Civati si candida segretario PD

Sì, il Rubicone vicino a Milano si chiama Lambro. E valicare il Lambro è un po’ come valicare la Linea d’Ombra, per intenderci. Giuseppe Civati si candida segretario PD per il congresso del partito che si terrà nel 2013. Io, in quanto autore di questo blog, in quanto elettore di sinistra-centrosinistra, vi avviso: sosterrò la candidatura di Civati sin da ora, senza indugio. Perché fare le cose giuste si può, una volta tanto. Perché in fondo da sempre sostengo che bisogna riprenderci la politica, tutti insieme, a cominciare dal Partito Democratico, che in fin dei conti è nostro.

Ora, come avevo promesso, ribadisco quanto avevo già dichiarato qualche tempo fa: mi candido alla segreteria nazionale del Pd. Anche nel caso in cui il Congresso si trasformasse in una «gara delle idee», per capirci. Anche se qualcuno dice che chi vince le primarie 2012 nominerà il segretario nel 2013. Anche se qualcuno dirà che è troppo presto. Anche se ci saranno ironie e malizie. Anche se non è molto di moda, fare il segretario di un partito. Anche se qualcuno, anche tra i candidati di oggi, dice che non è così importante, il segretario, e che il partito serve, ma non poi così tanto.

Lo avevo già fatto, per altro, a marzo, a Milano, proprio una settimana prima di Libera la sedia, quella bella giornata di festa e di denuncia che tutti ricorderete.

«L’ondivago Civati», come ha scritto un giornale che mi vuole bene, non ha mai avuto alcuna esitazione.

Per cui, con il Lambro a far da ironico Rubicone, la decisione è presa.

Prima, però, ho bisogno di dare il mio piccolo contributo alle questioni lombarde, e vi terrò aggiornato. Perché rischiamo di cappottare da fermi. E non è bello. No, non lo è. E nemmeno io riesco a comprendere i reali motivi di una scelta così bizzarra (eufemismo).

Sarò retroscemo, ma non comprendo il retroscena. E vorrei che facessimo una cosa che dobbiamo fare sempre: fare le cose bene. Quelle semplici, quelle giuste, quelle che rispondono ai sentimenti e alle aspettative dei nostri elettori. Non il contrario. Se si può.

Giuseppe Civati, Consenso e Buonsenso

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