Assemblea Nazionale PD, il discorso conclusivo di Bersani

Dì la tua.

Vodpod videos no longer available.

more about “Assemblea Nazionale PD, il discorso c…“, posted with vodpod

‘Nuoterai senza salvagente’, dice oggi Bersani. Forse il PD va Oltre.
In apertura di congresso, il segretario si era espresso in termini in parte nuovi, ripresi forse dalla critica più forte che gli era sin qui giunta, quella della componente laica facente riferimento a Ignazio Marino. Bersani ha parlato di idee concrete; un discorso nuovo che spinge sull’idea di federalismo italiano e soprattutto europeo, nel senso della più sempre crescente integrazione delle nazioni e di devoluzione solidaristica nel quadro istituzionale interno. Bersani dice, bando ai litigi incomprensibili, ci si confronti sui temi concreti. Basta ‘primarie o non primarie’, l’essenza del PD è che questo mondo non ci piace, non ci piace Milano governata dalla logica affaristica. Bisogna discutere, non chiudersi.

Non ci aiuterebbe discutere solo di noi e con parole che solo noi comprendiamo e che ci allontanano dal senso comune. Credo che noi riusciremo a rispondere a quella domanda centrale, credo che troveremo quello che cerchiamo dall’inizio della nostra storia (cioè una più precisa identità, una vera coesione, un radicamento forte, una strada buona per l’alternativa) se ci porteremo direttamente al cuore dei problemi degli italiani e se porteremo lo sguardo all’altezza delle responsabilità che competono ad una delle più grandi forze progressiste europee, quale noi siamo. Mentre conduciamo la nostra battaglia di opposizione ci mettiamo a lavorare per proporre giorni migliori agli italiani, aprendo canali larghi di partecipazione su proposte e iniziative non astratte ma assolutamente attuali che si rivolgono ai problemi veri. Vogliamo farcene carico scegliendo tre precisi criteri:

  1. La Magistratura deve poter operare nella pienezza degli strumenti e con norme rafforzate;
  2. In ogni campo bisogna restringere l’intermediazione amministrativa nei fatti economici secondo principi di automatismo, di trasparenza, di concorrenza;
  3. Ci vuole una legge sui Partiti in applicazione della Costituzione che preveda codici deontologici e sanzioni con evidenza pubblica.

In attesa di una simile normativa il Partito Democratico con le decisioni statutarie di oggi si impone regole ulteriormente stringenti a proposito della moralità pubblica e soprattutto introduce strumenti che rendano applicabile ed esigibile davvero il suo codice etico.

Nemmeno può essere sottaciuto un secondo tema, ben diverso dal primo, che tuttavia determina fortissimo disagio nell’opinione pubblica: il tema cioè dei costi e dei privilegi della politica. Non è certo difficile contrastare a questo proposito le alterne demagogie della destra. Sappiamo infatti che senza preservare la dignità della politica non ci può essere una risposta ai problemi e tanto meno una risposta progressista ai problemi.

Cari amici e compagni,in questi giorni eventi drammatici ci hanno di nuovo portato il mondo in casa. Da anni ormai le cose viaggiano così e in quei dati non c’è più solo della quantità: ci sono grandi correnti di innovazione che promettono una divisione internazionale del lavoro totalmente nuova, un cambio di paradigma, una strada da riprogettare per le nuove generazioni. Non ci può essere senso del collettivo, della comunità, dello sforzo comune al di fuori di una prospettiva riformista, al di fuori di un rigore che sappia incorporare equità, solidarietà, civismo, lavoro. Questo nostro Paese sta vivendo un dramma silenzioso. Noi convergiamo verso le economie più deboli d’Europa e ci allontaniamo dalle economie più forti mentre all’interno il Sud si allontana dal Nord. Due volte la destra ci ha caricati su un traghetto verso al Grecia, due volte noi l’abbiamo riportato indietro perdendoci anche le elezioni. Ripetiamo ancora e ripeteremo sempre, senza mai stancarci: quando due anni fa il Governo tolse l’ICI alle fasce alte, finanziò Alitalia, tolse misure antievasione, incentivò gli straordinari noi proponemmo in alternativa un grande piano di piccole opere attraverso una deroga al patto di stabilità dei Comuni ed una operazione fiscale sui redditi medio-bassi per stimolare occupazione e consumi, chiediamo: chi aveva ragione?

Da allora e per due anni il Governo minimizzò la crisi. Noi dicemmo che sarebbe stata lunga e pesante, chiediamo: chi aveva ragione?Adesso diciamo a chi ci ha portati fin qui: Caro Berlusconi, caro Tremonti, bisogna che vi convinciate che senza un po’ di crescita in più non terremo i conti a posto e alla lunga non convinceremo i mercati perché a ritmi di crescita così bassi il debito non si assorbirà mai. Un percorso che deve aiutarci a definire il nostro Partito come Partito del lavoro e della nuova generazione, come Partito della Costituzione e della democrazia, come Partito di una nuova unità della Nazione.

Battaglie:

  • Discuteremo di lavoro, innanzitutto, contrastando l’idea che il problema di oggi sia quello dei costi o dell’ulteriore flessibilità e rivendicando invece l’esigenza di creare lavoro e dargli via via regole uguali a cominciare dalle nuove generazioni. Salutiamo con soddisfazione i risultati delle elezioni per il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari che hanno visto una netta affermazione delle liste di centrosinistra e salutiamo il lavoro dei giovani democratici che stanno dando avvio alla loro campagna di adesioni
  • Discuteremo di Economia verde come chiave d’impulso per una crescita sostenibile mentre confermiamo la nostra opposizione al piano nucleare del Governo
  • Discuteremo di Giustizia con proposte prese dal lato del funzionamento di un servizio fondamentale per i cittadini e le imprese contrapponendoci in modo così più concreto ed evidente ad ogni deformazione ad personam di questo tema cruciale. Discuteremo di Istituzioni, con proposte orientate a rinvigorire la nostra democrazia costituzionale e di metterla più in grado di rappresentare e di decidere
  • Discuteremo d’Europa nel pieno del passaggio d’epoca cui ho fatto cenno
  • E ci occuperemo di scuola alla ripresa dell’anno scolastico, denunciando ancora il disastro provocato dal Governo , e riprendendo la questione del tempo pieno e dei moduli, dell’obbligo scolastico, dell’autonomia scolastica, dall’apertura della scuola per tutto il giorno, della formazione tecnica tradita dalla riforma delle superiori
  • Ci impegneremo nel campo dell’informazione e della comunicazione per una legislazione antitrust nei diversi ambiti della comunicazione, mentre prevediamo nel nostro progetto istituzionale la costituzionalizzazione del tema del conflitto di interessi. Una grande forza come la nostra tuttavia ha sentito il dovere di predisporre una riforma vera e organica che è pronta e sulla quale raccoglieremo il sostegno dei cittadini

Alleanze: siamo interessati a confrontare le nostre proposte con le forze di opposizione parlamentare, l’UDC e l’Italia dei Valori, i Radicali ai quali voglio rispondere positivamente da qui alla richiesta di confronto che ci è venuta nei giorni scorsi.

Il federalismo ciò a cui ognuno attacca il suo bengodi (più soldi, meno tasse, più servizi, più nord, più sud, più centro e più isole). Le chiacchiere abbondano ma i risultati non ci sono e si prepara anzi a quanto è dato sapere una ulteriore stangata. Con le chiacchiere e con l’ideologia non si mangia: vogliamo ricordarlo alla Lega, dicendole ancora che l’autonomismo non si può mistificare e strumentalizzare e che il colore del Comune è quello del suo Gonfalone, non è il verde. E aggiungiamo che in nome del federalismo delle chiacchiere non ci si può più sottrarre alle proprie responsabilità. E’ matematico che senza la Lega non ci sarebbe Berlusconi, non ci sarebbero stati i condoni, le leggi ad personam, i ripiani di Catania e Palermo mentre Comuni virtuosi piangono, le leggi speciali sugli appalti così utili ai ladroni di Roma.

Il federalismo europeo: noi crediamo ad un’Europa federale, con istituzioni pienamente democratiche, orientate alla crescita, al lavoro e ai diritti, con un adeguato sviluppo del mercato interno; condizioni queste indispensabili per qualificare il rigore finanziario. Un’Europa costruita con adeguate cessioni di sovranità e che trovi nell’area dell’Euro la sua locomotiva, anche attraverso cooperazioni rafforzate. Cinque punti da proporre in sede europea:

  1. Una regolazione stringente ed una vigilanza federale dei mercati finanziari (hedge funds, fondi sovrani e attività speculative);
  2. Piano europeo per il lavoro finanziato con eurobonds per ricerca e innovazione, politiche industriali, infrastrutture strategiche;
  3. Apertura del mercato interno secondo linee guida predisposte nel rapporto Monti;
  4. Coordinamento delle politiche fiscali, lotta ai paradisi fiscali, tassa sulle transazioni finanziarie speculative;
  5. Apertura in sede WTO di una iniziativa per introdurre standards sociali ed ambientali minimi negli scambi di merci e servizi.

Il Partito Democratico: i nostri difetti, i nostri limiti li conosciamo e vogliamo superarli sapendo che comunque senza debolezze non saremo mai, sicchè il problema è essere più forti delle nostre debolezze e cioè affidarci alla battaglia politica, al progetto, ai rapporti reali con il Paese. Voglio pensare che con l’aiuto di tutti la discussione di oggi ci aiuti ad essere più efficaci nella battaglia politica, più capaci di dare impulso alla vita del Partito, e che possa aiutarci in particolare a metterci più vicino agli italiani.