Videomessaggio, o la persistenza della decadenza

ImmagineNon cade. Rimane in sospensione, come una minaccia. Lui, Berlusconi, ha rievocato la belle époque del 1994. Il mezzo con cui l’ha fatto è sempre il medesimo: un prodotto televisivo, un videomessaggio. L’antichità tecnologica del metodo non deve indurvi in errore. L’uomo è sempre attuale con il suo inganno, sempre presente, in ogni istante, a modificare o correggere la realtà. La sua colpevolezza è camuffata, mascherata con lo stesso cerume impiegato per andare in onda. I denari sottratti al fisco sono solo lo zero virgola. il rischio, quello di consegnare il paese nelle mani della mitologica Sinistra, quel mostro informe, senza volto, che risiede in ogni spicchio della macchina statale, come una sorta di società segreta tesa a far soggiacere l’individuo indifeso sotto il peso della burocrazia e delle tasse. Lui, il portatore della Rivoluzione Liberale, promette sempre che vi libererà, dalla Sinistra, che mai s’è vista, mai s’è incontrata. Con gli occhi che sono poco più che fessure, vi promette che non vi lascerà soli, vi accompagnerà, giù nel gorgo a cui è destinato. E poi vi invita, vi invita a reagire, a protestare (contro chi? contro cosa? ah la Sinistra, la Sinistra, la Sinistra), a prendere la tessera del suo nuovo vecchio vecchissimo partito. Ecco, l’ha fatto di nuovo. Vi ha venduto il set di pentole, il letto pieghevole, il materasso in gommapiuma, tutto pagabile in comode rate mensili che sono già tutte addebitate sul vostro conto corrente. Mentre siete ancora intenti a raccogliere le evidenze dell’ennesimo raggiro, un trasferimento di denaro passa da un isola off-shore all’altra. Così, come un soffio di vento che spazza un po’ di foglie, che non ci fai più caso, il diciannovesimo autunno è cominciato sempre uguale.

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