Cota si dimette da parlamentare. Al suo posto un inquisito

maurizio grassano

Ve l’avevo detto: la gloriosa pattuglia di indagati-inquisiti presente in parlamento, alla elezione di Cota alla presidenza della Regione Piemonte, si sarebbe accresciuta di numero: ecco l’approdo a Montecitorio di un ex-leghista, tale Maurizio Grassano, ex presidente del Consiglio Comunale di Alessandria, sotto processo per truffa aggravata nei confronti dello stesso Comune di cui era presidente.

Naturalmente il signor Grassano si fece anche del carcere:

Regionali 2010: se in Piemonte vince Cota, un altro indagato in Parlamento. « Yes, political!.

Ma prima di questo ebbe la lungimirante idea di sospendersi dagli incarichi ricoperti all’interno del proprio partito. La Lega ora lo scarica:

Proprio a causa delle sue vicende giudiziarie il neo-deputato non sarà accolto nel gruppo leghista: “Il gruppo della Lega Nord – spiega il capogruppo Marco Reguzzoni – preso atto della vicenda giudiziaria del neodeputato (oggi non più appartenente alla Lega Nord a seguito del coinvolgimento in una vicenda giudiziaria per truffa aggravata e falso ai danni di ente locale) ha deciso di non accoglierlo al proprio interno” (Camera/cota si dimette da deputato. gli subentra un inquisito – Virgilio Notizie).

Così ne scrissi su questo blog:

I guai veri, per Grassano, comiciarono una mattina di Settembre dello scorso anno, quando la Guardia di Finanza si presentò al suo ufficio per interrogarlo e per disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari poiché sussitevano i pericoli di fuga e inquinamento delle prove. Nonostante il provvedimento di arresto, Grassano non si dimise dalla carica di Presidente. Decise di lasciare immediatamente il partito della Lega Nord. Poi cominciò un furibondo braccio di ferro fra di lui, l’opposizione e lo stesso Sindaco. Motivazione? “Maurizio Grassano […] ha detto di aver pensato molto alla sua vicenda e al fatto di essere in “buona compagnia” con sindaci, consiglieri e parlamentari di ogni schieramento politico inquisiti”; “mi dimetto se lo faranno tutti loro”; addirittura si presentò in conferenza stampa con “un plico di carte, il regolamento e lo Statuto del Comune di Alessandria […] per far valere i propri diritti di uomo” (RADIO GOLD – Politica – Grassano contro tutti).

Insomma, la storia di un benefattore: “Quest’uomo avrebbe rubato al Comune denari per 760.000 euro in forma di rimborsi, soldi che poi transitavano nella società di cui era amministratore delegato e quindi nelle sue tasche. Soldi sottratti a una città le cui istituzioni ora fanno fatica a mantenere l’insieme delle società municipalizzate che gestiscono i servizi, dalla raccolta dei rifiuti alle case di riposo per anziani, per le quali si pensa alla privatizzazione. E lui parla di imparzialità e democraticità. Un ottimo curriculum, a ben pensarci, per far parte del prestigioso club di Montecitorio” (Yes, political!, cit.).

3 Comments

  1. […] Premier a caccia di nove deputati Pannella tratta: da noi sei voti Il Sole 24 Ore – ‎17/nov/2010‎ Forse si tratta di una provocazione. Certamente ogni deputato ha un prezzo e pare che questi non abbiano alcun ribrezzo a trovarsi dal giorno alla notte a votare per un signore connesso alla mafia per tramite del suo socio in affari. Pensate all’onorevole per fortuna, al secolo Maurizio Grassano: diventato deputato dopo l’elezione a governatore del Piemonte di Roberto Cota, l’ex leghista, ex presidente del consiglio comunale di Alessandria, inquisito per truffa al suo stesso comune, oggi ha manifestato l’intenzione di votare per B. Grassano è stato arruolato. Leggete la sua storia. Pare essere pienamente in sintonia con il governo che andrà a sostenere: Cota si dimette da parlamentare. Al suo posto un inquisito […]

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