Escherichia Coli, il veicolo è la carne

  1. L’Escherichia Coli è certamente il batterio più studiato al mondo, anche perché nell’uomo è onnipresente. Ognuno di noi ogni giorno espelle E. Coli fra i 100 miliardi e i 10 mila miliardi di cellule, come pure fanno gli uccelli e mammiferi in generale
  2. Il nostro sistema digestivo contiene all’incirca 400-500 specie batteriche diverse, e tra pelle esterna e mucose interne, questi raggiungono cifre da capogiro (oltre 100 mila miliardi): costituendo un vero e proprio ecosistema perfetto […] Questi batteri, dal punto di vista teorico, dovrebbero suddividersi tra quelli sani (Acidophilus, Bifidus, Rhamnonsus, ecc.) per l’85% e quelli patogeni soprattutto Bacillus coli per il 15%
  3. Questi batteri infatti, preferiscono tutte le proteine animali, le proteine indigeste e mal digerite, le quali arrivano col loro carico tossico direttamente nel colon, facendoli crescere a dismisura […] Crescono, si moltiplicano e si riproducono a ritmo esponenziale – divenendo estremamente tossici e pericolosi – nella sporcizia alimentare che noi mettiamo dentro e depositiamo con il nostro stile di vita, in primis con l’alimentazione (Da bin Laden al cetriolo assassino, Marcello Pamio).

Escherichia Coli, nella versione patogena, nasce e si riproduce a dismisura – tengo a sottolinearlo – con le proteine di origine animale. E’ quello che noi ingurgitiamo nella nostra bocca che è tossico. Il nostro intestino è un caos di proteine animali tossiche, in putrefazione: carni, affettati, latticini, uova, pesce e alimenti raffinati e chimici della filiera dell’industria alimentare. L’industria alimentare ha parte delle colpe; l’altra parte è nostra.

La storia del nuovo ceppo di Escherichia Coli, noto con la sigla di O104:H14 è simile a quella dell’analogo O107: “isolato per la prima volta nel 1982 non nei cetrioli, neppure nelle patate e neanche nella frutta, ma negli hamburger di carne!” (M. Pamio, cit.).

Altro aspetto degno di essere sottolineato: E. Coli è un batterio non un virus. Non si trasmette come l’influenza. Bisogna entrare in contatto con altri malati o con l’origine dell’epidemia. I tempi di diffusione di un’infezione batterica sono infinitamente più brevi di quella di un virus. I virus sono molto più piccoli dei batteri; non sono nemmeno considerati esseri viventi, essendo privi di membrana cellulare e di metabolismo. Sono tutt’al più dei pezzi di DNA e di RNA, delle informazioni, che si insidiano nella cellula sana e la usano per moltiplicarsi. I batteri si moltiplicano da soli, ma sono più pesanti e si trasmettono meno facilmente.

Ultimo: i casi riguardano quasi tutti cittadini tedeschi della zona di Amburgo. Là bisognerebbe indagare.

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