Il comune di Alessandria è fallito

Diciannove virgola quattro milioni di euro di disavanzo, anticipo di cassa impiegato sistematicamente dal 2008, finanza creativa per mezzo di partecipate che dovevano vendere il patrimonio comunale e invece l’hanno svenduto, fallendo sistematicamente ogni obiettivo minimo, 0.95 centesimi di euro di disponibilità di cassa al 21 Giugno 2012. Dopo la pronuncia della Corte dei Conti che ha stabilito il dissesto del comune (è il primo caso dopo la riforma di settembre 2011), il consiglio comunale di Alessandria stasera vota la delibera, passaggio obbligato per evitare il commissariamento. La precedente amministrazione PdL-Lega ha distrutto uno dei comuni più facoltosi del nord d’Italia. Una associazione a delinquere che ha affossato tutto, cominciando dalle multiutility, avviate al medesimo destino fallimentare del comune, violando il patto di stabilità per due anni consecutivi e cercando di mascherarlo, con sospetti fondati di collusione con l’ndrangheta: ora la nuova amministrazione di centro-sinistra dovrà alzare al livello massimo tutte le imposte, per almeno 5 anni e pregare che il ciclo economico torni in positivo:

(http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1GYS73)

Stasera il sindaco Rita Rossa (PD) ha pronunciato, davanti al consiglio comunale, questo durissimo discorso:

Siamo arrivati al dunque. Ci apprestiamo a scrivere una pagina nera per questa città. Lo faccio con la pena nel cuore che questa fase comporta. Con la certezza e la coscienza che nostro malgrado dobbiamo scriverla. Dopo la liberazione per l’Italia democratica forse è il passaggio storico forse più memorabile per Alessandria. Perché è necessario deliberare il dissesto del Comune. La delibera della corte dei conti è un macigno per la città. Sugli sviluppo, sui suoi investimenti, sulla sua manutenzione. Cinque anni di malgoverno della giunta Fabbio. Il dissesto non si presta a opinioni. I numeri erano li e qualcuno li aveva denunciati per tempo. Il dissesto è nei fatti. E’ la conseguenza di atti di responsabilità che avrebbero dovuti essere compiuti giá nel settembre 2010. La mancata responsabilità per una gestione oculata che non è mai stata compiuta. Le 66 pagine di delibera sono un lungo elenco di atti dichiarati illegittimi. L’anticipo di tesoreria utilizzato per 365 giorni dal 2008 è il sintomo di una situazione non corretta per tempo. È il sintomo di una gestione dissennata. Si è scoperchiato il vaso di Pandora. Si sono costruiti enormi castelli di parola cui non corrispondeva nessun fatto. Abbiamo subito l’onta de taglio della luce e del telefono per morosità. Siamo arrivati ai tentativi pacchiani di finanza creativa. Qualcuno in questi giorni mi ha fermato e mi ha scritto: ‘perchè dobbiamo pagare noi?’ Alessandria è pronta a fare sacrifici, ma non di meno il senso di ingiustizia coglie in modo indistinto tutti. In un quadro giá compromesso per la crisi, gli alessandrini dovranno compiere altri sacrifici. Sacrifici imposti dalla scorsa giunta. Voglio provare a vedere oltre per scovare un po’ di ottimismo. E aprire una sfida di enorme complessità. Si potrà attuare se tutte le forze sapranno unirsi per trovare una soluzione. Nella vita non si puo tornare indietro. La rabbia è tanta ma ne usciremo insieme. Posso fare una promessa che rivolgo a questa città. Io, la giunta, il consiglio, lavoreremo giorno dopo giorno intensificando se è il caso le ore di lavoro per contenenere al massimo questa tragedia. Questo dissesto porta il nome di Piercarlo Fabbio [l’ex sindaco PdL] – Radio Gold News.

Rita Rossa ha messo in liquidazione le società partecipate usate per la svendita del patrimonio comunale, ha posto un tetto agli stipendi dei dirigenti comunali, ha deposto i vertici  responsabili del dissesto della multiutility acqua e gas AMAG. Un sindaco coraggioso, circondato di assessori schiettamente di sinistra, alle prese ora con una città annichilita.

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  1. […] Diciannove virgola quattro milioni di euro di disavanzo, anticipo di cassa impiegato sistematicamente dal 2008, finanza creativa per mezzo di partecipate che dovevano vendere il patrimonio comunale e invece l’hanno svenduto, fallendo sistematicamente ogni obiettivo minimo, 0.95 centesimi di euro di disponibilità di cassa al 21 Giugno 2012. Dopo la pronuncia della Corte dei Conti che ha stabilito il dissesto del comune (è il primo caso dopo la riforma di settembre 2011), il consiglio comunale di Alessandria stasera vota la delibera, passaggio obbligato per evitare il commissariamento. La precedente amministrazione PdL-Lega ha distrutto uno dei comuni più facoltosi del nord d’Italia. Una associazione a delinquere che ha affossato tutto, cominciando dalle multiutility, avviate al medesimo destino fallimentare del comune, violando il patto di stabilità per due anni consecutivi e cercando di mascherarlo (Yes, political!, 12/07/2012). […]

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