PdL, il pasticcio della lista romana. Polverini infuriata si appella a Napolitano.

La Provincia di Roma, per il momento, non potrà votare la candidata PdL alla presidenza di Regione, Renata Polverini. Questo a causa di un clamoroso autogol della stessa dirigenza capitolina del partito:

La possibile eliminazione sarebbe legata ad una presunta irregolarità nella consegna della documentazione delle liste elettorali […] In sostanza il rappresentante della lista della Pdl, Ignazio Abrignani, non avrebbe consegnato in tempo le firme a sostegno della lista […] il presentatore di lista per la Pdl Alfredo Milioni avrebbe tentato di consegnare parte della documentazione necessaria fuori tempo massimo […] «Il responsabile Pdl per la presentazione delle liste ha tentato di entrare nell’ufficio elettorale del Tribunale di Roma alle 12:45, a tempo abbondantemente scaduto», accusa Atlantide Di Tommaso, segretario romano del Psi […] (Secondo il PdL romano) Milioni, al momento di rientrare, è stato bloccato dai rappresentanti di altre liste» (fonte: Regionali, firme presentate in ritardo Ora a Roma il Pdl rischia l’esclusione – LASTAMPA.it).
Il “presentatore” di lista, Milioni, avrebbe commeso un incredibile errore, poi, una volta accortosene, avrebbe cercato di presentare la documentazione mancante a tempo scaduto. Ne è nato un parapiglia fra Milioni, altri rappresentanti di lista, poliziotti e messi del Tribunale. Il PdL ha presentato immediatamente ricorso al Tribunale medesimo, ma è stato respinto. E’ stata accertata la mancnaza della documentazione. Inevitabilte il ricorso alla Corte d’Appello. Se fosse confermato il giudizio del Tribunale, la Polverini non potrebbe contare sui voti dell’intera provincia romana e difficilmente potrebbe vincere la Regione.
«Non sono preoccupato anche perchè non posso farci niente…». Ha risposto così il presidente della Camera, Gianfranco Fini ai giornalisti che gli chiedevano un parere sul caso. L’irritazione nel partito è estesa. Anche al governo non l’hanno presa bene. Il ministro Rotondi non risparmia le critiche:
«Non è colpa dei dirigenti locali, ma è la dimostrazione dell’incapacità complessiva del Pdl»: lo afferma il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi […] l’incapacità a cui mi riferisco è un dato complessivo della gestione delle liste del Pdl (fonte: Regionali, respinto ricorso Pdl a Roma – LASTAMPA.it).
La Polverini lancia un appello al presidente della Repubblica: “Garantisca che gli elettori possano trovare la lista del Pdl sulle schede elettorali per le regionali nella Provincia di Roma”. Come se dipendesse da lui. E come potrebbe? Forse suggerendo un decreto ad partitum al governo?
“Riteniamo che vada in ballo la democrazia se si ostacola la presentazione di una lista che falserebbe tutti i risultati delle elezioni regionali”: queste invece sono le parole del capogruppo alla Camera, Cicchitto. Roba senza senso: la democrazia è – innazitutto –  rispetto delle regole. Emma Bonino  questa mattina ha auspicato che non ci siano provvedimenti ad listam e la Polverini ne è rimasta delusa. “Ho sempre sostenuto le battaglie dei radicali”, ha detto, “mi ricredo sulla loro democrazia”. Stamane, il Messaggero.it titolava così:
Non c’è altro titolo più azzeccato.

8 Comments

  1. E’evidente che la Polverini è stata gabbata, ma dai suoi!
    Mi dispiace, questa è la realtà e la colpa è sua che ha messo il naso dove non doveva e non poteva. Le avevo accennato la possibilità
    di sbattere la faccia nella “politica” ma la sirena silvio è stata più forte ed i risultati si vedono. Non deve piagnucolare ma ricostruire la sua figura nel sociale ed aspettare sulla riva del fiume………..Francesco Gualdo

    1. Non oso immaginare che sia stata gabbata dai suoi.. Che ci sia stata cioè una intenzionalità. Certamente il gruppo romano del PdL ha dimostrato la sua incompetenza, in primis nell’adempiere alle normali procedure di presentazione delle liste e in secondo luogo, nella capacità di mobilitare il proprio elettorato nella raccolta firme.

  2. per quanto possa sembrare folle , c’é chi afferma che queste esclusioni siano state volute apposta dal PDL per scampare ad una imminente batosta elettorale dalle conseguenze disastrose , fornendo invece il destro per strillare all’ennesimo Complotto dei «Comunisti» i quali, meschini e cattivi, si attaccherebbero ai ‘cavilli’ per sopprimere la democrazia e battere l’altrimenti «invincibile» ometto dell’estrema destra.
    penso che si tratti di una ipotesi incredibile… se fosse vero rivelerebbe una strategia fallimentare di brevissimo termine per evitare immediati contraccolpi politici, suggerita dalla piú nera disperazione di chi non ha piú neppure una credibilita da difendere (tanto ormai…)
    Spero di sbagliarmi 😛

    1. Hanno discusso il listino fino all’ultimo e per le firme hanno avuto tempo un giorno e mezzo circa. 3500 firme in un giorno e mezzo. Chi ci crede… Non possono che aver fatto dei pasticci. Altro che complotto dei “comunisti”: hanno fatto tristemente un harakiri. Che pena le scusanti adottate.

      1. Antonio Germino wrote:
        Fini allo scoperto: «Il Pdl non mi piace» …ma allora non hai capito niente! Ricordi quella lettera che ti scrissi sul GIORNALE? beh! ci ricaschi? Dal giorno in cui sei diventato Presidente della Camera sei una lamentela continua…dici e non dici, sei d’accordo e non sei d’accordo. Sproloqui durante una campagna elettorale, ma a noi che ti abbiamo seguito incondizionatamente. non ci pensi? Non pensi di tirare troppo la corda? Come ti scrissi allora, ripeto aveva ragione LA DESTRA. Poi il tuo GRANATA DICHIARA CHE SIETE PRONTI A FAR CADERE IL GOVERNO, eggià, prime di una tornata elettorale ve ne uscite con queste cazzate, il tuo leccaculo GRANATA non è una GRANATA è una MINA VAGANTE. Cercate di correggere il tiro, se vi riesce e non siate sicuri voi e i vostri colonnelli che noi popolo KIWI, siamo ancora disposti a seguirvi, attenti a come vi muovete, potreste avere delle sorpresine che saranno poco gradite. Tu caro Fini con il governo del FARE non c’entri proprio niente, quello che si sta facendo un c….o così è quell’illuso di BERLUSCAIMAN che crede ancora nell’onestà e nella riconescenza, io da che tempo vi avrei mandato a…beppe grillo.

      2. Antonio Germino wrote:
        Non ci resta che piangere…però come farà la Bonino a governare con i catto-social-democratici cioè con tutto ciò che lei ripudia? Farà come ha fatto con Prodi, direte voi. Va bene. Ma, dopo aver costituito la nuova ARMATA BRANCALEONE di veltroniana memoria, dopo nemmeno un anno litigheranno, sì litigherannoe e andremo a nuove elezioni. Quindi nessuna tragedia, sarà un anno di ripensamenti e chiarimenti. Fini dirà finalmente quale PDL vuole e tutti vivremo felici e contenti.

  3. Berlusconi non accetterá mai di fare niente altro che il signore e padrone assoluto,la questione su “cosa vuole Fini” é assolutamente fuori discussione.Il perché si capisce al volo, egli usa la politica esclusivamente per distruggere, rapinare e salvarsi dal carcere, quindi non puó dare spazio a nessuno che pretenda pure di fare una politica rispettabile perché sarebbe esattamente l’opposto di quel che gli serve.
    non stupisce che fini non sia contento del PDL, stupisce invece che abbia accettato di regalare il suo partito a berlusconi e che ora si lamenti del fatto di essere diventato un subalterno del piccolo pazzoide. che strano, chi avrebbe mai potuto immaginare che il tirannico berlusconi non avrebbe accettato di spartire il potere con nessuno ? quindi o fini se ne va oppure deve accettare di fare il cameriere (muto) del piccoletto che non acceterá mai, megalomane come é, di farsi ridimensionare. berlusconi, é cosa di evidenza solare, si circonda esclusivamente di lacché ammaestrati e ciecamente fedeli, non concepisce neppure l’idea del dissenso, figuriamoci il dibattito democratico in un partito che egli considera come la servitú di palazzo.
    per fortuna non voto piú AN da tempo.

    1. Quel che lascia perplessi di questa blanda opposizione interna dei finiani, è il fatto che in Parlamento, durante le votazioni in aula, non si sia mai materializzata, se non per il miserrimo voto contrario dell’eretico Granata. Dove sono le truppe di Fini? A mio modesto avviso, se ne stanno ben al coperto per evitare gli strali del “Piccolo” principe. E soprattutto, c’è mai stata la chiamata alle armi? Fini predica bene, ma non ha forze per imporsi all’interno del PdL. Un vero eunuco del potere.

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