Dead Senato Walking

“Giorgio Napolitano lo sa.” Secondo Menichini(1) ci sono due parti in gioco, nell’opinione pubblica, e quella che è contraria alla riforma costituzionale governativa del Senato è giocoforza una minoranza. Gente a cui sta sulle palle Renzi. Gente troppo politicizzata da non capire il clima che si respira fuori. Scrive ancora Menichini che l’obbiettivo storico sarebbe quello di “modernizzare le istituzioni”. Stiamo parlando della creazione di una Camera di nominati, non controllati da nessuno se non dai partiti. Incidenza sui costi della politica? I notabili non prenderebbero alcuna diaria, ma i rimborsi, i rimborsi son tutti da verificare ancora. Pagheranno – si immagina – le Regioni.

Giorgio Napolitano avrebbe il polso del paese. Un paese che rimanda ancora l’appuntamento con la crescita economica, che vede un giovane su due disoccupato e il suo sistema produttivo andare in pezzi – e all’estero – poco alla volta, silenziosamente. La riforma del Senato è imprescindibile, secondo la vulgata del turborenzismo. Chi ostacola, ce l’ha con il Capo.

Ma solo in pochi pesano esattamente le parole. Una camera non elettiva riduce lo spazio della rappresentanza, rende ancor meno significative e rilevanti le istante dei cittadini, relegati – esattamente come durante la videocrazia berlusconiana – in una sfera pubblica acclamativa. La Critica è messa alla Ghigliottina. È l’epoca del Terrore renziano? Voi senatori siete tutti morti. E se vi rifiutaste di morire, allora voi senatori e deputati siete tutti morti.

Neanche troppo implicita la minaccia del ricorso al voto anticipato.

(1) http://www.europaquotidiano.it/2014/07/24/cosi-lo-ammazzate-davvero-il-senato/

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