Silvio e le cinque giornate di Sodoma

Hendrik Goltzius, Lot e le figlie (1616)

 

Durante il periodo del suo ritiro a Capri fece arredare con divani una stanza apposita, che divenne il luogo dove dava sfogo alla sua segreta libidine. Lì, infatti, requisiti da ogni dove gruppi di ragazze e invertiti, assieme a quelli che lui chiamava “spintrie”, che inventavano mostruose forme di accoppiamento, li costringeva ad unirsi a tre a tre e a prostituirsi tra loro in ogni modo, per eccitare la sua virilità di uomo ormai in declino.

[Svetonio, Vite dei Cesari, Tiberio]

La decadenza di Silvio IV; Silvio si è fermato a Sodoma; la senilità di Silvio: in altre decine di modi avrei potuto intitolare questo post. La realtà appare oramai chiara: il caso Ruby Rubacuori potrebbe essere il capolinea del governo. La Lega si è spazientita, ma anche nelle ultime ore è tornata a rivolgere parole di fuoco contro l’ipotesi di governo tecnico. Al di là della decadenza sessuale di B., forse solo ipotetica ma pur così letteraria, è il caso politico a far da detonatore a una situazione già di per sé esplosiva, con la questione Lodo Alfano irrisolta, la querelle sulla Riforma della Giustizia e della assoggettabilità al Viminale dei pubblici ministeri, i rifiuti di Napoli e le rivolte di Terzigno e Boscoreale. Le indebite pressioni sulla questura di Milano per la liberazione di Karima El Mahroug, una diciassettenne ora diciottenne aspirante Velina o Letterina o Consigliera Regionale – che intanto è lo stesso – sono il nuovo inaspettato caso giudiziario che coinvolge B. fino al collo: l’uso abnorme del potere personale. Ed è una inchiesta per giunta nelle mani di Ilda Boccassini, la quale stamane ha provveduto a interrogare l’ex questore Indolfi, difeso invece strenuamente da Maroni. Se ne deduce che lo scenario ritorna ad essere quello di inizio settembre, con la possibilità di un voto di sfiducia e l’apertura di una crisi al buio.

L’escalation della polemica politica oggi sui giornali:

Governo, Berlusconi: non mi ritiro, Udc valuti suo sostegno Reuters Italia

Caso Ruby, interrogato l’ex questore Lega: rivolta contro il Governo Tecnico la Stampa

Berlusconi: se lasciassi procurerei danni seri al paese RaiNews24

Calderoli, governo tecnico e’ golpe ANSA.it

E indovinate nelle mani di chi è la pistola con il colpo in canna di questa irrazionale roulette russa? Proprio di Fini. Sono infatti i deputati e i senatori di FLI a dover prendere la scelta se terminare con l’iniezione letale questo governo immobilista, o continuare la pantomima dell’appoggio condizionato, con qualche voto a favore regalato (vedi casi immunità Lunardi e il voto sulla retroattività del Lodo Alfano) in cambio di una pubblica dialettica inconcludente ma che appaga da un punto di vita elettorale. Insomma, mentre PD, IDV e UDC per una volta sembrano non ammettere dei distinguo e marciano insieme verso la mozione di sfiducia, il cero corto rimane nelle mani di Fini. Stando alle sue dichiarazioni di ieri, pare proprio la fine per B.:

Decisamente meno bonarie le valutazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini che ha parlato di una vicenda «imbarazzante per l’Italia», augurandosi che le cose «non siano andate così come sono state raccontate» e cioè che quella telefonata del premier non ci sia stata. Perchè altrimenti, dice chiaro e tondo il leader di Futuro e Libertà, si configurerebbe un «uso privato di incarico pubblico» (La Stampa.it).

E forse, soltanto allora, B. potrà optare come Tiberio per il suo ritiro dorato ad Antigua e così circondarsi di ragazzi e ragazze e nani e ballerine.

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