Regionali, basta un ricorso e Formigoni va giù. Giovanni Favia alza la voce su Errani.

Possibile che un gruppo di potere così importante come quello che in Lombardia governa da oltre quindici anni, che come una peste occupa gli ospedali e le scuole e le amministrazioni locali, raccolto intorno alla sigla di Comunione e Liberazione, non sia stato in grado di selezionare fra la propria foltissima classe dirigente un leader diverso da Formigoni? Possibile che una classe di amministratori come quella emiliano-romagnola, così efficiente e rispettata e forse onesta, così profondamente radicata nello spirito di quella regione, non abbia permesso che un candidato nuovo, giovane, diverso, si potesse affermare e si sostituisse a Vasco Errani, il grande uomo del fare?

Ebbene, questi due signori, se rieletti, vivranno nell’illegittimità, finché un giudice – certo la sporca faccenda della giustizia che non è ancora stata messa a tacere – li dichiarerà ineleggibili quindi costringerà i medesimi allo scioglimento delle giunte e dei consigli regionali, conseguenza di quanto disposto dalla Costituzione all’art. 126 comma 3, che recita:

L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio.

Perché, e la domanda sarà certamente destinata a rimanere ignorata, vogliono così male alle loro regioni? Il rischio più grande è che, dinanzi alla decisione del giudice, il governo non imponga lo scioglimento ai sensi del medesimo art. 126 primo comma (Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge).E che il Presidente della Regione non si dimetta. Il risultato: avremo due Presidenti di Regione che governeranno pur se illegittimi. Una bella prospettiva. Riusciranno a resistere alle sentenze dei giudici?

In Emilia-Romagna, l’unica voce che ha il coraggio di ricordare l’illegittimità della ricandidatura di Errani, è quella di Giovanni Favia del Movimento 5 Stelle:

“La legge 165/2004 articolo 2- afferma Favia in un comunicato- lo proibisce”. Secondo questa norma “si puo’ essere eletti solo per due mandati consecutivi”, ma “Errani ora si candida per la terza volta consecutiva alla guida della Regione” anche se riveste la carica dal 3 marzo 1999 […] Favia spara a zero su Pd e Pdl (“possibile che non sappiano proporre volti nuovi ma si limitino […] a produrre solo professionisti della politica?”), denuncia “il silenzio di molti media” sulla questione e cita il caso analogo di Roberto Formigoni, candidato per la terza volta alla presidenza della Lombardia, contro il quale “c’e’ chi ha fatto ricorso”. Noi “non arriveremo a tanto”, dice Favia che pero’ lancia un grido d’allarme: “Ci preoccupa il fatto che su Errani, se eletto, pendera’ comunque sempre la spada di Damocle, di possibili ricorsi” (fonte: Regionali, i grillini: “Vasco Errani è ineleggibile, lo dice la legge”).

Sì, la spada di Damocle. I Radicali, in Lombardia, hanno già fatto ricorso (per opera di Cappato). Formigoni avrebbe dovuto aspettarsela: i Radicali sono dispettosi e amano divertirsi con giochetti del genere.

La questione è soprattutto che chi, come Formigoni, si ricandidi per la quarta volta, cercando di aggirare il divieto vigente dal 2004 con argomenti opinabili, non solo lo fa a suo rischio e pericolo ma lo fa a rischio e pericolo della Regione: dopo le elezioni, potrebbe infatti bastare il ricorso al Giudice di un singolo elettore per far cadere il Presidente e inficiare il risultato elettorale. È utile perciò che se ne parli: non foss’altro perché non si dica, quando il disastro accadesse, che nessuno sapeva (fonte: Perché Formigoni non può essere rieletto – Vittorio Angiolini – l’Unità.it).

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