Primarie o non primarie, questo il dilemma

Il governo non rinuncia al Porcellum? L’Unità ha lanciato una campagna di stampa affinché il PD organizzi le primarie di collegio, al fine di mettere nelle mani dell’elettore la possibilità di formare le liste dei candidati da presentare alle prossime – imminenti? – elezioni. Concita De Gregorio non ha voluto espressamente avere sponsor all’appello lanciato dal giornale – contrariamente a quello che fa invece Micromega, con gli appelli firmati da nomi illustri, e poi dietro tutti gli altri. La logica che domina l’iniziativa è ‘partire dal basso’, ritornando a quel popolo delle più svariate provenienze – comunista, socialista, cattolica – che sinora ha subito, in silenzio o quasi, sconfitte elettorali e politiche cocenti:

Scegliamo noi, scegliete voi chi volete in Parlamento. Non lasciate che siano i partiti a imporre i candidati. E’ poco? No, è moltissimo. Provate a pensare a quello che succederebbe: sareste davvero alla guida. Il resto – il programma, le scelte concrete, quelle tattiche e strategiche – non potrebbero più prescindere dalla voce di quelli che voi stessi avete indicato. Sarà questa da oggi la nostra campagna. Migliaia di persone ci hanno scritto, ieri, chiedendoci da dove cominciare. Partiamo da qui, dal nostro giornale (Concita De Gregorio, L’Unità).

Ma le primarie di collegio possono sostituire le primarie di coalizione? O giustificare il fatto che queste ultime non avranno mai luogo? Il novero dei candidati leader aumenta di giorno in giorno, ma Bersani non si è ancora pronunciato, teso com’è a rilanciare l’azione del partito in vista della ripresa dell’attività parlamentare, già appaltata dal governo per discutere il Processo Breve. Eppure c’è chi sostiene che la strategia di Bersani è sbagliata:

Riproporre ora l’Ulivo, un quinto di secolo dopo, e riverniciarlo di fresco, non è un progetto di vera innovazione. Serve una classe dirigente nuova. E non è credibile una coalizione contro Berlusconi che mette insieme Vendola, Binetti, Casini, Bersani, Fini, Granata (Ignazio Marino, Corriere della Sera, 28/08/2010).

Ignazio Marino, però, concorda su legge elettorale e conflitto d’interesse come priorità da mettere all’ordine del giorno di una eventuale nuova maggioranza parlamentare allargata: “credo che [Bersani] dovrebbe prendere subito l’iniziativa in Parlamento per chiamare i partiti che sono favorevoli a restituire democrazia al Paese attraverso una legge elettorale che restituisca ai cittadini il diritto di scegliersi i rappresentanti” (Corsera, cit.). In ogni caso, legge elettorale a parte, il nodo alleanze resta irrisolto.

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