Manifestazione 13 Marzo 2010, Piazza del Popolo, Roma, contro il decreto salva liste. Dalle ore 14 la diretta streaming su Yes, political!

L’intervento di Nichi Vendola:

L’intervento di Emma Bonino:

La diretta è terminata.

Vodpod videos no longer available.

Dalle ore 14 la diretta streaming su Yes, political! della manifestazione congiunta PD, IDV, Popolo Viola, Radicali, Sinistre contro il decreto salva liste e la deriva anti democratica che il governo Berlusconi ha impresso alla politica italiana dopo il fattaccio della esclusione della lista PdL nella provincia di Roma.

A questo link, http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.channel&vanity=vittoriocaratozzolo il video di una canzone che mette in musica l’art. 3 della Costituzione – articolo tanto bistrattato, e invece guarda che musicalità intrinseca, opera di Vittorio Caratozzolo, arrangiato e cantato da Maurizio Salvato, artista di Ravenna.

il popolo viola

Di seguito l’appello di Antonio di Pietro alla cittadinanza:

Carissimi,

è tempo di reagire. L’Italia, dal 5 marzo 2010, non è più una democrazia parlamentare. Il Governo Berlusconi ha cambiato la legge elettorale con un decreto legge per favorire il Pdl, il proprio partito, alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010. Il Pdl è stato escluso per gravi irregolarità nel collegio elettorale di Roma, dove non aveva depositato le firme nei tempi fissati dalla legge. Il 5 marzo 2010 il Consiglio dei Ministri, presieduto dal Premier Silvio Berlusconi, ha emanato un decreto con cui ha cambiato la legge elettorale e violato la Costituzione, sostituendosi agli organi competenti giudiziari, proprio per ammettere il Pdl alle elezioni. Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto e, secondo alcune fonti, questo sarebbe avvenuto sotto forti pressioni di Berlusconi il quale avrebbe minacciato di ricorrere alla piazza. Ma il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha confermato l’esclusione della lista Pdl per le gravi irregolarità nella presentazione della documentazione e perché la Regione Lazio ha proprie disposizioni in tema elettorale, pertanto la legge nazionale non ha competenze in materia.

Nessun governo in nessuna democrazia può cambiare le regole elettorali durante il periodo elettorale. Nessun governo in nessuna democrazia può “interpretare” le leggi al posto della magistratura. Invece, questo è ciò che è avvenuto in Italia.

Un Paese nel quale i media televisivi pubblici e privati sono sotto il totale controllo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E’ tempo di chiamata alle armi. Pertanto, invito tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione di sabato 13 marzo a Roma, alle ore 14,00, in piazza del Popolo.

Su tutto il territorio abbiamo predisposto dei pullman e altri mezzi di trasporto per raggiungere Roma. In caso di necessità o per ulteriori informazioni logistiche, prego rivolgervi alla sede Nazionale dell’Italia dei Valori: 06/95948119 – 06/95948120.

Antonio Di Pietro

Presidente dell’Italia dei Valori

MANIFESTAZIONE 13 MARZO 2010 ORE 14:00 PIAZZA DEL POPOLO – ROMA « «Italia dei Valori» Marino.

2 Comments

  1. In generale ho due principali questioni da porre:
    1) Come mai in quasi tutti i pasticci politici, finanziari e sociali, in tutte le intercettazioni autorizzate e non autorizzate, è presente sempre Berlusconi?
    2) Come mai i responsabili del PDL, dopo i pasticci e gli inciuci che hanno fatto per riuscire a farsi escludere dalle liste dalle regionali non hanno avuto il pudore e sentito la vargogna di scusarsi con gli italiani innanzi tutto e poi con i votanti PDL (che certamente si chiederanno come hanno potuto fino ad oggi votale questa gente) per quello che hanno combinato? Certamente non avrebbe potuto scusarsi il nastro registrato Capezzone, non avrebbe potuto scusarsi il picchiatore La Russa, e neppure avrebbero potuto farlo Cicchitto o Buonaiuti senza ordini dall’alto. Naturalmente non avrebbe potuto farlo Barlusconi, perché se non ha sentito il bisogno di scusarsi con gli Italiani per tutte le schifezze e i pasticci internazionali e nazionali in cui ha coinvolto la nostra Nazione, certamente non avrebbe mai potuto scusarsi “solo” per aver trasgredito a delle regole, che sono il fondamento della democrazia. Ma daltronde lui che cosa ne sa…?

    1. Ha dimenticato: come mai, da una inchiesta sulle carte di credito American Exspress si è arrivati al presidente del Consiglio? Quale il nesso?
      Sarebbe interessante saperlo, che ne dice?

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