Quel profondo silenzio del governo sulle armi a Gheddafi

Il baillame politica-giustizia di questi giorni, accoppiato alla crisi del debito e alla manovra, ha del tutto oscurato una notizia angosciante, passata inosservata sul The Guardian il 19 Luglio scorso e lasciata decadere in fretta dalla stampa italiana.

The Guardian racconta di uno stock di armi – 30.000 fucili Kalashnikov AK-47 automatici, 32 milioni di munizioni, 5.000 razzi Katyusha, 400 missili anticarro Fagot filoguidati e circa 11.000 altre armi anticarro – spariti da un’isola del Mediterraneo, l’isola di Santo Stefano e forse transitati per la Sardegna.

Sono stati trasferiti da un magazzino sull’isola di Santo Stefano, al largo della costa nord della Sardegna, e trasportati verso la terraferma, dove sono stati caricati su camion dell’esercito, ha detto al Guardian una fonte vicina all’operazione. Ma cosa sia successo loro dopo è un mistero – e ora anche un segreto (The Guardian).

E’ un segreto perché il governo italiano ha bloccato le attività investigative. La Presidenza del Consiglio ha posto il segreto di Stato non appena un magistrato di Tempio Pausania ha avviato l’inchiesta. Le armi, che provenivano da un sequestro eseguito da forze militari navali britanniche e italiane durante le guerre balcaniche degli anni novanta, sarebbero scomparse fra il 18 e il 20 di Maggio.

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