M5S | Risposta aperta a Massimo Bugani

Massimo Bugani è consigliere comunale dei 5 Stelle a Bologna. E’ considerato come uno dei fedelissimi di Grillo e Casaleggio. Il grande avversario del personalismo di Giovanni Favia. O qualcosa del genere. Oggi ha pubblicato su Facebook un tread intitolato ‘Lettera a chi ha capito’. La prima parte è un po’ rindondante e ci ricorda tutti i drammi che sono stati vissuti a Sinistra dell’arco costituzionale negli ultimi quindici-venti anni. L’ultimo capoverso invita gli elettori di sinistra (o i neo-deputati/senatori del PD?) a ‘ribaltare i tavoli’.

Non ho resistito e gli ho risposto.

Questo il post di Bugani. Di seguito il mio intervento.

Oggi parlo a coloro che, all’interno del PD, a mio avviso, hanno capito. Non so quanti siano, non so se sono pochi o tanti, ma so che ce ne sono, alcuni li conosco personalmente.

Voglio parlare a voi che avete votato con il mal di pancia anche questa volta, a voi che fate attività nel partito sempre più controvoglia, a voi consiglieri, assessori, sindaci, parlamentari che siete stanchi di essere assimilati a Bersani, a Violante, a Fassino, a Rosy Bindi, a voi che avete pianto dolore sincero per i casi Penati, Lusi, DelBono, ecc., a voi che non volevate l’indulto, a voi che avreste fatto di tutto per non far passare lo scudo fiscale, a voi che non avreste mai dato concessioni televisive a Berlusconi e che non avreste mai nemmeno pensato ad una “bicamerale” con lui, a voi che vorreste una legge per i matrimoni gay, a voi che non avreste mai scelto Mastella come Ministro di Grazia e Giustizia, a voi che non avreste mai sostenuto il governo Monti, a voi che avreste tanto voluto fare una legge sul conflitto di interessi, a voi che non avete mai rubato un euro e che vorreste strapenalizzare il falso in bilancio, a voi che fanno schifo i vostri colleghi corrotti, a voi che non avete mai detto che Grillo era un fascista e che il M5S sapeva solo protestare, a voi che vorreste una scuola pubblica decente, a voi che vorreste una sanità pubblica di livello, a voi che avreste rinunciato ai rimborsi elettorali dal primo giorno che siete entrati in politica, a voi che ritenete assurdo finanziare i giornali con soldi pubblici, a voi che la faccia e la voce di D’Alema vi urtano i nervi, a voi che piacciono i buchi nell’Emmenthal e non nelle valli, a voi che da sempre pensate che delle province in fondo se ne può anche fare a meno, a voi che vorreste accorpare i comuni sotto i 5000 abitanti, a voi che non avete mai preso un auto blu e che forse non ci avete mai nemmeno pensato, a voi che piuttosto che mangiare a Montecitorio con 2 euro vi portereste un panino da casa, a voi che i soldi degli f35 gli avreste spesi sicuramente meglio, a voi che non avreste mai votato per una missione di pace in cui muoiono innocenti, a voi che non avreste mai svenduto il nostro verde ai costruttori, a voi che siete stanchi di essere attaccati per tutto questo e per la stupidità dei vostri dirigenti, a voi (e solo a voi) io voglio dire: Ora è il vostro momento, ora o mai più!

Non so dirvi di preciso cosa dovreste fare, io non ho le soluzioni in mano, ma so che qualunque cosa stiate sognando da una vita, dovete andarvela a prendere ADESSO! Noi la nostra parte l’abbiamo fatta, sembrava impensabile 4 anni fa eppure ci siamo riusciti. Ora tocca a voi! Ribaltate quei tavoli!

Molti uomini hanno vita di quieta disperazione, non rassegnatevi a questo (https://www.facebook.com/notes/massimo-bugani/lettera-aperta-a-chi-ha-capito/491912810843945)

 

Ho saltato tutta la prima parte, un po’ retorica, a onor del vero. Ribaltare dei tavoli non è prettamente una cosa da democratici. Ma opportunità di cambiamento ci sono state, nel corso degli ultimi anni. Cito ad esempio: il congresso PD del 2009 poteva rappresentare l’occasione per scalzare la dirigenza di allora, che ancora fortemente risentiva della ripartizione fra DS e Margherita, sopravvissuta quasi per intero ai giorni nostri. La mozione Marino, nel 2009, conteneva già moltissimi dei temi che voi portate in Parlamento oggi. Ma il vostro Portavoce non spese una parola, una sola, per la causa di Marino, che naturalmente perse la segreteria. Preferì la sceneggiata di una sua propria candidatura, che fu respinta con sdegno da D’Alema. Oggi – Grillo! – ha fatto eleggere 160 fra deputati e senatori ed avrebbe l’occasione di condizionare direttamente l’agenda politica nel senso descritto negli ultimi anni, almeno per la parte condivisibile con la sinistra. Avrebbe addirittura l’opportunità di far concedere l’autorizzazione per le indagini contro Berlusconi nel caso della corruzione/compravendita di De Gregorio. Una occasione a dir poco storica. Può (potete?) scegliere fra un paese in macerie e un paese radicalmente cambiato. Non siete in grado di votare la fiducia a Bersani? Chiedete che vengano proposti altri nomi per la presidenza del consiglio, come ad esempio quello di Giuseppe Civati. Civati da anni cerca di spiegare – invano – alla dirigenza del PD che cosa è e che cosa si dice nel M5S. Cerca da anni di cambiare il PD, che non è morto ma è patrimonio pubblico di tutti gli elettori della sinistra, gli stessi che tu esorti a ‘ribaltare i tavoli’. Civati è divenuto per la prima volta parlamentare in questa tornata elettorale. E’ stato scelto con le primarie per i parlamentari – ideate da egli stesso in tempi antecedenti alle vostre parlamentarie – del 29-30 dicembre scorso. Si è sempre battuto contro il berlusconismo, contro il consumo di suolo, ecc. Basterebbe poco, da parte vostra, per poter innescare il cambiamento tanto sperato nel PD. Che ciò vada contro i vostri interessi ‘elettorali’ è ovvio, ma forse dovreste pensare più al bene comune, all’interesse collettivo, che alle percentuali che potreste prendere in presunte elezioni anticipate nell’estate 2013 (o 2014, o 2015, o 2016?). Quindi, caro Bugani, fai pienamente la tua parte all’interno del M5S. Pretendi una linea politica diversa di quella dello sfascio di tutte le istituzioni. Chiedi, se ci tieni davvero, una soluzione alternativa come quella che ti ho suggerito. Fallo per il bene di tutti.

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