Chi è Giancarlo Innocenzi, il fedelissimo. Parte Seconda: da Fininvest a Forza Italia, l’idea di una interattività fra pubblico e privato.

La lunga carriera nell’entourage berlusconiano di Giancarlo Innocenzi, il membro AGCOM al centro dello scandalo pressioni di Berlusconi per far chiudere Annozero, gli ha fatto meritare l’appellativo di “Inox”, inossidabile, per la fedeltà al padrone. Inox è stato colui che ha introdotto e inventato l’informazione giornalistica in Fininvest. Siamo nel 1985 e Innocenzi è il direttore editoriale dell’intero network. All’epoca, Berlusconi anelava di poter far concorrenza alla Rai sui telegiornali. Senza diretta e senza giornalisti, affida l’incarico a Innocenzi che nell’arco di un anno fa incetta di grandi firme: Arrigo Levi, Giorgio Bocca, Indro Montanelli, Jas Gawronski. L’opera titanica di costruire le news mediaset comincia lontano per concludersi con il 1991 e la Guerra del Golfo, con Emilio Fede e la formula di “Studio Aperto”. Innocenzi già aveva preconizzato, insieme a Berlusconi, l’importanza di sottrarre il monopolio dell’informazione televisiva alla Rai:

Il problema numero uno di Berlusconi resta comunque quello relativo alla possibilità di “fare informazione” in presa diretta, vale a dire la possibilità di fare un telegiornale tutto suo da trasmettere in contemporanea sull’ intero territorio nazionale (BERLUSCONI: GRANDI FIRME IN ATTESA DEL FUTURO TG – Repubblica.it » Ricerca, 1985);

“non lo nascondo, di idee, e di progetti davvero ne abbiamo in quantità. Ma il punto è un altro: com’ è possibile fare attualità televisiva con l’ handicap, che tuttora soffriamo di non poter usare uno strumento prezioso come la diretta?”
“Vogliamo lavorare, anche nel campo giornalistico, alla pari con gli altri” conferma Innocenzi (LE INCHIESTE DI GIORGIO BOCCA UN DOSSIER LA SETTIMANA E LA SCIENZA PER – Repubblica.it » Ricerca – 1985).

I problemi tecnici e legislativi relativi alla diretta saranno presto superati. Innocenzi intanto diventa direttore generale per la Titanus e fonda il network Odeon Tv, venduto alla fine degli ottanta a Callisto Tanzi, che addirittura si mette a fare concorrenza a Berlusconi sulla trasmissione di una partita di coppa fra Real Madrid e Napoli (1987). Innocenzi resta però sempre nell’orbita Mediaset. Nel 1994, viene reclutato nel Partito Azienda e diventa responsabile del settore media di Forza Italia.

  • Qual è in sostanza il progetto di Forza Italia? I mercati nazionali non esistono più, stanno per scomparire. La televisione europea e planetaria è già una realtà. Quella della Fininvest che fa tanta paura ai più, il ‘ gigante cattivo’ in Italia, appare uno dei tanti, piccoli, modesti ‘ competitor’ sul mercato europeo e internazionale;
  • Che senso ha ‘proteggere’, porre barriere tra privato e pubblico, tetti antitrust in un sistema interno quando il satellite e il cavo ci porteranno in casa un’ offerta non ancora immaginabile;
  • l’ ipotesi di privatizzare la Rai appare assolutamente prematura. In linea di principio, questa non è un’ ipotesi da scartare. Voglio estremizzare: anche un’ impresa privata può sviluppare al meglio un ‘ servizio pubblico’ (‘ STATO E PRIVATI ALLEATI INTERATTIVI’ – Repubblica.it » Ricerca).

Innocenzi sposa in pieno la linea Confalonieri: annullare le barriere fra pubblico e privato in un’ottica globale. Annullare i tetti antitrust. Le loro parole erano già intrise della logica della fusione fredda dei due competitors nazionali, Rai e Mediaset. Il mostro che ne deriva, Raiset, fatto di interazioni e porte scorrevoli, di manager Rai “a doppia razionalità” (che decidono cioè non nell’interesse dell’azienda pubblica, bensì nell’ottica di non arrecare danno al privato), è ora sotto i nostri occhi.

Innocenzi è stato ed è un personaggio cruciale nel passaggio di Berlusconi dall’imprenditoria alla politica: ha organizzato il sistema delle news nazionali, ha applicato la politica Mediaset al partito, traslandone le direttive prima in Commissione Poste e Telecomunicazioni, poi all’AGCOM, dove ha mantenuto il filo diretto con il “capo”, costituendo il medium fra Palazzo Grazioli e i vertici Rai.

2 Comments

  1. Ci stiamo dimenticando che Innocenzi dal 1997 è presidente della Sitcom, Società Italiana di Comunicazione che produce per Tele+ (indovina chi…) e poi per D+ ben cinque canali televisivi: Marco Polo, Leonardo, Nuvolari, INN e Alice, raccogliendo miliardi di lire e riuscendo, col contributo determinante dell’Ad Valter La Tona e far fallire l’azienda.
    Azienda che viene salvata in extremis solo dai sindacati che scelgono di non portare i libri in tribunale ma di applicare ai dipendenti i contratti di solidarietà.

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