Il senso di Marta Vincenzi per le Primarie

Fra i luoghi comuni dei giornalisti italiani, oltre alla figura retorica del popolo del web, del popolo de web che si indigna e che si ribella come un ‘sol uomo’, aggiungerei ora quella del PD che perde le primarie. La disfatta del PD. E’ sempre una disfatta, per il PD. Mai si dice che hanno vinto gli elettori. Mai si dice che è pure nella logica delle primarie di coalizione il fatto di perdere una competizione elettorale fra esponenti del medesimo schieramento partitico. Altrimenti, se si volesse sempre vincerle le primarie, si potrebbe anche non farle. Molto più comodamente, senza chiedere due euro a nessuno.

Ma tant’è, oggi è anche andato in onda un caso più unico che raro di sfogo via twitter – che ho documentato a sufficienza qui – del sindaco di Genova Marta Vincenzi, già annichilita dall’alluvione di novembre e da quella leggerezza colpevole con cui si affrontò l’emergenza, incapace a mio modo di vedere di comunicare con la città né attraverso il dolore né attraverso il raziocinio. Vincenzi si è paragonata a Ipazia, martire uccisa dal fondamentalismo cristiano nel 370 d.C., ha sbraitato contro tutti, guadagnandosi peraltro una fila di commenti ingenerosi sulla sua pagina facebook. Ne scriveranno i giornali, domani, e potrete indignarvi per le sue parole.

Il punto è un altro. E cioè che il PD vince ogni volta – dico ogni volta – che si riescono a celebrare le primarie. Perché se esistono due candidati del PD a Genova, entrambi perdenti, è grazie alle primarie. Se esiste un candidato di una lista civica, il professor Doria, che può andare allo scontro con il candidato di centro-destra, è sempre grazie alle primarie. Soprattutto, è grazie alle primarie che questo candidato è il frutto della scelta dei cittadini, sì, dei cittadini, e non della scelta di un gruppo dirigenziale di un partito chiuso in quattro pareti in un palazzo di Roma. Continuare a sottoporci la medesima raffigurazione del PD diviso, del PD lacerato, del PD confuso, è sbagliato. Il clima a Genova non è più un clima favorevole all’attuale sindaco. Il clima è cambiato. E’ bene rendersene conto. Gli elettori del PD lo hanno detto ieri, e dico pagando di tasca propria due euro, che non era più il caso di proporre la Vincenzi. Lei non se ne è accorta. Chiusa nel proprio tormento, ha evitato di guardarsi attorno quando invece l’unica decisione da prendere era di ammettere le proprie responsabilità nei giorni successivi all’emergenza.

A molti – e anche al sottoscritto – la boutade su twitter era subito parsa eccessiva, forse frutto di un hackeraggio del suo account. Ma ancor più eccessive sono le dimissioni dei segretari provinciale e regionale del PD, Basso e Rasetto. In che modo e in che senso il loro operato è stato messo in discussione dall’esito delle primarie? Non è possibile che pezzi del partito crollino a terra come cornicioni ogni volta che un candidato PD perde delle primarie. Ora il candidato PD a Genova è Marco Doria. E basta.

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