Riempire il vuoto di #OccupyParlamento

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L’iniziativa di protesta dei 5 Stelle contro la decisione di Pietro Grasso di non avviare la costituzione delle Commissioni permanenti in assenza di un governo, è purtroppo una protesta priva di contenuto. Per chi ha all’attivo zero – o poco più – proposte di legge, a cosa possono servire le Commissioni?

Ecco, penso che questo vuoto possa essere riempito. Ci sono due idee interessanti, che provengono da Walter Tocci e Giuseppe Civati e Filippo Taddei.

Primo. La riforma del finanziamento dei partiti. C’è chi lo vuole abolire. C’è chi, come Tocci, pensa che una forma di regolamentazione del finanziamento dei partiti ci debba essere. I 5 Stelle dovrebbero adottare a questa proposta come fosse sua. Mi permetto di riassumere la sua proposta in queste brevi frasi:

  1. riduzione del 50% degli emolumenti dei parlamentari;
  2. gestione collettiva dei finanziamenti della politica;
  3. uso della tecnologia web – es. Obama e Organizing for America – per mobilitare il cittadino sulle decisioni pubbliche;
  4. distinguere fra una indennità sobria in diretta attuazione dell’articolo 69 della Costituzione e un’altra quota variabile che tenga conto della funzione svolta;
  5. finanziamento dei partiti dietro libera scelta del cittadino attraverso uno strumento del tipo 5xmille (fonti: http://www.europaquotidiano.it/2013/03/12/contro-le-facili-demagogie-le-proposte-chiare-del-pd/ ; http://waltertocci.blogspot.it/2013/03/dignitadeicosti.html)

Secondo. Il Tetto del Quirinale (cfr. Ciwati). Non ci sono solo i costi della Politica ma anche gli emolumenti degli alti Papaveri della Pubblica Amministrazione a pesare sui bilanci pubblici. Civati e Taddei si sono rivolti a uno dei Saggi nominati da Napolitano, Valerio Onida, ex presidente della Corte Costituzionale, che è stato coinvolto dai due proponenti proprio per i suoi trascorsi alla Consulta. Quest’ultima si era già espressa contro una legge del governo Berlusconi IV che doveva tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici superiori a 90 mila euro (si trattava del decreto legge 78 del Maggio 2010 – v. sentenza 223 del 2012). Secondo La Consulta, infatti, la riduzione dello stipendio prevista dal DL 78/2010 si configurava come un tributo, indipendentemente da come viene chiamato. Pertanto non poteva essere limitato ai dipendenti pubblici poiché in tal senso costituisce una violazione del principio della parità di prelievo a parità di capacità contributiva, e per poter essere consentito doveva essere disposto per tutti i contratti di lavoro pubblici e privati con retribuzione superiore a 90 mila euro annui.
Esiste una terza via? Secondo Civati e Taddei, sì, esiste. Ci vuole una norma secondo la quale nessun dipendente pubblico dovrà percepire uno stipendio annuale superiore a quello del Presidente della Repubblica. Molto semplice. Non un taglio ma un tetto. Può funzionare?

Intanto, anziché fare sterile polemica contro la mancata attivazione delle Commissioni, si discuta preliminarmente, magari in streaming, con i cittadini di queste proposte. Civati lo farà a Parma domenica 14 Aprile insieme al consigliere comunale e capogruppo a 5 Stelle Marco Bosi. Vito Crimi e Roberta Lombardi pensano di aggregarsi?

http://www.ciwati.it/2013/04/09/incontri-ravvicinati-della-terza-repubblica/

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One Comment

  1. intanto si perde tempo.C’è chi non vuol cambiare nulla,la scusa è buona. Nel frattempo c’è sempre chi toglie tragicamente il disturbo.Intanto c’è chi con le proposte choc dice per finta di togliere i finanziamenti,noti, mentre insieme a tutti gli altri hanno già avanzato la richiesta per il rimborso elettorale fresco, sempre eccetto M5S.tutti bravi

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