Kitegen e le “famiglie” di Berzano S. Pietro, provincia di Asti: un caso di ostilità all’energia pulita

Berzano S. Pietro è un piccolo comune dell’astigiano, in Piemonte. Gli ultra-cinquantenni sono il 42% circa della popolazione (ISTAT 2007). Un comune dove il reddito massimo non supera i 50.000 euro/annui (2005). Che si sta ripopolando ma che conta poi di soli 439 abitanti (ISTAT 2007). Ebbene, dieci di questi abitanti non amano gli aquiloni. Hanno il timore che gli aquiloni cadano sopra le loro teste. Ovvero, sono del tutto ostili all’inventore del secolo, tale Massimo Ippolito:

Esperto di meccatronica, è l’ideatore del progetto Kite Gen. Dal 1983, seguendo un sempre più preciso interesse sui temi dell’ambiente e dell’energia, è impegnato con la propria società di ricerca, Sequoia Automation, su diversi fronti legati alla sostenibilità e alla efficienza energetica, in particolare tramite l’impiego di sensoristica miniaturizzata e intelligente ad altissime prestazioni. Inventore di quasi venti brevetti e co-autore di 3 lavori sul tema del controllo di profili alari (Kitegen.com).

Insomma, un uomo che il mondo ci invidierebbe e che altrove avrebbe già intitolate delle piazze, qui da noi, nel tropicale Piemonte delle colline a vigneto e ad anticrittogamico, viene ostacolato nel suo futuristico progetto di produzione dell’energia dal vento, il cosiddetto ‘eolico d’alta quota’, che ha la forma della vela di un kite-surf, con cavilli e beghe di vicinato ‘da quattro soldi’:

E’ un’idea rivoluzionaria, che opera un vero e proprio cambio di prospettiva nel campo dell’eolico, ma c’è chi non è convinto. L’hanno chiamato ‘effetto b.a.n.a.n.a’, cioè build absolutely nothing anywhere near anything (non si costruisce assolutamente niente in nessun posto vicino a nessuna cosa): nonostante la licenza a costruire rilasciata dal Comune di Berzano, i tipi di Sequoia, la società che si occupa della progettazione e della messa in opera di Kitegen, sono stati messi in difficoltà anche dalla Forestale, secondo cui sono stati tagliati troppi rami. Da eseguirsi quindi una valuzatione di impatto strategica:

Appena riaperto il cantiere, la forestale, che nei mesi precedenti, nonostante la nota querelle , nulla aveva eccepito in tal senso, è tornata alla carica, chiedendo che l’impianto del kitegen sia assoggettato a verifica di compatibilità ambientale […] Si tratta, in pratica, di una verifica di assoggettabilità, o meno, del kitegen alla valutazione di impatto strategica. SE l’impianto fosse permamente, potrebbe anche essere, la situazione è spinosa […] La cosa è alquanto opinabile, perchè l’autorizzazione, comunque rilasciata dal Comune prevede la messa in pristino del terreno e dei luoghi alla fine del periodo di sperimentazione e quindi, per definizione l’impatto sulle aree boscate deve essere nullo o nullificabile con opportuni accorgimenti (Kitegen: stop&go e gli omini neri – Crisis).
Massimo Ippolito, il genio berzanese, presidente di Sequoia, si è dichiarato “sconfitto” sin da ora. Troppi gli ostacoli burocratici.
A seguito del ricorso dei dieci berzanesi (cinque famiglie), Carabinieri  e Guardia Forestale stanno indagando e il Giudice ha già acquisito le carte da esaminare per verificare la correttezza dell’operato dell’Amministrazione Comunale (La banana e il kitegen — Nuove Tecnologie Energetiche).
Felice Celestino, consigliere comunale di maggioranza, ha scritto una lettera ai propri concittadini; una lettera di denuncia e di stimolo affinché i berzanesi, ma soprattutto le due famiglie ricorrenti, desistano dall’ostacolare un progetto così lungimirante e innovativo. La loro è “un’inerzia sociale” che fa paura. Possibile che un paese come Berzano lasci cadere nel vuoto l’occasione per entrare nella storia delle energie rinnovabili? L’eventuale successo della sperimentazione di Kitegen, aprirebbe a risorsi sinora impensabili per Berzano. Berzano diventerebbe il centro del mondo. Energia pulita dal vento a impatto minimo. Qualcosa che per ora è confinato solo nei sogni.
per il Pianeta il KITEGEN limiterà drasticamente le immissioni di CO2 in atmosfera; l’Italia presenterà all’Esposizione Universale di Shangai del maggio 2010 il KITEGEN  come progetto pilota, Berzano di San Pietro diventerebbe un centro mondiale di progresso e innovazione.  Il Pianeta e l’Italia non perderanno nulla perché KITEGEN diventerà presto operativo in ogni caso, magari ubicato in un paese più accogliente del nostro. Berzano perderà – invece – un’occasione irripetibile per i millenni a venire e questo, come cittadino e come amministratore, lo considero inaccettabile […] l’immagine di Berzano di S. Pietro, già notevolmente deteriorata nel circondario, uscirà da questa telenovela come quella di un paese retrivo, meschino e intellettualmente sottosviluppato, cosa che rifiuto con tutte le mie forze (F. Celestino – La banana e il kitegen — Nuove Tecnologie Energetiche).
Se Kitegen dovesse fallire a Berzano, il Piemonte non perda l’occasione della propria storia. Ci sono decine di migliaia di metri quadri lasciati all’incuria, i sindaci colgano l’occasione, se hanno un barlume di ragione ancora:

Nel frattempo, però, un altro Comune Piemontese Sommariva Perno, ha avuto molti meno problemi.[…] un kitegen volerà comunque, sopra una discarica, dal nome evocativo di Cascina del mago. (Kitegen: stop&go e gli omini neri – Crisis).

Sitografia:

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2 Comments

  1. Visto che queste famiglie non vogliono il kitegen, stoccate pure sotto il loro culoi rifiuti radioattivi, visto che li preferiscono

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