Immanuel Kant, antiberlusconiano, risponde a Giuliano Ferrara

Ok, il diritto di replica non si nega a nessuno. Tantomeno se è Immanuel Kant a chiederlo. Dico, dopo quello che è accaduto ieri, è il minimo. Signor Kant, la prego, esponga il suo pensiero.

Ieri quel tribuno ha impiegato alcune delle parole scritte da me, parole che rivendico nella loro intierezza ma pure nel profondo significato originale.

Cos’è questa storia del legno storto?

[Ride] Il legno storto per qualcuno può diventare un alibi. L’uomo è un legno storto. Da un legno così storto com’è quello di cui è fatto l’uomo non si può ricavare nulla di perfettamente dritto (2). E lo stato di pace fra gli uomini assieme conviventi non è affatto uno stato di natura. Questo è piuttosto uno stato di guerra (3). Homo homini lupus, questo intendevo quando scrissi quelle parole.

Si può dire che l’uomo essendo un legno storto può essere giustificato per i propri peccati?

Il legno storto deve essere drizzato. Così come lo stato di pace deve essere istituito. Altrimenti l’animale, il bruto, si sostiuisce all’uomo, e lo stato di guerra fra gli uomini diventa l’unica condizione possibile dell’esistenza. Vogliamo abbandonarci all’animalità? Per questo abbiamo bisogno della costituzione civile delo Stato. Legge civile e legge morale. La ragion pura è di per se stessa pratica e dà all’uomo una legge universale, che noi chiamiamo la legge morale.

Allora lei è un moralista?

La legge morale eleva infinitamente il mio valore, come valore di una intelligenza, mediante la mia personalità in cui la legge morale mi manifesta una vita indipendente dall’animalità e anche dall’intero mondo sensibile, almeno per quanto si può inferire dalla determinazione conforme a fini della mia esistenza mediante questa legge: la quale determina­zione non è ristretta alle condizioni e ai limiti di questa vita, ma si estende all’infinito (4).

La legge morale è una legge individuale, quindi. Qualcosa che ognuno sente all’interno di sé stesso. Ma la legge civile? Qualcuno può sentirsi estraneo alla legge civile? Può considerarsi al di sopra poiché questa è la sua convinzione interiore?

Premetto: non sono un democratico. La democrazia è una forma di dispotismo, poiché in essa tutti deliberano anche se non sono tutti. La legge civile deve essere repubblicana e essere fondata su tre principi: sul principio della libertà dei memebri di una società (come uomini); sul principio della dipendenza di tutti da un’unica comune legislazione (come sudditi); sulla legge dell’uguaglianza di tutti (come cittadini) (5).

Colui che pretende per sé stesso una legge particolare, pretende anche di poter definire gli argomenti della pubblica discussione. L’uomo è un legno storto, difatti non manca mai di indurre gli altri in una condizione di minorità. Sottrarre gli uomini alla propria ragione sembra essere un minimo comune denominatore di questi anni.

Non c’è da attendersi che i re filosofeggino o che i filosofi diventino re, e neppure è da desiderarlo, perché il possesso della forza corrompe il libero giudizio della ragione. Ma che un re o un popolo sovrano non lascino ridurre al silenzio la classe dei filosofi, ma la lascino pubblicamente parlare, è indispensabile agli uni e agli altri per avere luce sui loro affari (6). Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell’illuminismo. Senonché a questo illuminismo non occorre altro che la libertà, e la più inoffensiva di tutte le libertà, quella cioè di fare pubblico uso della propria ragione in tutti i campi. Ma io odo da tutte le parti gridare: — Non ragionate! — L’ufficiale dice: — Non ragionate, ma fate esercitazioni militari. — L’impiegato di finanza: — Non ragionate, ma pagate! — L’uomo di chiesa: — Non ragionate, ma credete! (da Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo?, Beantwortung der Frage: Was ist Aufklärung?, 5 dicembre 1783).

Ecco, allora: all’uomo carismatico che vi chiede, non ragionate, credete!, rispondente con l’opposto: pensate e discutete. A chi tenta di distogliere il vostro sguardo dallo stato penoso di questa nazione, sforzatevi di affrontare la realtà. E siatene testimoni.

(2) da Idea di una storia universale dal punto di vista cosmopolitico, in Scritti politici e di filosofia della storia e del diritto, a cura di N. Bobbio, L. Firpo, V. Mathieu, Utet, Torino, 1956;
(3) da Per la pace perpetua. Un progetto filosofico, Zum ewigen Frieden. Ein philosophischer Entwurf, p. 105;
(4) dalla conclusione della Critica della ragion pratica; 1966, pp. 201-202);
(5) Per la pace perpetua, cit.
(6) Ibidem.
(7) Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo?, Beantwortung der Frage: Was ist Aufklärung?, 5 dicembre 1783
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