Governo Renzi 1 | La fiducia mi fa ridere

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Votarla o non votarla, questo è il dilemma. Se sia meglio per l’uomo sopportare i sassi e i dardi di un’avversa fortuna, o prender armi contro un mare di guai.

Idealmente, potrei dirvi che il governo Renzi mal si confà con l’idea di politica che da queste pagine ho cercato di raccontarvi, più o meno dal 2009. Se dovessi spendere dieci minuti del mio tempo per scegliere il dà farsi, non avrei dubbi e punterei all’obbiettivo più grande. Che non è esser leoni oggi. Ma reinventare e ricostruire la politica di sinistra in Italia, al di là dei progetti di puro marketing (di cui vi narravo qualche giorno fa). Senza, sia specificato, ripetere gli errori del passato e cadere nella spirale del frazionismo. Poiché a sinistra trovi sempre qualcuno che è a sinistra più di te. E poi ti chiedi, ma dove è stato sinora? Dove è stato mentre tutto crollava? Forse, pensi, ha fatto esattamente le tue stesse cose. Forse si è rifugiato nella sfera individuale, ha messo avanti sé stesso, il proprio quotidiano, rispetto all’impegno sociale e politico. Scelte legittime, che hai condiviso, specie dopo Genova 2001 e le botte in piazza e il cadavere del compagno Carlo.

Ma ecco, il tempo si è fatto talmente eccezionale che l’impegno pubblico diventa imprescindibile. La Nuova Sinistra non è un partito, non è una somma algebrica di potenzialità elettorali. E’ una cultura politica. E’ un metodo, un modo di fare la politica. Qualcosa che ha in vista il principio dell’uguaglianza e che lo vuole riproporre come faro dell’azione pubblica.

Per questo il voto di fiducia al governo Renzi mi fa ridere. Quando mi ricordo quale impegno ci siamo dati, insieme a Pippo Civati, e poi guardo alle risibili vicende del governo Letta bis, altrimenti noto come Renzi I, sorrido. Noi siamo altro e questo altro non sarà più altrove perché abbiamo decisamente intenzione di metterlo al posto del modus operandi – tutto tranne che trasparente – visto all’opera negli ultimi giorni.

La Nuova Sinistra non può cominciare con un atto di scissione bensì con una manifestazione, nel senso letterale, ovvero nel rendersi manifesta e uscire dalla anonimia. Mostrate il volto, domani, a Bologna. Ci vediamo alle Scuderie, in Piazza Giuseppe Verdi 2, dalle ore 10. Prendiamo armi contro il mare di guai.

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