Tre differenze fra Matteo Renzi e la Carta d’Intenti della coalizione PD-Sel-PSI

Il programma di Matteo Renzi ha la caratteristica di essere molto puntualizzato e tendente a fornire, dietro le formule discorsive, già diverse tracce di lavoro per la futura (e futuribile) maggioranza “democratici-progressisti”. Ma qua e là si possono riscontrare alcune sostanziali differenze fra quanto Renzi dice di voler fare e la famigerata – e poco concreta –  Carta d’Intenti della coalizione. In questo post ne elenco alcune relative all’ambito Istituzioni, Costi della Politica, e Diritti Civili.

Democrazia / Riforme Istituzionali:

Carta d’Intenti: RAFFORZARE PARLAMENTARISMO E RUOLO GOVERNO – NUOVO FEDERALISMO

Siamo favorevoli a un sistema parlamentare semplificato e rafforzato, con un ruolo incisivo del governo e la tutela della funzione di equilibrio assegnata al Presidente della Repubblica. Riformuleremo un federalismo responsabile e bene ordinato che faccia delle autonomie un punto di forza dell’assetto democratico e unitario del Paese. Sono poi essenziali norme stringenti in materia di conflitto d’interessi, legislazione antitrust e libertà dell’informazione. Daremo vita a un percorso riformatore che assicuri concretezza e certezza di tempi alla funzione costituente della prossima legislatura.

Matteo Renzi: ABOLIRE IL BICAMERALISMO PERFETTO

Cominciamo dalla testa. Il Parlamento, la sede della rappresentanza in cui si riflette la sovranità popolare, è oggi tra le istituzioni più denigrate e screditate, anche perché è inefficiente. Quasi mille componenti e due camere che fanno lo stesso mestiere, entrambe titolate a dare e togliere la fiducia al Governo, con due serie di Commissioni che operano sulle stesse materie, due filiere dirigenziali, doppie letture su tutte le leggi, non hanno nessuna giustificazione. Una delle due camere va semplicemente abolita. Ne basta una sola, veramente autorevole, composta da non più di 500 persone. Al posto dell’attuale doppione serve un organo snello, composto da delegati delle Regioni e da sindaci, che possa proporre emendamenti alla legislazione statale su cui la Camera elettiva decide in ultima istanza, eventualmente a maggioranza qualificata.

Democrazia / Costi della Politica

Carta d’Intenti: RIFORMA PARTITI E RIDUZIONE COSTI POLITICA

la politica deve recuperare autorevolezza, promuovere il rinnovamento, ridurre i suoi costi e la sua invadenza in ambiti che non le competono. Serve una politica sobria perché se gli italiani devono risparmiare, chi li governa deve farlo di più. A ogni livello istituzionale non sono accettabili emolumenti superiori alla media europea. Ma anche questo non basta. Va approvata una riforma dei partiti, che alla riduzione del finanziamento pubblico affianchi una legge di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, che assicuri la democrazia dei e nei partiti, che devono riformarsi per essere strumento dei cittadini e non luogo opaco di interessi particolari

Matteo Renzi: ABOLIRE I VITALIZI – DEMOCRAZIA NEI PARTITI – ABOLIRE I CONTRIBUTI ALLA STAMPA

Aboliamo tutti i vitalizi. La politica torni a essere assolvimento di un dovere civico e non una forma di assicurazione economica. […] Deve essere definito il “costo standard” per il complessivo funzionamento delle assemblee legislative regionali fissandolo ad un valore compreso tra gli 8 e i 10 euro annui per abitante […] Il finanziamento pubblico va abolito o drasticamente ridotto, condizionandolo al fatto che i partiti abbiano statuti democratici, riconoscano effettivi diritti di partecipazione ai propri iscritti e selezionino i candidati alle cariche istituzionali più importanti con le primarie. Occorre favorire il finanziamento privato […] Siccome oggi, grazie a internet, chiunque può produrre a costo zero il suo bollettino o il suohouse organ, i contributi alla stampa di partito vanno aboliti.

Democrazia / Diritti Civili

Carta d’Intenti: LEGGE CONTRO OMOFOBIA – RICONOSCIMENTO COPPIE OMOSESSUALI

Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte costituzionale, per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico. È inoltre urgente una legge contro l’omofobia

Matteo Renzi: CIVIL PARTNERSHIP (MA ANCHE SEMPLICE REGISTRAZIONE)

Creazione di un istituto che riconosca giuridicamente il legame d’amore ed il progetto di vita delle coppie dello stesso sesso garantendo da questo impegno pubblico diritti e doveri assimilabili a quelli discendenti da matrimonio: di cittadinanza, di assistenza, di successione e di equiparazione a livello fiscale e pensionistico […] Registrazione delle coppie di fatto di qualunque orientamento sessuale al fine di riconoscere diritti, doveri ed interessi di carattere patrimoniale ed amministrativo.

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