Riforma Università, passa l’emendamento di Ignazio Marino

Si chiama peer review, ma per evitare l’inutile anglicismo d’ora in poi si chiamerà valutazione fra pari. L’ha voluta fortemente il sen. Ignazio Marino e la sua battaglia è stata premiata da un voto bipartisan al Senato. Una battaglia non priva di scontri e di duro dibattimento con il governo, il quale ha imposto che le modifiche introdotte non apportassero aggravio ai conti pubblici, che la loro applicazione dipendesse cioè dalle risorse “finanziarie umane e strumentali disponibili a legislazione vigente”, limitandone la portata ad “un periodo sperimentale di tre anni”. Ma entro sesanta giorni dall’approvazione del ddl Gelmini che riforma l’Università, il governo deve emanare decreto attuativo che estenda il metodo della valutazione fra pari alla assegnazione dei progetti di ricerca in campo universitario. Forse una svolta.

Un via libera, raggiunto all’unanimità dall’Aula, da sinistra a destra, dopo un lavoro faticoso di convincimento personale, a volte uno ad uno, sul valore di un progetto, non a caso seguito dall’applauso dell’intero emiciclo (Marino e la vittoria sulla ricerca. I sì e i no per cambiare l’Italia (e il Pd) | Cambia l’Italia).

Certo, nell’emendamento non si specifica in alcun modo il metodo di formazione dei comitati preposti a tale valutazione: si impone soltanto che siano per un terzo formati da “professionisti operanti all’estero” e se ne deduce che debbano essere in qualche modo affini al progetto di ricerca che si vuole valutare e/o giudicare. Insomma, i rischi che la valutazione fra pari prenda la china del comitato ad hoc composto dai soliti noti, più qualche marchetta da oltreoceano, ci sono tutti. Molto dipenderà dal governo, dal Ministro dell’Istruzione, dal Ministro della Salute. Peccato, perché l’intenzione era ed è buona. Marino resti vigile.

Marino: “E’ un passo importante per la ricerca e per l’Italia tutta, una speranza che si concretizza per i tanti bravi scienziati che ambiscono ad una valutazione dei progetti rigorosa e trasparente. Uno snodo che ritengo epocale per le nostre università e i nostri istituti e centri di ricerca, nei quali finalmente la cultura del merito diventa regola, criterio universale” (Cambia L’Italia, cit.).

Questo il testo dell’emendamento:

Proposta di modifica n. 15.0.300 al DDL n. 1905.

15.0.300 (testo 4)

MARINO IGNAZIO, RUSCONI, CERUTI, FRANCO VITTORIA, GARAVAGLIA MARIAPIA, MARCUCCI, PROCACCI, SERAFINI ANNA MARIA, VITA, ADAMO, BASTICO, LIVI BACCI, BASSOLI, BIONDELLI, COSENTINO, BOSONE, CHIAROMONTE, SOLIANI, PORETTI, CASSON (*)

Approvato

Dopo l’articolo 15, inserire il seguente:

«Art. 15-bis.

(Valutazione tra pari per la selezione dei progetti di ricerca)

1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanarsi, di concerto con il Ministro della salute ed il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede a valere sulle risorse finanziarie umane e strumentali disponibili a legislazione vigente per un periodo sperimentale di tre anni ad applicare il principio della tecnica di valutazione tra pari, svolta da comitati composti per almeno un terzo da professionisti operanti all’estero, ai fini della selezione di tutti i progetti di ricerca, finanziati a carico delle risorse di cui all’autorizzazione di spesa recata dall’articolo 12 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, e a carico del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST), di cui all’articolo 1, comma 870, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ferma restando la possibilità di una disciplina particolare in relazione al Fondo per le agevolazioni alla ricerca, di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297. Restano ferme le norme di cui all’articolo 1, commi 814 e 815, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, e all’articolo 2, commi 313, 314 e 315, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Sono altresì fatti salvi, nel rispetto, ove possibile, del principio della tecnica di valutazione tra pari, i vincoli già previsti di destinazione di quote dei suddetti stanziamenti in favore di determinati settori, ambiti di soggetti o finalità.

2. All’articolo 2, comma 313, della legge 24 dicembre 2007, n.  244, dopo le parole: “italiana o straniera,” sono inserite le seguenti: “in maggioranza”».

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(*) I senatori Perduca, Casson, Tomassini e Rizzi aggiungono la firma in corso di seduta

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