I sorpassati

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Così, riporta Sallusti, secondo B. il sorpasso sarebbe avvenuto. E lui ‘non si sente di smentire’. La realtà la conosceremo fra dieci giorni circa, quando il risultato del voto suggerirà a queste persone di fare qualcosa d’altro nella vita. Certamente i sondaggisti sono all’opera, stanno fabbricando numeri più o meno rappresentativi della realtà che però non possono essere divulgati. Anche chi scrive è a conoscenza di alcuni di questi ‘numeri’ e non ve ne può parlare per quella legge che ci tratta tutti quanti come dei ‘bambinoni’ (cfr. Panebianco).

Posso solo dirvi che ieri a Torino, in piazza Castello, vi erano 50000 persone. Non è chiaro se erano là per vedere il Comico o il Politico. Non è chiaro se questa affluenza si sarebbe registrata anche in caso di spettacolo a pagamento. D’altronde anche il nuovo gioca pericolosamente sul discrimine fra sfera pubblica e sfera privata, un mantra per tutta la Seconda Repubblica. Questo aspetto sarebbe già sufficiente a far ricredere molti sulla genuinità di una operazione politica nata dalla mente di due sole persone e che sfrutta genialmente l’indignazione come carburante per la produzione di consenso. Eppure lo Tsunami Tour, un format vincente mutuato dalla esperienza siciliana che ha pur fatto guadagnare al M5S il titolo di primo partito dell’isola, sta movimentando moltissimi elettori che invece sino a qualche settimana fa non lo erano (erano cioè auto-reclusi nel ghetto dell’astensione). Qualche sondaggista ha subodorato lo spostamento di opinione in atto in queste ore; una tensione che sta facendo vacillare il progetto del sorpasso.

Lo ha descritto molto efficacemente Rudy Francesco Calvo su Europa. Lo Tsunami tour ha riaperto la partita – considerata chiusa – in Veneto. La Lega Nord ha perso la sua carica antisistemica. L’elettorato di centrodestra sta migrando verso i pentastellati e verso Giannino (che Civati definisce l’Ingroia di destra). Questa transustanziazione – letteralmente una conversione – costituisce l’atto definitivo del tramonto dell’epoca berlusconiana. Va da sé che le regioni non sono isolate e che nella vicina Lombardia potrebbe avvenire qualcosa di simile. Il Partito Democratico, sostiene Francesco Calvo, potrebbe effettuare un sorpasso ‘in discesa’. Sì, poiché il calo nei sondaggi sarebbe matrice comune per tutti i partiti della Seconda Repubblica. A ciò si aggiungano i flop della lista Monti e della rivoluzione Civile di Ingroia e la conclusione è presto detta: il pareggio non ci sarà e forse avremo anche una maggioranza chiara al Senato.

Solo ipotesi, sia chiaro.

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