Beppe Grillo e l’incubo di governare il paese

Dall’intervista di Marco Travaglio a Beppe Grillo, pubblicata stamane su Il Fatto Q, emerge che:

1) Grillo ha il terrore che il M5S diventi partito di maggioranza relativa, poiché con il Porcellum avrebbe la maggioranza parlamentare, quindi dovrebbe far eleggere circa 500 deputati e senatori (e dove li trova, visto che il Movimento non ha alcuna struttura e che mobilita in maniera attiva soltanto poche migliaia di persone?);

2) Grillo non vuol neppure “sentir parlare di strutture”, ergo il Movimento è scalabile, può essere infiltrato da qualsiasi gruppo politico e poi distrutto dall’interno una volta entrato nelle istituzioni; è effettivamente a rischio di “balcanizzazione”, nelle forme già esperite dal PdL dopo l’uscita di scena parziale di Berlusconi. Grillo afferma di non volersi mai candidare. Di non voler entrare nelle istituzioni (“sono un franco tiratore”). Ma forse, a causa di quella vecchia condanna per l’incidente stradale, non potrebbe nemmeno candidarsi. Di fatto, però, senza una leadership carismatica e operativa all’interno delle istituzioni, e senza una struttura organizzativa che selezioni e ben definisca le responsabilità, il futuro del Movimento è quello di dividersi:

3) E poi, soprattutto, il M5S farà le alleanze…

Non si tratta forse di una linea politica diversa rispetto a quella che è stata propagandata fino ad oggi? Voi che partecipate al Movimento, siete stati interpellati su questa nuova impronta del M5S? Giusto per sapere.

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2 Comments

  1. Sicuramente nessuno è stato interpellato confermando l’anomalia di questo partito che ha della manovalanza che vive sotto la spada di Damocle dei “portasvoce che possono essere sostituiti in qualsiasi momento” e due guru che fanno e disfano quello che vogliono.

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