Intercettazioni, approvata la norma transitoria. Berlusconi vuole il voto di fiducia

Giornata caldissima sul piano della discussione del ddl Intercettazioni. Stamane in 2a Commissione permanente al Senato il relatore di maggioranza Centaro (PdL) ha annunciato la presentazione di nuovi emendamenti sul testo, domani in aula, anche in relazione all’ememendamento 1.707, il cosiddetto salva-preti (o salva-pedofili) che ha animato il web in quest’ultimo week-end. Emendamento che, per la cronaca, è stato oggi ufficialmente ritirato dal relatore, sebbene già in essere la decisione di accantonarlo presa unanimemente durante la precedente seduta del 1° Giugno. La decisione del ritiro da parte del relatore ha scatenato il putiferio in Commissione. tutto per ragioni regolamentari: protagonista il sen. Li Gotti dell’IDV, secondo il quale la procedura seguita per il ritiro viola l’art. 100 c. 11 del regolamento. Sulla stessa lunghezza d’onda il sen. Legnini (PD):

Il senatore LEGNINI (PD) considera inaccettabile l’interpretazione regolamentare seguita dal presidente Berselli. A suo parere  l’emendamento 1.707 non può essere ritirato dal relatore in Commissione, in quanto si tratta di un emendamento presentato in Assemblea (Legislatura 16º – 2ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 170 del 08/06/2010)

Il presidente della Commissione, Berselli, ha affermato che “la Commissione in questa sede possa unicamente pronunciarsi sugli emendamenti per i quali, ai sensi dell’articolo 100, comma 11, è stato disposto il rinvio in Commissione” (ibidem). Finocchiaro (PD) è della stessa lunghezza d’onda di Li Gotti e Legnini: l’emendamento del quale il relatore ha preannunciato il ritiro non appartiene alla piena cognizione della Commissione, essendo stato presentato in Assemblea e rinviato unicamente per un ulteriore approfondimento e dibattito in Commissione.
In conseguenza della decisione del presidente di acconsentire al ritiro dell’emendamento 1.707, l’opposizione insorge. Li Gotti afferma che l’interpretazione seguita dalla presidenza è uno schifo, si alza e se na va dall’aula. Lo seguono i colleghi del PD: anche essi abbandonano l’aula.
Risultato? La maggioranza approva compatta l’emendamento 1.710, ovvero la norma transitoria che estende la validità delle norme sulle intercettazioni anche ai procedimenti in corso.

Dopo che sono stati dichiarati preclusi tutti i subemendamenti presentati all’emendamento 1.707, sono dichiarati decaduti, per assenza dei proponenti, tutti i subemendamenti riferiti all’emendamento 1.710. La Commissione approva infine l’emendamento 1.710 ( Legislatura 16º – 2ª Commissione permanente cit.).

E l’Aula? La seduta pomeridiana di oggi è durata ben nove minuti, durante i quali la presidenza ha constatato la presentazione di nuovi emendamenti da parte del relatore, come annunciato in mattinata in Commissione, valutando l’inopportunità di proseguire la seduta. Così accoglie la richiesta avanzata dall’opposizione di prorogare il termine per la presentazione dei relativi subemendamenti, inizialmente fissato per le ore 18, fino alle ore 21 di oggi. Se ne riparla domani dalle ore 15.
Già a metà mattinata, sull’intera questione, era calata la scure delle dichiarazioni di Mr b, secondo il quale il testo non dovrà più subire modificazioni: “Il testo che arriva alla Camera non sarà modificato. E questa è una decisione vincolante per il Pdl […] il testo è stato modificato ma non va più cambiato […] i senatori lo parrovino senza ulteriori modificazioni” (Berlusconi blinda il testo e incassa il sì di Fini “Vincolante per il Pdl, no modifiche alla Camera” – Repubblica.it). Sembrerebbe, da quel che si legge sui giornali, che Berlusconi abbia incassato l’approvazione di Fini. Pare che in aula non ci sia spazio per ulteriori emendamenti. Restano inalterate le norme che inaspriscono le pene per gli editori, dopo una prima iniziale marcia indietro, e quelle che introducono il carcere per i giornalisti che pubblicano atti di un procedimento prima del compimento delle indagini preliminari, o coperti dal segreto, o destinati alla distruzione. Non tutti i finiani vedono di buon occhio il “bavaglio”. Non si parla nemmeno di rivedere le norme che riguardano i blogger in merito all’obbligo di rettifica e alle pene pecuniarie connesse in caso di inadempimento.
In serata la svolta, il governo intenderebbe porre la questione di fiducia. Berlusconi sarebbe arcistufo e vorrebbe tagliare la testa alle inutili – a suo parere – discussioni su un testo che è stato stravolto rispetto agli originali intendimenti del governo. Uno schiaffo alle opposizioni su un provvedimento che mantiene inalterato il suo impianto fortemente anti-liberale.

Domani Yes, political! seguirà la diretta dall’Aula del Senato. Dalle ore 15.

3 Comments

  1. IL PRESIDENTE HA PERFETTAMENTE RAGIONE AD APPLICARE LA NORMA TRANSITORIA ANZI DEVE ESSERE ANCHE RETROATTIVA E PER I PRICESSI IN CORSO TROPPE PERSONE A CAUSA DEL NON RISPETTO PRIVACY ECC. SONO ROVINATE SIA PER LIVELLO LAVORATIVO CHE ALTRO CI SONO ALTRI MODI PER INDAGARE E FAR RISPETTARE LE LEGGI E NON METTERE FOTO O ALTRO SU QUOTIDIANI ECC,,, ROVINANDO L’IMMAGINE E ALTRO SPECIE L’EQUILIBRIO DI MOLTI ANNI DI LAVORO E SENTIMENTO SENZA ANCORA ESSERE GIUDICATI .FORZA PRESIDENTE IL POPOLO VUOLR QUESTO E SPERA IN UN CONDONO DI GIUSTIZIA FA’ SOLO BENE ALLE CASSE DELLO STATO, SI DA’ LA POSSIBILITA’ ALLE PERSONE DI RIPULIRSI E QUINDI POTER METTERE TALI PERSONE IN CONDIZIONI DI UA STRADA DIVERSA ( NON REATI DI SANGUE PEDOFILIA O VIOLENZA IN GENERE SU PERSONE) SI RISOLVEREBBERO MOLTII PROBLEMI 1° NON SI COMMETTEREBERO MOLTI REATI IN QUANTO IL PORTAFOGLIO FAREBBE MALE E NON AVREBBERO PIU’ UNA SECONDA CHANCE 2° SI COMBATTEREBBE LA CRIMINALITA’ IN MODO DIVERSO 3° CON L’INGRESSO DI EURO SI POTREBBE RUIVEDERE LA MANOVRA ECONOMICA FINANZIARIA DEL PAESE SU DISOCCIPAZIONE, PENSIONE CREAZIONE DI POSTI DI LAVORO ECC,,.4° ESUBERO CARCERI NON CI SAREBBE IL PIENO E IL PIENO PER MANTENERLI QUINDI RIDUZIONE IMMEDIATA FORZA PRESIDENTE SONO ALCUNE COSE CHE CON IL DECRETO CONDONO GIUSTIZIA SI POSSONO FARE GRAZIE

    1. Si rilegga il disegno di legge. Non credo che lei abbia effettivamente compreso gli intenti del suo ‘caro’ presidente. E comunque il presidente non può applicare nessuna norma transitoria, giacché sono i giudici a farlo. Saluti.

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