Disastro di Fukushima, trovate tracce di Iodio 131 nei cieli del Piemonte

Con uno scarno comunicato, l’ARPA Piemonte rivela di aver riscontrato tracce di Iodio 131, una sostanza radioattiva rilasciata nei cieli dal disastro nucleare di Fukushima. Questi i dati:

Il punto di campionamento è quello di Ivrea. E’ stato scritto che si tratta di “misure approfondite”, ma non è specificata la modalità di rilevamento. Si tratta di 0.0000473 Bq/m3, una concentrazione molto bassa. Va da sé, la nube è veramente arrivata sin da noi. Scrive l’ARPA:

Per fare un paragone, sono concentrazioni almeno 10.000.000 di volte inferiori a quelle che,  per lo I-131, si registrarono in Italia ai tempi di Chernobyl.
La stessa concentrazione di radioattività naturale presente in aria (dovuta al radon) è da 100.000 a 1.000.000 di volte superiore a questo valore (Sito ARPA Piemonte).

Quelli che seguono invece sono i grafici di ieri di Fany, in Svizzera. Nulla di anomalo, ma si noti il picco di radioattività in corrispondenza delle precipitazioni. Forse un fenomeno del tutto normale, forse no, anche considerati i dati rivelati oggi dall’ARPA.

Questo invece è relativo alla località di Stabio, sempre in Svizzera. I dati fanno riferimento al già citato sito della CENAL.

Aggiornamento ore 20.40: Il Fatto Quotidiano riporta la notizia che lo Iodio 131 è stato rilevato anche dall’ARPA Lombardia.

Sito ARPA Piemonte

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