Colpa degli elettori se #vinciamopoi

L’errore più banale che si possa commettere è affermare che è colpa degli elettori, soprattutto se pensionati, quindi vecchi e inadatti al cambiamento, che non penserebbero al futuro dei propri nipoti. L’errore storico che ha commesso la sinistra quando doveva commentare i successi di Berlusconi. E’ sempre colpa degli altri se gli altri non capiscono.

E’ un fatto se quasi tre milioni di elettori non ti votano più. Lo era quando capitava per il Pd, lo è ora per il Movimento 5 Stelle. Forse è venuto il momento di accettare un ruolo nel sistema, per poterlo cambiare. La strategia della Montagna (dell’isolamento), messa in atto all’indomani del voto delle Politiche 2013, ha solo creato confusione e divisione ed ha reso il Movimento ininfluente sulle dinamiche politiche dietro alle riforme costituzionali. Influenzare per il bene del paese doveva essere l’unica strategia percorribile. Chissà che non lo diventi ora, materializzando il vecchio piano C. C come Civati, che l’aveva pensato per primo, molto tempo fa.

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10 Comments

  1. vediamo se grillo è uno che mantiene gli impegni (mi riferisco alla dichiarazione del 23 ottobre scorso) o se, come io penso, è uno dei più squallidi politici disonesti che ci sono in italia..
    Mi riferisco al suo criticare gli altri, salvo poi comportarsi anche peggio se gli conviene.
    Già godo al pensiero di poterlo definire una patetica merdaccia senza tema di essere smentito da chichessia, pentastelliota o altro.

  2. Le scrivo una considerazione che per me rappresenta ormai una convinzione e che non trova riscontro alcuno fra le persone con cui ne parlo, a voce e in rete; mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensa lei. La considerazione è questa: il PD è per la prima volta da anni “dichiaratamente” non più il partito della Sinistra Italiana e Renzi sembra un padre paziente, che a piccoli sorsi sta cercando di far bere agli elettori che non hanno ancora capito, l’ “amara” verità: che lui è un leader social democratico e che sta lavorando per trasformare il PD nella forza di centro necessaria per mantenere il dialogo con PPE e PSE in Europa. Ho scritto amara virgolettato, perché in realtà essendo io di sinistra vedo questo momento come un’occasione storica per la ricostruzione della Sinistra italiana, quindi non sono per niente amareggiata ma osservo con malcelato entusiasmo i dibattiti in corso dentro SEL e qualunque, impercettibile o deciso suono provenga dalla lista Tsipras, aspettando Civati ad una prossima mossa. Che ne pensa, sono troppo visionaria? Sono solo, le mie, parole di chi desidera appassionatamente una Sinistra che non vedrà mai più la luce, o c’è in questa mia visione della situazione qualcosa di sensato e possibile? Spero vivamente in una sua risposta, perchè la sua visione della politica è estremamente colta, non solo appassionata come la mia. La ringrazio in anticipo e la saluto cordialmente.

    1. Lo spostamento a destra è purtroppo avvenuto lo scorso anno, con il governo Letta+FI+Ncd eccetera. E’ proseguito quest’anno e – è vero, non l’ho ancora scritto – il 40% non assolve nessuno. L’assetto della maggioranza è lo stesso e non credo che cambierà: facile attendersi che, nei prossimi mesi, tornerà il motivetto del “non abbiamo alternative”, volto a giustificare l’ingiustificabile. L’approccio seguito da Civati, dopo le primarie, è stato quello di far tornare l’ago della bilancia verso sinistra, verso il luogo naturale dove dovrebbe trovarsi il Partito Democratico. I flussi elettorali hanno chiarito che, molta parte dei voti ricevuti dal Pd e da Renzi, sono voti provenienti da destra. Non per questo il Pd è diventato ‘di destra’: sono le persone con cui si accompagna in parlamento che lo spingono dalla parte sbagliata. Quando Civati parla di Nuovo Centrosinistra, sta infatti auspicando che il tavolo sghembo della maggioranza sia retto non dai seguaci di Alfano, bensì da Sel (con cui il Pd si era presentato al voto nel lontano 2013) e i fuoriusciti del 5s. Il futuro della sinistra dipende – in parte? in tutto? – dalla riuscita di questa iniziativa. Il quadro è per ora abbastanza fosco: cosa succederà ai 5s? e Berlusconi voterà l’Italicum? Renzi farà proprie le richieste di modifica della riforma del Senato che Civati e altri hanno proposto, oppure propenderà per il pugno duro e le imporrà d’imperio al partito e ai senatori?
      Il futuro della Sinistra ha a che fare molto con l’idea di sinistra che abbiamo: se è una sinistra che può e vuole governare, allora non si può non pensare ad un grande partito che includa in sé le varie anime del progressismo (dai laburisti agli ambientalisti, per dirla con uno slogan). Tempo addietro avevo scritto un post sulla New New Left (https://yespolitical.com/2014/02/18/nuova-sinistra/), criticando una certa operazione di marketing politico di cui si vociferava in quei giorni. Poi non so che fine abbia fatto. Sono nate le liste Tsipras, che però avevano il vizio storico della sinistra dei girotondi: troppe personalità di spicco del mondo intellettuale, poca o nulla organizzazione. E il sospetto che i gruppuscoli vecchio stampo si siano solo nascosti dietro il cespuglio del politico greco al fine di ottenere qualche posto nell’europarlamento. Ecco, magari c’è un’alternativa.

  3. Sì, 🙂 c’è un’alternativa. Grazie per avermi risposto, per le cose che ha detto e per il modo. Le faccio un’ultima, accorata richiesta: pubblichi i suoi articoli più spesso, la prego, c’è bisogno di una voce come la sua.

  4. Approfitto della possibilità di commentare sotto questo articolo per ringraziarla anche per le bellissime riflessioni che ho trovato seguendo il link che mi ha suggerito. Ammetto di non aver ancora letto tutto il contenuto del suo blog e lo farò senza perdere altro tempo. Le sue considerazioni sulla costruzione del prodotto politico partendo dalla personalità sono di quella semplicità che inchioda e mette la giusta didascalia a interi decenni. La sua definizione di Sinistra, poi, è qualcosa che rimette ordine, restituisce con altrettanta semplicità la visione più completa delle cose, la visione dall’alto. Oltretutto mi sembra che adesso, soprattutto dopo il voto europeo, ad essere impreparati, diseducati rispetto a questa visione della Sinistra siamo soprattutto noi elettori. Conformismo è la parola che meglio descrive lo stato in cui versa la coscienza politica italiana, se di coscienza si può parlare. Grazie quindi, per le sue parole prima di tutto rieducative, e poi consolanti ed anche facilmente trasmissibili, tramandabili a voce, anche per me. Ho una figlia, lo farò. Grazie di cuore.

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