La crisi di Italia dei Valori: il ‘j’accuse’ di De Magistris contro Di Pietro

Quando B. ordì la spallata contro Prodi, dove vennero reclutati i sabotatori? Lo scorso 14 Dicembre, quando B. si è salvato dalla sfiducia, fra le fila di quale partito furono trovati i manovali del trasformismo? La risposta non è univoca, poiché i volontari del mutuo soccorso a Berlusconi si annidano negli ambienti più impensabili. E’ però vero che IDV è stato l’humus ideale in cui personaggi come Scilipoti e Razzi sono cresciuti e si sono moltiplicati. Qualcuno ricorda De Gregorio? Grazie al suo voltafaccia, Prodi cadde. Dopo quel fatto, Di Pietro riuscì a riciclare il suo partito, sempre organizzato nella forma personalistica e patrimonialistica che lo ha contraddistinto sin dalle origini sulla falsa riga del fondamento di tutti i partiti ad personam che è stato Forza Italia, avvicinandolo alle iniziative politiche e alle cause condotte da Beppe Grillo e contemporaneamente sopravvivendo al naufragio dell’Unione Prodiana alleandosi con il PD di Veltroni. Nel corso degli ultimi due anni, IDV è diventato l’emblema dell’antiberlusconismo, l’unica vera forza di opposizione, secondo buona parte dell’elettorato di sinistra o centro-sinistra. Ha accolto dentro sé personaggi come Luigi De Magistris e Sonia Alfano, da Grillo stesso prima additati come esempio da seguire poi messi all’Indice come profittatori desiderosi di carriera e scaldapoltrone. Nonostante l’apparente rottura con Grillo, nonostante le dettagliate e pesantissime critiche provenienti dai girotondini di Paolo Flores D’Arcais (critiche forse interessate a riformare il campo dell’antagonismo di sinistra passando per la sottrazione dell’elettorato di IDV che in precedenza votava Diliberto e Bertinotti), Di Pietro riesce a capitalizzare il bonus di consenso proveniente dal primo No Berlusconi Day per raggiungere nei sondaggi percentuali anche superiori al 7-8%. Le elezioni regionali sono per IDV un successo. Di Pietro mette in difficoltà il Partito Democratico di Franceschini e poi quello di Bersani, spesso non pronto nelle battaglie parlamentari. Poi, le retrovie del partito, imbottite di ex trombati della Democrazia Cristiana e di capibastone locali, tornano a fornire manodopera berlusconiana. E’ chiaro che qualcosa non va. Di Pietro avrebbe dovuto pensarci mesi or sono, durante il (primo) congresso di IDV, svoltosi lo scorso Febbraio. Eppure, anche in quella occasione, l’ex pm di Mani Pulite eccitò la paltea con il plebiscito su De Luca, il candidato del centro-sinistra alla presidenza della Campania con qualche grosso guaio giudiziario sulle spalle. Di Pietro chiese ai delegati di turarsi il naso. E questi lo fecero volentieri. Unica voce dissonante quella di Luigi De Magistris. Che ora, nel pieno del caos Scilipoti, con il partito dato al 5%, in discesa e sofferente rispetto al dinamismo di Vendola (altro personalismo), torna a farsi sentire con questo comunicato congiunto con Sonia alfano e Giulio Cavalli in cui chiede, senza mezzi termini, di fare pulizia in IDV. Saprà Di Pietro resistere alla crisi di Scilipoti?

L’IDV e la questione morale.

In molti, da più parti, ci chiedono di prendere posizione, di esprimerci su quanto accaduto negli ultimi mesi all’interno dell’Italia dei Valori. Ce lo chiede la base di questo partito, straordinariamente attiva e senza timori reverenziali. Ce lo chiedono i nostri elettori, anche quelli che di questo partito non sono. E ce lo chiede, prima di tutto, la nostra coscienza. E’ a loro e ad essa che oggi parliamo.

Non abbiamo voluto sfruttare l’onda delle ultime polemiche per dire la nostra, per non offrire il fianco a strumentalizzazioni che avrebbero danneggiato l’Italia dei Valori. Abbiamo fatto passare la piena facendo quadrato attorno all’Idv. Ora però alcune considerazioni per noi sono d’obbligo. E si rende necessario partire da una premessa: nell’Idv oggi c’è una spinosa e scottante “questione morale”, che va affrontata con urgenza, prima che la stessa travolga questo partito e tutti i suoi rappresentanti e rappresentati. Senza rese dei conti e senza pubbliche faide, crediamo che mai come adesso il presidente Antonio Di Pietro debba reagire duramente e con fermezza alla deriva verso cui questo partito sta andando per colpa di alcuni.

Le ultime vergogne, come altrimenti chiamare il caso Razzi/Scilipoti, due individui che si sono venduti, quantomeno moralmente, in virtù di altri interessi rispetto alla politica e al bene pubblico, sono solo la punta di un iceberg che pian piano emerge nella realtà di questo partito. Come dimenticare lo scandaloso caso Porfidia, inquisito per fatti di camorra e ancora difeso da qualche deputato dell’Idv che parla di sacrificio a causa di “fatti privati”. E poi il fumoso Pino Arlacchi, che dopo essere stato eletto con l’Idv e solo grazie all’Idv, ha salutato tutti con un misero pretesto ed è tornato con le orecchie basse al Pd. Ma chi ha portato questi personaggi in questo partito?

Per questo oggi, con questo documento condiviso, rilanciamo la necessità di una brusca virata, e chiediamo al presidente Di Pietro di rimanere indifferente al mal di mare che questa provocherà in chi, un cambiamento, non lo vuole. In chi spera che l’Idv torni un partito del 4% per poterlo amministrare come meglio crede. Seggi garantiti, candidature al sicuro, contestazioni zero. Gente, questa, che non ha più alcun contatto con la base e rimane chiusa nelle stanze del potere, cosciente che senza questa legge elettorale mai sarebbe arrivata in Parlamento e che se questa cambiasse mai più ci tornerebbe.

Abbiamo un patrimonio da cui ripartire, ed è quella “base” pensante e operativa, che non ha timore di difendere a spada tratta il suo leader Di Pietro ma nemmeno di rivolgersi direttamente a lui per chiedere giustizia e legalità all’interno del partito “locale”. Chiedono un deciso “no” alla deriva dei signori delle tessere, ai transfughi, agli impresentabili che oggi si fregiano di appartenere a questo partito e si rifanno, con precisione chirurgica, una verginità politica. Dopo i congressi regionali moltissime realtà si sono addirittura rivolte alle Procure per avere giustizia, presentando video e documentazione che proverebbero macroscopiche irregolarità nelle consultazioni tra gli iscritti.

Oggi una questione morale c’è ed è inutile e dannoso negarlo. Noi non possiamo tacere. La maggior parte della “dirigenza” dirà che con queste nostre parole danneggiamo il partito, altri che danneggiamo il presidente Di Pietro, altri ancora che siamo parte di un progetto eversivo che vuole appropriarsi dell’Idv. Noi crediamo che questo invece sia un estremo atto di amore per tutti gli iscritti, i militanti e i simpatizzanti dell’Italia dei Valori. Al presidente chiediamo solo una cosa: si faccia aiutare a fare pulizia. Ci lasci lavorare per rendere questo partito quello che lui ha pensato e realizzato e che ora qualcuno gli vuole togliere dalle mani.

Terminiamo questo documento con le parole di un grande politico italiano, che oggi purtroppo non è più con noi. Enrico Berlinguer.

La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati”.

Luigi de Magistris, Sonia Alfano, Giulio Cavalli

3 Comments

  1. […] La crisi di Italia dei Valori: il ‘j’accuse’ di De Magistris contro Di Pietro. Pubblicato ildicembre 22, 2010 dacubicamente. 0. Quando B. ordì la spallata contro Prodi, dove vennero reclutati i sabotatori? Lo scorso 14 Dicembre, quando B. si è salvato … Le elezioni regionali sono per IDV un successo. Di Pietro mette in difficoltà il Partito Democratico di Franceschini e poi quello di Bersani, spesso non pronto nelle battaglie parlamentari. Poi, le retrovie del partito, … Leggi l`intero post » […]

  2. L’originaria aspirazione del Presidente Di Pietro di costruire con IDV una forza autonoma dai due poli e assolutamente non marginale nell’arco parlamentare, basando il suo programma sulla legalità della politica e delle pubbliche istituzioni, ha dato risultati importanti in questo decennio proiettando l’Italia dei Valori tra i primi partiti del Paese. Tuttavia un ciclo storico sembra essersi chiuso, non per il venire meno della proposta culturale e ideale d’IDV, ma purtroppo per l’evidente deformazione morale di piccoli segmenti rappresentativi a vario livello che hanno scosso la “purezza” del partito dalle fondamenta. Solo chi in IDV è fuori dai palazzi del potere e ha il polso della società civile, ha compreso a fondo quanto l’ultima debacle d’immagine (e purtroppo di sostanza) scaturita dall’ignominioso comportamento sulla fiducia al governo della “Premiata Ditta” Razzi-Scilipoti sta significando e potrà significare per il partito in termini di adesioni e consenso. Pertanto, prima che il malessere che ormai investe IDV intacchi irrimediabilmente il suo punto di forza rappresentato dalla base popolare, mi permetto di consigliare al Presidente Di Pietro di fare proprie le proposte contenute nella lettera-appello rivoltagli da De Magistris, Alfano e Cavalli, e di procedere gradualmente ad una irrinviabile rifondazione organizzativa e rappresentativa del partito.

  3. Caro SCILIPOTI come sei stato maltrattato ingiustamente. avevi ragione Tu. Io l’ho capito dopo il 14 dicembre. Fino ad allora quando ce lo raccontavi non ci credevamo, avevamo le bende agli occhi. Spero solo che tu continuerai le battaglie con più forza. Noi (zanzare) non ti lasciamo da solo, ma ricorda che siamo pronti a pungerti se non fai gli interessi della gente. Lo sai che tra di noi ci sono parecchie zanzare tigre.

    latuazanzara@gmail.com

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