Idee PD: Chiamparino, dal produttore al consumatore

Il Chiampa, giovin candidato alla premiership del centro-centro-sinistra (con i trattini e il doppio centro – no, non è un refuso, sta a significare la prevalenza del ‘centro’…) ha ipotizzato ieri, dalle colonne de Il Mattino, un PD versione economica: lo ha definito un ‘partito dei produttori’, la cui missione “non può che essere produrre sviluppo, lavoro e ricchezza”. Forse che il sindaco di Torino voglia allargare la Santa Alleanza (che è santa poiché riceve l’imprimatur dei Vescovi) a Confindustria? Se così fosse, allora la collocazione politica di questa congrega di partiti non potrebbe essere la medesima immaginata da Bersani, il quale ha immaginato due cerchie, o due muri che dir si voglia, una interna, l’altra esterna che verrebbe edificata soltanto in vista di una effettiva emergenza democratica. Le idee paiono confuse anche a lui:

La latitudine iniziale può essere ragionevolmente vasta, da Vendola a Casini. Quella finale dipende da attorno a cosa costruisci l’alleanza. Io, ad esempio, penso non sia possibile escludere alcune questioni che vanno sotto il titolo “laicità dello Stato” (Chiamparino, Il Mattino, 28/08/2010).

Quindi se ne deduce che Casini e soci potrebbero permanere in questa alleanza forse l’arco di sei mesi o poco più, lo spazio per dettare le nuove – democratiche – regole della competizione elettorale e della comunicazione politico-televisiva. E poi? Il Chiampa mette il dito nella piaga: “a me, ad oggi, risulta ancora insufficiente la proposta al paese, sicuramente interessato più alla missione che alla formula politica” (Chiamparino, cit.). Ecco la via d’uscita del sindaco: fregarsene della formula politica e dotare il PD di una missione, una missione chiamata sviluppo.

Il problema fondamentale è mettere in moto lo sviluppo, creare lavoro e ricchezza. Penso ad una sorta di partito dei produttori. Tema centrale per un paese in sostanziale stagnazione ormai da anni. Non è solo colpa dei governi che si sono succeduti e la situazione indubbiamente tende a marginalizzare alcune aree del mondo. Ma anche in queste aree ci sono realtà diverse: in Europa non sono tutti giapponesi ma vi sono paesi, come la Germania, che dimostrano di saper reagire. Guardiamo e impariamo (ibidem).

Sviluppo equivale a dire grandi opere (stradali, energetiche, ferroviarie). Un giornalista vero, a questo punto dell’intervista, avrebbe chiesto a Chiamparino la sua opinione circa Ponte sullo Stretto, Nucleare, Alta Velocità. Poiché, se è pur vero che Chiamparino ha “sempre vissuto, politicamente e fisicamente, in alto a sinistra” (in Piemonte e a Sinistra), la sua posizione in fatto di sviluppo a tutti i costi – così pare di capire – contrasta e non poco con la politica di Vendola e pertanto viene da domandarsi quale futuro abbia una alleanza politica costruita su posizioni tanto divergenti.