Delrio e Zanonato scelgono la decadenza

Sul blog di Grillo è arrivata puntale una voce indignata per i due sindaci PD incompatibili con la carica di ministro. Si tratta di Delrio, sindaco di Reggio Emilia, e del (discusso) sindaco di Padova, Flavio Zanonato.

Sul blog è citato il commento di tale Matteo Olivieri, forse poco propenso a verificare quel che scrive (e come lui tutto lo staff che cura ogni giorno la redazione del blog medesimo). L’autore del post cita giustamente l’articolo 13, comma 3, del decreto legge n. 138 del 2011 come convertito in legge n. 148/2011, nel quale è scritto che “ le cariche di deputato, senatore, parlamentare europeo nonché le cariche di governo (Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministri, Vice Ministri , Sottosegretari di Stato e commissari straordinari del Governo), sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi, alla data di indizione delle elezioni o della nomina, popolazione superiore a 5.000 abitanti.” (blog di Beppe Grillo). Ergo, sono due ministri abusivi, ostinati del doppio incarico.

Ora, prima di lanciare la vostra frutta marcia contro il carretto sgangherato del governo Letta, dovete sapere che sia Zanonato che Delrio hanno rifiutato il doppio compenso, come è stato altresì anticipato dallo stesso Letta durante i discorsi alle Camere. Ma soprattutto, Delrio e Zanonato non sono certamente due ministri fuorilegge poiché entrambi hanno scelto di lasciare la carica di sindaco. Non con l’istituto delle dimissioni ma con quello, un po’ più complicato, della decadenza. 

E’ lo stesso Graziano Delrio a spiegarlo sul suo sito:

In queste ore così convulse ho cercato di rassicurarvi ribadendo la mia intenzione di non dimettermi dalla carica di sindaco ed in ogni caso di rimanervi vicino. La legge prevede sia l’istituto delle dimissioni sia la procedura di decadenza del sindaco. Le dimissioni comportano lo scioglimento del consiglio comunale e della giunta ed il commissariamento della città  fino alle elezioni della primavera prossima. La procedura di decadenza consente all’amministrazione comunale eletta di proseguire il suo cammino per i mesi che rimangono con gli organi democraticamente eletti e con la giunta e il programma che hanno ottenuto la fiducia dei cittadini. (Lettera alla nostra città, Graziano Delrio).

La procedura della decadenza non avrà una lunga durata. Di fatto il sindaco non si dimette e pertanto verrà dichiarato decaduto per legge.

è previsto (articolo 69 del decreto legislativo 267/2000) uno speciale procedimento da parte del consiglio di appartenenza, di contestazione all’interessato della situazione ostativa all’esercizio del diritto all’elettorato passivo: la mancata rimozione di tale situazione comporta la decadenza dall’incarico pubblico (articolo 69, comma 5); all’eletto che si trova in tale situazione deve, però, essere concesso un congruo tempo per la rimozione della causa (Corte di cassazione – Sezioni civili: I Sezione, 12 novembre 1999, n. 12529). (Decadenza dalle cariche).

 

Delrio assicura che questa scelta è stata presa nell’interesse delle comunità locali, che non meritano di essere abbandonate a sé stesse.

In ogni caso, ancora una volta, le informazioni divulgate da Beppe Grillo per tramite di un autore minore, non corrispondono al vero.

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