C’è un trojan nel PdL: si chiama Generazione Futura.

Il dopo regionali si presta a essere un periodo politicamente teso. Le grandi manovre interessano in primis il PdL, il partito del padrone. Qui qualcuno ha nottetempo inserito un virus, un trojan, pronto a svuotare il partito della sua antica linfa berlusconiana per sostituirla con quella più fresca di origine finiana. Fra l’8 e il 9 Aprile debutterà a Perugia il movimento “Generazione Futura”, opera di Gianfranco Fini che nasce con la deliberata intenzione di promuovere la leadership di sé medesimo in seno al partito.
La notizia ha fatto balzare sulla poltrona più d’uno. L’equazione è molto semplice: il PdL ha un unico solo leader e soprattutto “non avrà altro leader al di fuori di Lui”, l’unto dal Signore. Perciò, se qualcuno fonda una – diciamo – corrente e dice che questa corrente ha lo scopo di promuoverne la propria leadership, allora questo qualcuno si pone in concorrenza con chi pretende di essere leader a vita di questo partito. Fini, dopo le regionali, romperà gli indugi. Aprirà la campagna del 2011, quella della “reconquista” del partito da parte dell’ex segretario di An.
Fini, dopo il primo predellino, ha perso tutto: partito e colonnelli (La Russa, Matteoli e soprattutto Gasparri sono al soldo del biscione). La lunga sofferenza di Fini, mitigata dal ruolo istituzionale che riveste, è giunta sporadicamente alla ribalta con piccoli distinguo, parole rubate da microfoni rimasti accesi, brevi esternazioni sul partito che “così com’è, non mi piace”.
Allora il progetto della Reconquista comincia con il partito, in cui Fini è minoranza: alla Camera, i finiani pronti a rispondere non sono più di trentacinque, quaranta; al Senato, meno di venti. Il partito de lealisti è molto coeso. C’è sempre qualcuno pronto a portare la testa di Fini su un piatto d’argento al cospetto del Capo. Cosa non si farebbe per poter accedere al “paradiso” di Palazzo Grazioli.
Fini ha stilato una serie di priorità: primo, non prenderle, quindi via con il reclutamento di nuovi iscritti “fedeli alla linea”; seconda mossa, una volta raggiunto e superato il quorum del 40% del consiglio nazionale (è questa la terra da colonizzare), chiederà di aprire il congresso nazionale. Solo in quell’istante potrà esser dichiarata aperta “la guerra della destra”. E forse così si aprirà la grande crisi, prologo di una nuova era per la politica italiana.

    • [Fini] non ha nessuna intenzione di dividere o addirittura di lasciare il Pdl, ma, al contrario, l’obiettivo è quello di far crescere e rafforzare un partito che certo, così com’è, a Fini non piace
    • Assai tiepidi gli ex colonnelli di An, i vari Ignazio La Russa, Altero Matteoli e Maurizio Gasparri, che preferiscono evitare commenti e ripetono all’unisono una parola d’ordine: «Ora bisogna pensare al voto»
    • basti che non si pensi, però, di fare qualcosa che voglia sostituire il Pdl
    • Tace il sindaco di Roma Gianni Alemanno, geloso custode del suo ruolo istituzionale
    • «Ogni iniziativa politica che introduce idee, che favorisce il dibattito all’interno del Pdl -afferma la ministra della Gioventù Giorgia Meloni- dà un senso alla sua nascita. Questo nostro partito è una cosa vera, non una fiction televisiva. Vi si confrontano alla luce del sole tesi e persone.
    • «È un progetto che si inserisce in un rapporto leale con il Pdl. Un movimento d’idee», afferma Fabio Granata, che non teme di pronunciare la parola “corrente”, «un termine antico ma che rende meglio il concetto»
    • Tra gli ex Forza Italia i toni sono assai più ruvidi. Dice Giorgio Stracquadanio, direttore del quotidiano “Il Predellino”: «Ho sentito parlare Bocchino e l’ho visto impegnato a dire che cosa non è ‘Generazione Italià. Poi, se non ho capito male, ha detto che serve a costruire la leadership di Fini. Io ho un’altra idea: leader si nasce.
    • «Qualcuno pensa che il Pdl debba avere una nuova leadership? -si chiede Stracquadanio-. Va bene, contiamoci pure, così vedremo ancora una volta chi si dimostrerà leader»
    • «Ormai -afferma Napoli- la creazione di questa corrente stava nelle cose. Non è nient’altro che la conclusione di un percorso creato da lungo tempo, che si concretizzava nelle differenziazioni continue da parte dei finiani sia sui provvedimento legislativi che sui principi di linea politica»
    • Gaetano Quagliariello, presidente vicario dei senatori del Pdl, lo dice a chiare lettere: «Credo che bisogna approfondire il significato di questa iniziativa. Si è detto che ‘Generazione Italià nasce per trovare e aggregare consensi attorno a una leadership», quella di Fini. A «questo punto, mi chiedo se si parla di leadership in antitesi ad un altra, ovvero si vuole definire una nuova leadership correntizia. In ogni caso, lo ripeto ancora, questi problemi vanno posti e definiti dopo le regionali»

One Comment

  1. il nord é italia , il sud un,altro mondo tutto questo é ,voluto da voi politici .é da subito dopo la guerra ,che vi ha fatto comodo tenerlo in queste condizioni sfuttando, voti convivenze mafiose e tante altre cose. tipo assistenzialismo,pensioni di invalidita, assunzioni di lavori che non esistono ,impieghi pubblica amministrazione ecc. ecc………………………………………………………. Questo non é piu un momento di continuare questo andazzo, sarebbe ora di cambiarlo almeno per salvare le nuove generazioni ,anche per fare in modo di non portare al fallimento dello stato italiano.

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