Da oggi online i redditi dei parlamentari spagnoli. Mentre in Italia Paniz teme di finire sul lastrico

Accade in Spagna. Dove il capo del governo, Zapatero, riceva la cospicua somma di euro 142.467 annui, di cui 67.427  come capo dell’esecutivo e 75.040 come deputato. Gli indignados spagnoli del gruppo 15M assediano le piazze e invocano una politica onesta e orientata alla difesa dei diritti della nuova generazione. E attaccano a ripetizione i privilegi e le retribuzioni dei parlamentari.

Peccato, essi non sanno che il primo ministro italiano ha guadagnato nel 2009 la bellezza di  23.057.981 euro – certamente più grazie alle sue attività editoriali e affini che al reddito miserevole da parlamentare. Sempre citando un vecchio articolo di Repubblica, “Gianfranco Fini nel 2009 ha dichiarato 142.243 euro di  imponibile, contro i 105.633 euro dell’anno precedente. Per il presidente del Senato, Renato Schifani, 190.643 euro con un aumento di circa 31 mila euro […] tra i leader di partito, dopo Berlusconi c’è Antonio Di Pietro con 193.211 euro. Tuttavia, rispetto alla dichiarazione del 2008, l’ex pm ne ha persi circa 25 mila (ne denunciava 218.080). Al terzo posto Umberto Bossi con 156.405 euro: un “guadagno” di circa 22 mila euro nel confronto con i 134.450 dichiarati un anno prima. Segue a ruota il leader del Pd Pier Luigi Bersani con 150.450 contro i 163.551 della denuncia del 2008. Il reddito più basso è quello del leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, in “ribasso” da 142.130  a 123.005″ (La Repubblica.it).

Questi redditi sono troppo datati, direste voi. La vostra personalissima percezione è confermata da una dichiarazione di questa sera di Maurizio Paniz, deputato ed avvocato in pectore del premier, l’uomo che crede alla nipote di Mubarak (e a Babbo Natale):

“E’ ingiusto il trattamento economico nei confronti dei parlamentari. Dalla mia attività di parlamentare, con gli ultimi tagli che sono stati disposti, se va bene riesco a prendere 300 euro al mese”. Ad affermarlo è il parlamentare del Pdl Maurizio Paniz alla Zanzara su Radio 24 (Giornalettismo.com).

Leggete attentamente le parole di Paniz: “I conti sono matematici: prendo 4500 euro di indennità che, ridotte al 40% perché ho un’altra attività, arrivano a 2.700 euro – spiega Paniz -. Questi vanno ridotti del 20% dell’emolumento originario come contributo di solidarietà, cioe’ 900 euro, e arriviamo a 1900 dai quali vanno tolte le imposte e arriviamo a circa alla metà. Togliamo infine il contributo per tutti i parlamentari del Pdl di 800 euro e come vede io ci perdo a fare il parlamentare. E’ un semplice conto matematico. Se i giornalisti controllassero e si informassero meglio non si sarebbe sollevato un polverone inutile” (ibidem).

Paniz è semplicemente e candidamente osceno. Egli non vi ha detto, poiché suppone che voi lo sappiate già o suppone piuttosto che voialtri siete del tutto rimbambiti, che “il taglio delle retribuzioni o delle indennità di carica dei componenti degli organi costituzionali (il 10% per la parte eccedente i 90 mila euro, il 20% su quella che supera i 150 mila), non si applicherà più da domani e per sempre, ma solo per quest’anno, il prossimo, e il 2013, fatti salvi «la presidenza della Repubblica e la Corte costituzionale» che però pagheranno il contributo di solidarietà previsto per la pubblica amministrazione (Corriere.it).

Sappiate che alla diaria di 4.500 euro, come riferito da Paniz, si sommano l’indennità, pari a 5.486 euro non più sottoposta al taglio del 50% e altri rimborsi per altri 3.000 euro circa. Che dite, diamo asilo politico a Zapatero?

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One Comment

  1. “Napolitano continuerà a incassare 240 mila euro all’anno, oltre 12 mila euro al mese di stipendio, mentre il suo ufficio al Quirinale continuerà ad avere una dotazione di 228 milioni l’anno, ossia più dei 112 dell’Eliseo e dei 43 di Buckingham Palace messi insieme. Inoltre costui riceve la ricchissima pensione da ex-parlamentare pensionato.”

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