Gli ex colonnelli all’arrembaggio de Il Secolo d’Italia: Perina rischia il posto

Si è sgonfiato l’affaire Montecarlo? Poco importa: il nuovo fronte della guerra contro Fini passa ancora per la carta stampata, ma taglia in due il giornale da sempre eco delle gesta di Gianfranco Fini, nonché storico quotidiano di alleanza Nazionale, Il Secolo d’Italia. L’appello per la sopravvivenza del giornale, improvviso, è stato pubblicato venerdì scorso:

Lanciamo un appello a chi ha a cuore il pluralismo e la libera circolazione delle idee, ai colleghi giornalisti, ai parlamentari di tutti gli schieramenti, agli amici di Fli e del Pdl, perche’ facciano sentire la loro voce a difesa del ”Secolo d’Italia”, da 49 anni voce della destra italiana, che rischia la chiusura per l’azione miope e vendicativa di un gruppo di dirigenti della ex-An. Il rifiuto improvviso ed immotivato di versare le anticipazioni che ci consentono da sempre di pagare gli stipendi degli ultimi tre mesi dell’anno comporta di fatto la liquidazione del giornale (Asca News).

C’è qualcuno che non vuole un giornalismo di destra “fuori dal coro”, tuona la Perina. Dopo “tre giorni di discussioni” – prosegue – “con il titolare del Comitato di gestione Franco Pontone, che nel frattempo è stato dimissionato, e con il Comitato dei garanti della Fondazione An, la direzione del Secolo prende atto del rifiuto di garantire, come da cinquant’anni a questa parte è stato fatto, i fondi necessari a consentire l’uscita del giornale: una anticipazione modesta – 700mila euro – necessaria a coprire gli ultimi mesi dell’anno in attesa del versamento dei contributi per l’editoria”. Pontone era imbarazzato dal caso Montecarlo, messo alle strette dagli ex colonnelli: prima della “ristrutturazione” dell’azienda-giornale, l’anticipazione dei denari era anche di uno-due milioni, oggi si chiedono solo 700mila euro ma ciò sembra non bastare. Pontone viene dimissionato lo scorso 28 Ottobre, con un voto a maggioranza dell’assemblea dei Garanti (una specie di comitato diviso fra gli ex colonnelli). I 700mila euro diventano 300mila, poi si vedrà: di fatto il giornale è strangolato. E non si fa affatto mistero che a dar fastidio sia la linea editoriale della Perina. La Perina deve essere affiancata o sostituita. Perina e Lanna messi alla porta, questo il prezzo per la continuità del giornale. Che rischia di dover bloccare le pubblicazioni poiché di quei 300mila euro non v’è traccia alcuna.

Oggi, la nuova riunione dei Garanti si è conclusa con una “fumata nera”:

La soluzione della “crisi” era stata solennemente promessa per mercoledì, ma ieri non si è registrata nessuna novità. Anzi: una nota del Comitato dei Garanti sostiene che è stata l’assenza di Rita Marino all’Assemblea del Secolo del 28 ottobre scorso a determinare il problema (Secolo, nuova riunione dei Garanti, Il Secolo d’Italia).

Nella pratica, trattasi di una battaglia per zittire la finiana Perina e sottrarre a Fini e Futuro e Libertà il loro organo di stampa. Come tutte le divisione fra “fratelli” di sangue politico, anche fra gli ex AN voleranno gli stracci. Questo è solo l’inizio: vi è ancora tutta la parte immobiliare da spartirsi.

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