L’annessione

Doveva trattarsi di una scissione, di stracci che volano, di insulti fra sodali. Si è svolta come un’annessione: quel corpo politico che era già separato è stato letteralmente invaso da truppe un tempo amiche. Lo straniamento che è visibile negli occhi di Cicchitto, di Alfano, è quello di chi credeva di liberarsi finalmente dal giogo del Padrone. Più o meno questo stesso straniamento devono averlo vissuto coloro che sono rimasti fedeli alla linea del fondatore del Pdl. Diventati, nel passo breve di una giornata, da pedine dell’opposizione, a pedine da collocare in ogni dove di questa rinnovata coalizione delle larghe intese.

E ancora, lo stesso straniamento è visibile come un’ombra fra i democratici, divisi fra chi festeggia la prosecuzione del governo Letta, fra chi festeggia il ritrovamento di un leader politico che sembrava una chimera, e chi invece si trova nuovamente fianco a fianco di chi pensava di non veder più, almeno nel prosieguo di questa maledetta XVII Legislatura. Ha vinto Letta, scrivono certi; ha vinto per l’ennesima volta il Caimano, scrivono delusi gli altri. E appunto, il dilemma risiede in questo: se sia appunto Berlusconi ad essersi inchinato a Enrico Letta, oppure se sia Berlusconi ad essersi insinuato in Enrico Letta. In ogni caso, dove pensavamo di trovare la frattura, l’arrivo definitivo del futuro, dell’epoca post-berlusconiana, ora troviamo gendarmi in divisa a presidiare la fortezza.

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2 Comments

  1. i furbi cambiano pelle e sono sempre lì, i boccaloni continuano ad abboccare , la pagliaccita all’italiana continua.

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