Caso Ruby e federalismo, ipocrisia e falsità nei titoli dei giornali

Trecentoquindici, a un solo voto dalla maggioranza assoluta: la compravendita di deputati ha pieno successo. Il Capo del Governo viene salvato dalla sua maggioranza, che a dicembre era la più grande minoranza, e gli atti del Caso Ruby tornano alla Procura aprendo di fatto il conflitto di attribuzione, la via indicata dai machiavellici legali di Silvio per stoppare questo bubbone che è l’inchiesta di Milano.

L’opposizione si è fermata a 298. Altra sconfitta bruciante per Bersani e Co., dopo l’incapacità di incidere nella Giunta per le Autorizzazioni, sul voto di sifducia a Bondi, sulla sfiducia al governo. Ci si chiede che senso ha andare avanti così. Poiché il tanto sbandierato “pareggio” (15 a 15, con voto contrario del Presidente della Commissione Baldassarri, finiano) in Commissione Bicamerale per l’attuazione del Federalismo di oggi è una chimera. E’ stato votato il parere della Commissione e non il provvedimento, che è in realtà un decreto del governo in corso di approvazione durante il Consiglio dei Ministri riunito in questi istanti:

Un titolo come questo è fumo negli occhi. Non verrà stoppato niente. Così come è inutile gridare al “vadano a casa” quando è chiaro che l’intento è quello di fregarsene del parere del Parlamento:

Inutile poi fare ricorso ai Regolamenti parlamentari, la sostanza non cambia: si votava il parere e non il provvedimento che è un decreto ancora da approvare, chiaro no? Non è così automatico, però:

Insomma, ci siete cascati tutti. Ma era un barbatrucco di Bossi.

Annunci