto venire i nodi al pettine» e che dopo il voto proporrà una riflessione in particolare sui casi Umbria, Calabria, Puglia («e sul caso D’Alema», gli urla uno dalla platea, e lui: «e vabbè’, possiamo anche semplificare così»).
  • Ma Michele Meta, pur apprezzando le «aperture» ascoltate nell’intervento del segretario, fa notare che la candidatura di Bonino nel Lazio e la vittoria di Vendola alle primarie pugliesi «non sono due incidenti di percorso». Dopo le regionali, per il coordinatore dell’area Marino «si dovrà far tesoro di queste opportunità e lavorare per aprire e accogliere, per costruire un "maxiPd", abbandonando un progetto che allo stato è soltanto una riedizione in miniatura del compromesso storico». (l’Unità – 07-02-2010 – Pagina 3)

Che si parli di maxiPD o di Terza Via poco importa. La realtà è che si formando un bacino politico interessante, un vero e proprio laboratorio che trova nel Lazio il suo fulcro. Qualcosa che va al di là del semplice movimentismo. Si sta creando una nuova cultura politica verso la quale il PD non può che procedere con le braccia aperte. Il PD dovrebbe includere e non escludere, dovrebbe allargarsi, magari con una struttura federativa, che implementi in sé la costellazione post-partitica e movimentista. Bersani non faccia come Di Pietro: abbia la lungimiranza di guardare al futuro e di immaginare un Partito Democratico senza più confini. Dia almeno il segnale, dia il sostegno alla nuova manifestazione del Popolo Viola contro l’Illegittima Impunità.

    • Manifestazione nazionale contro il legittimo impedimento e a sostegno degli organi di garanzia costituzionale

      Siamo persone libere, autonome dai partiti, decise a rilanciare il rinnovamento culturale e politico in questo Paese.
      Rinnovamento gioioso, pacifico e determinato che nasce con il No B Day: l’imponente manifestazione che ha riempito Piazza san Giovanni a Roma il 5 dicembre 2009. La grande festa di democrazia che ha colorato di viola strade e piazze in Italia e nel mondo.

      Noi crediamo che l’approvazione della norma sul legittimo impedimento eleverebbe di fatto un cittadino italiano al di sopra degli altri, e dei principi di legalità: violazione palese della nostra Carta Costituzionale.

      Non è più tempo di indugiare: è ora che tutti ci mettano la faccia. Per questo invitiamo tutti gli esponenti della cultura e dell’informazione, della scienza e dello spettacolo, delle forze democratiche e del lavoro, ad
      aderire e partecipare alla nostra uova iniziativa. 

    • Per questo invitiamo tutti i cittadini alla grande manifestazione di Roma, in Piazza del Popolo, sabato 27 febbraio 2010 dalle ore 14.30.

      A due mesi dal No B Day il rischio per la democrazia è ancora più grande. Perciò torniamo nella piazza, affianco alla Costituzione e a sostegno degli organi di garanzia che essa prevede:

      Nessuna legittimazione per chi attacca i principi della civile convivenza!

      Questo appello è promosso da: Popolo Viola Roma, Presidio Permanente Monte Citorio, Bo.Bi., Blog San Precario, LiberaCittadinanza, pagina Facebook del Popolo Viola

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