M5S, il cambiamento che non era

Zaccagnini, M5S, riportato da Repubblica, in merito al risultato deludente delle elezioni amministrative: ‘volevano da noi il governo del cambiamento […] Noi deputati a 5 stelle dobbiamo parlare di strategie politiche, al contrario di quel che dice Vito Crimi’. Che ieri non sapeva, non era informato, e forse nemmeno interessato.

Il risultato del voto è l’esito dell’arroccamento, quella assurda strategia che ora mette gli italiani uno contro l’altro, quelli di Serie A, i votanti residui del M5S, e di serie B, ovvero il resto del mondo. Da parte di Grillo è giunta una lettura del voto non soltanto semplicistica ma direi anche infantile (e offensiva e…). L’indicazione delle urne di Febbraio era chiara: spendetevi per il governo. Dovete contare nelle decisioni. Dovete esserci. Questo era il significato di quel 25%. E’ stato tradotto in una promessa di cambiamento slittata nel futuro, in un futuro ipotetico nel quale ne sarebbero rimasti due, di leader carismatici: ovviamente il Capo Comico e Berlusconi. Ciò evidentemente non è stato tollerato, poiché il paese ha necessità di cambiare adesso.

[Questa è solo la prima parte dell’analisi: al PD dedicherò lo spazio che merita, specie a quelli che pensano siano state ‘premiate le larghe intese’, come titola il Corriere].

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