Licenziamenti, il Senato peggiora il testo del governo

Così il Senato ha peggiorato l’art. 8 del Decreto Manovra-Bis, contenente norme che rendono possibile realizzare accordi Azienda-Lavoratori in deroga al contratto nazionale.

(fonte Corsera, 05/09/11, p.5)

Un ulteriore emendamento inserisce un nuovo comma che estende la possibilità della deroga anche per le disposizioni di leggeche disciplinano le materie richiamate dal comma 2 ed alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro”.

Questo il testo dell’art. 8 contenuto nel decreto con le modifiche apportate dal Senato:

Titolo III

MISURE A SOSTEGNO DELL’OCCUPAZIONE

Art. 8

Sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità

  1. I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda possono realizzare specifiche intese finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualita’ dei contratti di lavoro, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitivita’ e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all’avvio di nuove attivita’.
  2. Le specifiche intese di cui al comma 1 possono riguardare la regolazione delle materie inerenti l’organizzazione del lavoro e della produzione incluse quelle relative: a) agli impianti audiovisivi e alla introduzione di nuove tecnologie; b) alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e inquadramento del personale; c) ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, al regime della solidarieta’ negli appalti e ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro; d) alla disciplina dell’orario di lavoro; e) alle modalita’ di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio e il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio.
  3. Le disposizioni contenute in contratti collettivi aziendali vigenti, approvati e sottoscritti prima dell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 tra le parti sociali, sono efficaci nei confronti di tutto il personale delle unita’ produttive cui il contratto stesso si riferisce a condizione che sia stato approvato con votazione a maggioranza dei lavoratori.

Art. 8 – emendato

Sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità

  1. I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti compreso l’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, possono realizzare specifiche intese con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alle predette rappresentanze sindacali finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualita’ dei contratti di lavoro, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitivita’ e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all’avvio di nuove attivita’.
  2. Le specifiche intese di cui al comma 1 possono riguardare la regolazione delle materie inerenti l’organizzazione del lavoro e della produzione incluse quelle relative: a) agli impianti audiovisivi e alla introduzione di nuove tecnologie; b) alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e inquadramento del personale; c) ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, al regime della solidarieta’ negli appalti e ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro; d) alla disciplina dell’orario di lavoro; e) alle modalita’ di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio e il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio.

2.bis Fermo restando il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro, le specifiche

intese di cui al comma 1 operano anche in deroga alle disposizioni di legge che disciplinano le materie richiamate dal comma 2 ed alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro

  1. Le disposizioni contenute in contratti collettivi aziendali vigenti, approvati e sottoscritti prima dell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 tra le parti sociali, sono efficaci nei confronti di tutto il personale delle unita’ produttive cui il contratto stesso si riferisce a condizione che sia stato approvato con votazione a maggioranza dei lavoratori.

Così Pietro Ichino sul Messaggero di stamane:

[…]

[Il Messaggero,
5/9/11, p. 3]

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Direttiva Vivisezione, vergogna d’Europa

Approvata in dieci minuti di discussione (neanche il Lodo Alfano); abbondantemente corretta e rivista in peggio rispetto al testo originariamente approvato in Commissione UE, la nuova Direttiva Europea sulla Vivisezione degli animali a scopi di ricerca scientifica è una vergogna per tutta l’Europa.

Chiaramente ben lontani dalla sua abolizione, la vivisezione doveva essere, almeno nelle intenzioni originarie, ridotta nell’impiego e nella barbarie. In sostanza, si era prevista una moratoria per molti settori della ricerca scientifica insieme al ricorso a pratiche meno dolorose in un quadro di maggior sensibilità (e forse ipocrisia) nei confronti delle cavie. Nel testo iniziale, frutto dell’accordo fra Commissione UE e Consiglio dei Ministri, si intendeva promuovere la trasparenza nonché l’impiego di metodi alternativi. Ma durante il suo iter in Parlamento, l’attività lobbistica (di Big Pharma?) ha permesso di ridimensionare abbondantemente la portata riformatrice del testo, introducendo inoltre alcuni aspetti di regressione a pratiche belluine:

  1. il riutilizzo della cavia: la nuova direttiva prevede il riutilizzo dell’animale in diversi casi, ad esempio se l’invasività delle procedure precedenti «era lieve o moderata», pratica attualmente vietata dalla legge;
  2. Test anche da svegli (e senza antidolorifici). Pur prevedendo in generale l’uso dell’anestesia la nuova legge introduce deroghe anche per il trattamento degli antidolorifici, sempre che siano compatibili, dice «con la finalità della procedura».
  3. Sperimentazione anche su cani e gatti randagi. La normativa attuale non parla di impiego di randagi mentre la nuova direttiva, vietandone l’uso, prevede deroghe nel caso in cui «è scientificamente provato che è impossibile raggiungere lo scopo della procedura se non utilizzando un animale selvatico o randagio».
  4. Sono autorizzati interventi invasivi su animali per scopi didattici.
  5. Ammesse procedure (di tortura) quali il nuoto forzato fino all’esaurimento o l’isolamento di cani o primati per lunghi periodi (fonte Agoravox).

Naturalmente la Direttiva non potrà nulla contro normative nazionali più restrittive. In Italia la pratica della vivisezione sugli animali randagi è vietata dal 1991. La Direttiva aveva lo scopo di armonizzare le legislazioni dei paesi dell’Unione, profondamente differenti da paese a paese. In Spagna, per esempio, la legislazione è molto più permissiva in fatto di sperimentazione sulle cavie che non in Italia. Il Parlamento Europeo si è perciò scontrato su una difformità valoriale in quanto a rispetto della vita animale. Per qualcuno la vivisezione è ancora importante per lo sviluppo della medicina (è invece già vietata per lo studio e lo sviluppo dei prodottti cosmetici), eppure questa diffusa opinione è smentita dai numeri:

La sperimentazione animale ha comportato, e continua a farlo, grandi errori e ritardi nella scienza, ne sono una testimonianza le 225.000 morti all’anno negli USA. per cause avverse ai farmaci, morti silenziose di cui nessuno parla o il dato allarmante che il 90% dei farmaci non supera le prove cliniche, con un ingente spreco di fondi e menti che lavorano per produrre dati inutilizzabili (LAV).

In aula, a Strasburgo, si sono palesate tutte le divisioni della politica italiana, nel PdL, nel PD e anche in IDV. Hanno votato a favore, fra gli altri, Pino Arlacchi (fresco di dissenso con Di Pietro e fuoriuscito dal gruppo parlamentare dell’Italia dei Valori in Europa), De Castro, ex ministro PD, oggi presidente della Commissione parlamentare UE Agricoltura, Elisabetta Gardini del PdL, ma anche Oreste Rossi e Matteo Salvini della Lega Nord. Ha votato sì anche Clemente Mastella…

Contrari invece Sonia Alfano, De Magistris, Serracchiani, Vattimo, Cozzolino, Crocetta, De Angelis, e molti altri, purtroppo non in numero sufficiente per poter rimandare la Direttiva alla commissione referente.

Sul web abbondano le iniziative di protesta, fra cui una mailbombing: leggete la pagina Facebook.

Se non potete accedere a Fb, questi gli indirizzi da inserire nella vostra posta elettronica per protestare contro i nostri parlamentari europei che hanno votato sì a occhi e orecchie chiusi:

ufficio_stampa@dompe.it;gabriele.albertini@europarl.europa.eu;magdicristiano.allam@europarl.europa.eu;antonello.antinoro@europarl.europa.eu;roberta.angelilli@europarl.europa.eu;alfredo.antoniozzi@europarl.europa.eu;raffaele.baldassarre@europarl.europa.eu;sergio.berlato@europarl.europa.eu;luigi.berlinguer@europarl.europa.eu;paolo.bartolozzi@europarl.europa.eu;vito.bonsignore@europarl.europa.eu;mario.borghezio@europarl.europa.eu;sergio.cofferati@europarl.europa.eu;mara.bizzotto@europarl.europa.eu;antonio.cancian@europarl.europa.eu;carlo.casini@europarl.europa.eu;lara.comi@europarl.europa.eu;giovanni.collino@europarl.europa.eu;paolo.decastro@europarl.europa.eu;luigiciriaco.demita@europarl.europa.eu;herbert.dorfmann@europarl.europa.eu;lorenzo.fontana@europarl.europa.eu;elisabetta.gardini@europarl.europa.eu;carlo.fidanza@europarl.europa.eu;mario.mauro@europarl.europa.eu;roberto.gualtieri@europarl.europa.eu;salvatore.iacolino@europarl.europa.eu;giovanni.lavia@europarl.europa.eu;vincenzo.iovine@europarl.europa.eu;clemente.mastella@europarl.europa.eu;barbara.matera@europarl.europa.eu;erminia.mazzoni@europarl.europa.eu;claudio.morganti@europarl.europa.eu;alfredo.pallone@europarl.europa.eu;pierantonio.panzeri@europarl.europa.eu;aldo.patriciello@europarl.europa.eu;gianni.pittella@europarl.europa.eu;vittorio.prodi@europarl.europa.eu;amalia.sartori@europarl.europa.eu;giancarlo.scotta@europarl.europa.eu;fiorello.provera@europarl.europa.eu;licia.ronzulli@europarl.europa.eu;oreste.rossi@europarl.europa.eu;potito.salatto@europarl.europa.eu;matteo.salvini@europarl.europa.eu;francescoenrico.speroni@europarl.europa.eu;david.sassoli@europarl.europa.eu;marco.scurria@europarl.europa.eu;sergio.silvestris@europarl.europa.eu;salvatore.tatarella@europarl.europa.eu;iva.zanicchi@europarl.europa.eu;pino.arlacchi@europarl.europa.eu;mario.pirillo@europarl.europa.eu

Copiate e incollate questo testo:

Revisione della direttiva 86/609 sulla vivisezione

LETTERA APERTA A TUTTI I PARLAMENTARI EUROPEI

Onorevoli deputati,

l’8 settembre il Parlamento europeo ha approvato in seconda lettura la proposta di revisione della direttiva 86/609 sull’utilizzazione degli animali per scopi scientifici.

Noi primi firmatari e garanti del manifesto “La Coscienza degli Animali”, già sottoscritto da migliaia cittadini, non possiamo che dirci sorpresi e sconcertati dai contenuti di tale testo.

Impegnatevi pubblicamente per rimediare a questo gravissimo errore: avanzate proposte di nuova riforma, emendativa della suddetta Direttiva, fatevi carico di iniziative nel parlamento nazionale al fine di far approvare una legge di recepimento della medesima che sia nettamente più restrittiva; suggerite ai colleghi nazionali di redigere un Manifesto dei Diritti dell’Animale.

altrimenti consideratevi responsabili della morte di centinaia di esseri viventi innocenti, uccisi in maniera insensata poiché non utili ai fini della ricerca scientifica – medica.

In fede, FIRMA