Giglioli (Popolo Viola): sono riusciti a cambiarci

A margine di quanto detto pocanzi sulla contestazione a Schifani – il dibattito politico ridotto a guerra fra guelfi e ghibellini, dove lo spargimento di sangue (metaforico) è l’apice – interviene Alessandro Giglioli, uno degli ispiratori del Popolo Viola, con un post fortemente critico e dal tono tristemente amaro: sì, ci hanno cambiati, sono riusciti a farlo, dice Giglioli. Perché il Popolo Viola è o dovrebbe essere un movimento che vorrebbe riportare la politica al centro e mandare a casa chi occupa abusivamente con il proprio interesse particolare la sfera pubblica dell’interesse generale. E invece no, il Popolo Viola, nella sua manifestazione odierna a Torino alla festa PD, è degenerato a gruppo di facinorosi ultras che lancia epiteti contro un presidente del Senato chiaramente impresentabile, ma tutto sommato ancora persona libera. Il dibattito fra esponenti politici contrapposti, alle festa dell’Unità, c’è sempre stato: la guerra civile era uno spettro lontano nelle memorie ed era normale potersi confrontare nell’alveo di regole democratiche condivise:

A un certo punto tutto questo è saltato. Perché il potere politico e la gran parte di quello mediatico sono stati ingoiati da un avido gruppo di interessi a cui della Costituzione non fregava proprio nulla. Anzi, cercava (cerca) di liberarsene, se ne fa beffe e produce leggi dello Stato sapendo benissimo che sono incostituzionali, ma intanto salvano la ghirba al capo. Un gruppo di interessi che se ha un avversario non lo invita alle sue feste: lo consegna ai dossieratori di Feltri, lo fa pedinare dalle telecamere delle sue tivù, lo fa seguire dalle sue barbe finte a pagamento. Un gruppo di interessi che se perde le elezioni non riconosce la vittoria dell’avversario. Un gruppo di interessi che perfino i suoi ex alleati definiscono «rancido, servile e popolato di scagnozzi» al soldo del capo (Piovono Rane).

Il coppia antinomica “amico/nemico” è la base per trasformare la sfera politica nella sfera della guerra civile, della violenza a priori sull’altro che è diverso da te e non la pensa come te o non fa parte della tua famiglia, o del tuo rango sociale. La sfera pubblica resa privata è luogo di conflitto, perciò di divisione. E nella divisione non vi è più nulla di condiviso, se non la volontà di sopraffare l’altro.

Mi piace questo? No, mi fa schifo. Al contrario di Beppe Grillo, io non gioisco affatto per quello che è accaduto a Milano. Perché con Grillo stasera stanno festeggiando anche Feltri, Schifani, Previti, Dell’Utri e sicuramente lo stesso Boss che li stipendia. E perché – di nuovo – voglio vivere in una democrazia dove ci sono due o più schieramenti civili che sanno darsela di santa ragione con le idee, non con i dossier della maggioranza a cui si contrappongono le vuvuzele dell’opposizione. Ma pare che questo oggi in Italia non sia più possibile. A questo ci hanno ridotto quindici anni di berlusconismo (Piovono Rane, cit.).

Proprio il berlusconismo costringe a prender parte, a prendere le armi contro l’abusivismo del suo profeta. Ma ciò significa intrinsecamente accettare la logica amico/nemico, ed è la fine della politica e l’inizio della guerra, poiché non esiste più alcuna volontà generale.

3 Comments

  1. Giglioli non ti conosco personalmente ma se avevo qche dubbio sul Vs Movimento queste tue affermazioni mi convincono definitivamente che non siete disposti a cambiare veramente le cose ma solo a fare delle manifestazioni che puntualmente vengono ridimensionate e ridicolizzate dai media e dagli pseudopolitici di turno. Ti dico solo che se aveste/avessimo un decimo delle palle che avevano i nostri nonni questi ladri sarebbero a casa gia’ da molto tempo. Continuamo a sventolare bandierine e gonfiare palloncini e vedrai come le cose cambiano presto ed in meglio!!

    1. Quindi? E’ un invito alla violenza? Come fa Bossi, incitare a imbracciare il fucile? Il Popolo Viola dovrebbe forse equipararsi al leghismo delle origini? Spieghi meglio, grazie.

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