Chi si insidia fra le crepe dei Viola

Si era già parlato delle discordanze in seno al Popolo Viola circa l’organizzazione del No B Day 2, tenutosi sabato scorso. Della contestazione alla cosiddetta “autoproclamatosi” Pagina Nazionale Fb del Popolo Viola, quella gestita da Gianfranco Mascia per intenderci. Saprete forse della polemica nata intorno alla collaborazione di Mascia in IDV. Al fatto che, quando c’è da far parlare i Viola, chiamano sempre lui, o la Bartolini, l’addetta stampa. Anche sabato Mascia era là, in prima linea, sul palco. Lui appare, senza averne ricevuto il consenso da parte dei gruppi locali, il delegato del Popolo Viola, l’uomo che lo rappresenta e lo guida nella sua pur semplice linea politica. Certamente Mascia ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita del primo No B Day; certamente i Viola ne sono debitori. Ma a molti Mascia non va. Rischia di far approdare il movimento in un sicuro porto “partitico”. Che è naturalmente quello di IDV.

Saprete anche della polemica sorta con il direttore di Micromega, Paolo Flores D’Arcais, reo di voler scippare ai Viola l’organizzazione della manifestazione di protesta contro Berlusconi. D’Arcais esordì forse per primo ad Agosto con un appello a firma di Hack, Camilleri e Don Gallo. In esso si esprimeva la necessità di una forte rsisposta della scoietà civile contro lo scempio della Costituzione ordito da B. D’Arcais cercò di insinuarsi fra le crepe dei Viola, ben consapevole dei guasti insorti intorno alla figura di Mascia e della Pagina Nazionale, inviando email ai gruppi locali con la richiesta di aderire al suo appello. Appello che non è sfociato in una manifestazione autonoma: D’Arcais si associa alla manifestazione della Fiom del prossimo 16 Ottobre incassando l’adesione soltanto di alcuni gruppi locali viola.

Avevo ipotizzato, da queste colonne, come la querelle Viola-D’Arcais ricalcasse all’incirca la competizione fra IDV e la Sinistra. Anzi, forse ne rappresenta un altro fronte. Anche Vendola ha riconosciuto come la piazza viola sia un popolo – apparentemente – senza partito. Fra di essi vi sono molti “democratici”, ha osservato, e bisognerebbe che il Partito si avvicinasse a loro. Forse Vendola, sabato, si è guardato intorno ed ha assistito a scene del genere:

Di Pietro, lui, conosce molto bene il valore elettorale della piazza di sabato. Già il 5 dicembre scorso, quando il No B Day portò in piazza 300 mila persone, si vociferava della sponsorizzazione di IDV alla manifestazione. Di Pietro aveva pagato il palco? Qualcuno ha scritto che se un partito ha finanziato il No B Day, ebbene, lo ha pur fatto con i soldi del finanziamento pubblico dei partiti, quindi con soldi di tutti noi. Resta da decifrare il comportamento di IDV in piazza: le bandiere del partito erano ben in vista, tanto che è stato chiesto, dal palco, di abbassarle. Di Pietro voleva mettere il cappello al No B Day 2? C’è da chiedersi se non l’avesse già fatto lo scorso 5 Dicembre.

Ma questa volta un gruppo locale, Resistenza Viola Piemonte, si è messo in mezzo. Al grido di “davanti solo i Viola”, hanno spodestato le bandiere di IDV dalla testa del corteo, arrivando sino allo scontro verbale con Mascia:

Circolava anche un video sul web che non riesco più a trovare. Ma il punto non è questo. Non sono le bandiere di IDV o del PD che possono scandalizzare. Il problema è che lo scorso 5 dicembre la società civile sembrava aver ritrovato coscienza, sembrava essersi ridestata dal limbo, dall’ignavia, aveva preso possesso della piazza, autoorganizzandosi tramite il web – fatto assolutamente innovativo e che aveva fatto pensare a una nuova forma di mobilitazione, che faceva pensare alla e-democracy come a una nuova forma di democrazia diretta, irrealizzabile altrimenti per il noto problema della moltitudine, del numero. Come fare a metter d’accordo tutti? Bè, c’è il web, oggi, si diceva. Si narrava di un futuro prossimo in cui tutti gli e-cittadini – connessi in una agorà virtuale permanente – avrebbero interlocuito fra di loro concorrendo direttamente a formare la decisione. Il web, i social network, avrebbero così risolto i guasti della democrazia rappresentativa. Avrebbe coinvolto in maniera totalizzante il cittadino, facendolo coincidere con la politica. Mai più nessuna disgiunzione funzionale, nessuna casta. Non più politica di professione.

E invece… Il numero, ancora lui, ha mietuto un’altra vittima. Il Popolo Viola, a partire da quel 5 Dicembre, non è riuscito a darsi una forma stabile, sia essa quella dell’entità pre-politica non organizzata che sovrintende alla mobilitazione con una specifica e unica ragion d’essere (“licenziare Berlusconi”), sia essa quella di una nuova aggregazione partitica diffusa territorialmente e innovativa nella formula della e-democracy (come vorrebbe essere il Mov 5 Stelle). Di fatto, dopo quello straordinario successo, fra i Viola sono emersi sospetti e differenze d’opinione; non vi è stata alcuna tensione all’aggregazione, bensì si sono subito definiti steccati e proprietà private, rivendicazioni di merito, piccole questioni personali.

Poi vi è il nodo del ruolo dei partiti. Un rapporto ambiguo, un peso che i Viola porteranno a lungo sul groppone. Da un lato non si vuole alcuna referenza con i partiti;  se ne rifiutano le etichette, le bandiere, la loro presenza ai cortei è vista con sospetto, come fosse un tentativo di “mettere il cappello”; nessun politico è ammesso sul palco, tutt’al più nel retropalco. I politici non possono usare il palco dei Viola per farne un comizio. Dice Mascia: “i politici non possono parlare, ma sono ben accetti fra di noi”. E quindi l’assenza di un partito (il PD) è vista come una colpa grave, da raffigurare in manifesti satirici – il PD dorme perchè non va al corteo dei Viola. Chi ha contestato l’organizzazione del 2 Ottobre, argomenta sempre sul rapporto con i partiti: la manifestazione di sabato era appaltata a IDV. Questo sospetto diventa certezza quando compaiono le numerose bandiere del partito di Di Pietro in testa al corteo.

Quindi? Quale futuro? Un terzo No B Day? Lo scorso 5 dicembre aveva permesso di far emergere il popolo dei senza partito. Ora esso si è nuovamente dissipato e il tempo per intercettarlo si è forse perso per sempre.

Appendice: i ringraziamenti durissimi della Rete locale Il Popolo Viola

One Comment

  1. […] AS "THE POPOLO VIOLA" The scheme was same of now, they organized many protest in italian squares (receiving hide funds from IDV ), that make grow the mediatic attention in order to make it grow a lot the number of people signed […]

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