Il tiro al bersaglio contro Laura Boldrini

La seduta di oggi alla Camera è forse la prova provata che il nostro parlamentarismo sia in cattivo stato. La manovra a tenaglia di 5 Stelle e Lega Nord si è sviluppata in interventi retorici e aggressivi nei confronti della Presidente Boldrini, rea di aver “venduto” l’idea che la seduta odierna rappresentasse effettivamente una ripresa dei lavori.

Ordine del giorno, l’assegnazione in sede referente alle Commissioni riunite del disegno di legge di conversione del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 – un decreto omnibus che al suo interno contiene anche le norme della ‘stretta’ contro il femminicidio. Tale atto, l’assegnazione, è dovuto ai sensi dell’articolo 77 della Costituzione. Boldrini lo ha ricordato, in apertura dei lavori, ai parlamentari presenti. Ne ha ricevuto in cambio una selva di critiche e commenti a dir poco risibili, frutto del clima creato dal Capo Comico (Grillo!) e fatto proprio dai vecchi soloni dei leghisti. Gli interventi peggiori? Quello di di Walter Rizzetto (M5S), Gianluca Bonanno (Lega), Massimo Artini (M5S). Buona lettura.

WALTER RIZZETTO: correrò il rischio anche in questa sede – come ricordato dall’onorevole Verini – di essere populista e cinico anche in questo caso, nel senso che la ratio per cui il Movimento 5 Stelle ha alzato un po’ la voce nei confronti di questa seduta non era quella di non volerne parlare […] Quello che non capiamo effettivamente è questo stop, queste mezze ferie che sono state fatte fare al Parlamento per poi essere richiamati per fare altri dieci, dodici, quindici giorni di ferie per poi lasciare ai presidenti delle Commissioni la calendarizzazione nella stessa Commissione. […] La giornata di oggi – concludo Presidente – mediamente potrebbe costare, a conti fatti, spannometrici, 150-200 mila euro tra trasporti, servizi offerti dalla Camera dei deputati, eccetera. Probabilmente saremmo stati più d’accordo nel dare questi soldi, ad esempio, ai centri anti-violenza.

GIANLUCA BUONANNO. No, visto che ormai oggi si spendono – ed è vero, è uno spreco di soldi- 150 milioni di euro, non poteva mettersi d’accordo con il ministro qui presente per i rapporti con il Parlamento ? Si chiama proprio così, perché tra Governo e Parlamento c’è uno che tiene i rapporti e si chiama Franceschini Dario […]  Oppure non si poteva venire a lavorare una settimana intera ? Deve andare al mare ? Dove deve andare ? Questo le sto chiedendo, cara donna Prassede, perché visto che lei mi scrive continuamente […]  E non la chiamo «la» Presidente perché lei mi ha scritto due lettere in questi ultimi 15 giorni dove lei , tutta bella carina, non ha voluto nemmeno finire la carta del Presidente precedente perché si fa chiamare e fa stampare «la Presidente». Se finiva magari prima la carta con «il Presidente» faceva una buona azione non è che cambiava niente, ma dava un segno di come lei interpreta il suo ruolo.

  MASSIMO ARTINI. Signor Presidente, volevo capire, lei si è piccata molte volte oggi sul fatto che sia un atto dovuto. Ma stando alle date, lei già il 10 agosto ci ha detto che il 20 agosto plausibilmente avremmo potuto essere qui. Quindi, se io faccio i conti, visto che lei non è al Governo quindi probabilmente non sapeva quando il Governo avrebbe presentato quel decreto, quindi non poteva sapere che guarda caso proprio il 13 agosto il Governo avrebbe pubblicato quelle cose e guarda caso entro il 20 bisogna fare questo tipo di azioni. […] Quindi chiedo a lei in particolare quando ha scritto il 20 agosto prima che il Governo pubblicasse quelle cose come faceva a sapere che si trattava del 20? Il 20 le tornava comodo perché era a metà fra una vacanza e l’altra e quindi magari poteva essere comodo domani ripartire? La domanda che mi chiedo poi è: se non è così, come spero, presidente, domani lei ci farà vedere sulla pagina ufficiale della Presidenza della Camera cioè la sua pagina Facebook, le fotografie dove lei lavora nel suo ufficio oppure dobbiamo pensare che effettivamente oggi è stata una giornata… di quali termini volevamo parlare colleghi ? C’era solo una comunicazione ? di quale tema dovevamo parlare ? Oggi di quale tema dovevamo parlare ? Non c’è discussione e quindi mi dite in quale modo dovevamo ragionare sulla questione del femminicidio, delle province, della protezione civile, dei reati informatici e delle altre molteplici cose che sono comprese in questo decreto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ?

  PRESIDENTE. Veramente mi spiace che livello sia questo. Mi spiace veramente. È un atto dovuto, costituzionalmente dovuto. Dovevamo farlo. Se non l’avessimo fatto non avremmo rispettato la Costituzione. Mi spiace veramente che si ricorra a questi espedienti: non è segno di maturità.

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