Ho visto un Caimano

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La Superballa choc non sarà mai realtà come nemmeno la maggioranza di centrodestra. Perderanno anche in Lombardia. No, dico, se lo volete, si può. Basta fare una cosa semplice. Una cosa che abbiamo già fatto quel giorno di Novembre del 2011. Voltare pagina.

La paura del pareggio deve esser messa fra le cose che furono. Come il processo per Ruby, per esempio. Il Caimano è soltanto un uomo anziano truccato, un uomo che blatera e non sa più cosa dice. Parla di Consigli dei Ministri e di decisioni da prendere, ma non sa o non vuole accorgersi o piuttosto vuol far credere un’altra cosa. La sua coalizione è destinata a finire il giorno dopo le elezioni. Non governeranno mai più. Non tanto perché non vinceranno le elezioni – mancano venti giorni e devono recuperare otto punti percentuali alla Camera (Mentana La7/ EMG, 04/02/13), non saprei al Senato – ma piuttosto perché sono divisi su tutto, leghisti e pidiellini. La XVI Legislatura ha segnato una frattura insanabile nel centrodestra. Non è più tempo di scambi di favori. Berlusconi è in realtà molto debole e sta nascondendo questa debolezza ‘sparandole grosse’. Non sono stati in grado di definire il leader della coalizione; le ricette economiche di Berlusconi vengono smentite nottetempo da Tremonti; il ‘carnevale’ nel PdL è solo sospeso, appena passerà il periodo elettorale, torneranno a farsi le scarpe l’un l’altro e i vari capi bastone esclusi dalle liste avranno modo di rifarsi con lo scalpo di qualche intoccabile vicino a B. o ad Alfano. E’ fango, un fango nerissimo che puzza e che trasborda dagli schermi tv. Ad ogni ora.

Nella Lega, l’epurazione di Maroni ha messo fuori gioco i bossiani e il Cerchio Magico, eppure i conti non sono stati tutti ‘saldati’. Maroni ha impiegato la ramazza, si è mascherato da moralizzatore ma era seduto insieme a chi ha estromesso, era seduto insieme a Berlusconi, insieme a Formigoni. Ha permesso il salvataggio di Cosentino, esattamente come gli altri. Ha collaborato fino all’ultimo istante. Ha poi finto la scissione dal PdL, ha accettato una nuova alleanza al solo scopo di ottenere il Pirellone (O Palazzo Lombardia). La sua idea, quella del 75% di tasse trattenute in Regione, durerà come le sedi dei ministeri a Monza, le cui targhe furono presentate nel Giugno 2011, a Pontida, alla presenza di Bossi, Calderoli, Roberto Cota e da un sorridente Roberto Maroni. Giusto per ricordare.

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