Il Legittimo Impedimento è legge dello Stato. Berlusconi è legibus solutus.

Così ha votato l’Aula del Senato per il primo e il secondo voto di fiducia relativi ai primi due articoli del ddl denominato “Legittimo Impedimento”:

Senatori presenti 304;  Senatori votanti 303; Maggioranza 152; Favorevoli 168;  Contrari 132;  Astenuti 3.

Il voto finale non prevedeva blindatura, ma i senatori del PdL hanno votato compatti. Ora Berlusconi può contare su un ulteriore provvedimento legislativo, la cui incostituzionalità è manifesta, per scampare al giudizio nel processo Mills e nel processo diritti televisivi-Mediaset. Già nei giorni scorsi, gli avvocati del (finto) premier erano ricorsi alla pratica dell’ostruzionismo giudiziario iscrivendo a testimoniare al predetto processo Mediaset persone che poi non si sono presentate, causando un nuovo rinvio delle udienze. Questa inesorabile strategia di sottrarsi alla giustizia ha determinato il clima di blocco nel quale versa l’intero paese.

Quello che segue è il discorso del senatore Casson (PD) pronunciato stamane all’Aula. Vengono ribadite le motivazioni dell’opposizione all’ennesiomo provvedimento ad personam.

  • CASSON (PD). Signor Presidente, questo disegno di legge sul legittimo impedimento che voi questa sera approverete contiene delle perle di assurdità logica e giuridica, delle perle di vergogna e dei punti di rottura della legittimità costituzionale in modo palese, in maniera manifesta.

    Per sintesi ripercorro quanto emerso e quanto sarebbe emerso dall’illustrazione dei nostri emendamenti, illustrazione che ci avete impedito con il voto di fiducia.

    Voi imponete una presunzione assoluta di legittimo impedimento che comporterà un blocco dell’attività giurisdizionale, un allungamento dei tempi processuali, la prevaricazione di un potere – quello Esecutivo – su un altro, quello giurisdizionale. Inoltre, voi create una vera e propria prerogativa, un privilegio per i titolari delle funzioni di Governo, prerogativa e privilegio finalizzati a proteggere una singola persona o poche persone dall’esercizio della giurisdizione; privilegio personale creato, inventato mediante una legge ordinaria in spregio assoluto agli articoli 3 e 138 della Costituzione, in spregio soprattutto all’ inderogabile principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge e davanti al giudice.

    Si tratta di un ulteriore sfregio alla nostra Costituzione per la palese incongruenza e istituzionale irrazionalità di prevedere un privilegio per reati comuni commessi dal Premier sottratti all’esame del giudice, mentre per i reati commessi e giustificati dall’esercizio della funzione di Governo tale prerogativa non sussiste. Il tutto è ulteriormente aggravato, dolosamente aggravato dalla piena vostra consapevolezza della necessità di una legge costituzionale, come confessato da voi stessi con l’articolo 2 del disegno di legge. Ma ciò richiederebbe per voi troppo tempo e il popolo italiano boccerebbe con referendum questa vostra nefasta iniziativa. Tutto ciò vanificherebbe la necessità – questa sì – per voi assoluta di salvare il Presidente del Consiglio dalle accuse di corruzione e frode.

    Ma ciò che politicamente e socialmente ci preoccupa di più è il fatto che questo disegno di legge, anziché affrontare i veri problemi del nostro Paese (quelli occupazionali, economici, finanziari, imprenditoriali, infrastrutturali e ambientali) è l’ultima trovata per sollevare il Presidente del Consiglio dalle sue responsabilità penali. La XVI legislatura è iniziata con le vostre norme “blocca processi” – volevate bloccare circa 100.000 processi – ed è continuata con il lodo Alfano, con le norme sulle intercettazioni telefoniche per bloccare le indagini della polizia e della magistratura, con il disegno di legge sul processo penale contenente norme ancora una volta finalizzate ad ostacolare le indagini di polizia e magistratura e a tutelare il premier Berlusconi dalla possibilità che la sentenza di condanna per David Mills possa essere utilizzata contro lo stesso Berlusconi.

    Si è continuato con il cosiddetto processo breve, che invece è istituzionalmente lunghissimo, e continuate – e per il momento vi fermate – con il disegno di legge sul legittimo impedimento. Il tutto mentre la giustizia è allo sfascio, mentre state facendo deragliare la macchina della giustizia e mentre gettate fumo negli occhi parlando – solo parlando – di riforma della giustizia come fa il Ministro della giustizia presente in Aula, quando poi ve ne infischiate letteralmente delle nostre proposte, precise e concrete, forse proprio con l’inconfessabile speranza che il nostro sistema giustizia imploda.

    Concludo il mio intervento con una suggestione; suggestione che avete inserito nel disegno di legge al nostro esame, prospettando la necessità di garantire la serenità del Presidente del Consiglio. Provengo da terra veneta, dalla terra della Venezia Serenissima e serenissimo era il nostro Doge. Forse il presidente Berlusconi ha ambizioni o mire dogali o – peggio ancora – principesche, ma ricordiamoci che serenità non ha mai voluto dire irresponsabilità. Il Doge era serenissimo, ma pienamente responsabile. Invece voi volete un premier irresponsabile, impunito, sottratto ai controlli della legge e della Costituzione. Questa è una manifesta rottura della legalità costituzionale. È la negazione dei principi del nostro Stato democratico.

One Comment

  1. come disse qualcuno: la vera riforma sarebbe vedere Berlusconi andare in tribunale e rispondere alle domande dei giudici.
    E’ anche vero che deve pur governare (piuttosto male) il paese.
    Il sistema giustizia va riformato seriamente, perché esistono ancora troppi processi che non hanno mai fine, e questa penso sia la peggiore ingiustizia dei nostri tempi. Colgo l’occasione per segnalare un dialogo sulle riforme possibili (“In attesa di giustizia”), che pur essendo scritto da due ex-penalisti di idee politiche completamente differenti, converge su molti punti. La politica non deve ostacolare il progresso civile e sociale.

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