NDM-1, il super batterio, un nuovo businness per Big Pharma?

Si chiama NDM-1 ed è il terrore degli ospedali di mezza Inghilterra. Un super batterio resistente a tutti gli antibiotici. Viene da India e Pakistan ed ha già all’attivo un morto, in Belgio, avvenuto la scorsa settimana. In Inghilterra si contano già circa cinquanta casi e i ricercatori pensano si possa sviluppare velocemente, proprio ora che India e Pakistan sono stati flagellati dai monsoni. Il pericolo di una epidemia è reale? L’OMS non ha ancora lanciato alcun allarme. Pare che il virus abbia colpito soprattutto persone ricoverate negli ospedali di India e Pakistan. Persone che hanno cioè fatto del “turismo medico”, molto in voga nei paesi anglosassoni, in special modo in ambito di chirurgia estetica. L’India è un paese in forte crescita, in quanto a turismo medico.
Sembra una eresia, ma lo sviluppo del NDM-1, almeno nella modalità in cui la notizia viene veicolata all’opinione pubblica, pare ricalcare lo schema già seguito per il famigerato A-H1N1, il virus dell’influenza A. Si cominciò con l’allarme di alcuni ospedali in alcune zone del Messico; poi la bolla mediatica cominciò a gonfiarsi a dismisura, anche grazie all’allarmismo dell’OMS, che per ragioni non note, modificò i propri parametri di interpretazione delle pandemie, facendo scattare i piani di emergenza pandemica in tutti i paesi (fatto che generò cospicue entrate per le multinazionali del farmaco – ricordate il contratto capestro con cui il governo italiano firmò in bianco l’acquisto di milioni di dosi di vaccino?).
Il superbatterio NDM-1 viene già riconosciuto da non meglio specificati “ricercatori” internazionali come una potenziale minaccia globale. E’ un batterio resistente agli antibiotici:

NDM-1, che sta per New Delhi metallo-beta-lattamasi-1 è un gene (codice del DNA), trasportato da alcuni batteri. Un ceppo di batteri che ospita il gene NDM-1 è resistente a quasi tutti gli antibiotici, tra cui gli antibiotici carbapenemici, conosciuti anche come gli antibiotici di emergenza che si usano in situazioni critiche e gravi[…] I carbapenemici sono gli antibiotici più potenti, utilizzati come ultima risorsa per molte infezioni batteriche, come ad esempio Escherichia coli e la polmonite da Klebsiella […] Il gene NDM-1 rende il batterio resistente in modo da produrre un enzima che neutralizza l’attività degli antibiotici […] Sembra che al momento non ci siano antibiotici in grado di combattere l’NDM-1 […] non ci sono ricerche in preparazione in tema di terapia farmacologica e un batterio che ha nel suo codice Dna il gene NDM-1 ha il potenziale per essere resistente a tutti i nostri attuali antibiotici […] Il codice del DNA può facilmente passare da un ceppo di batteri ad un altro attraverso il trasferimento genico orizzontale […] c’è un rischio grave di pericolose infezioni che si diffondono rapidamente da uomo a uomo […] l’Escherichia coli e la polmonite da Klebsiella possono portare il gene NDM-1 (NDM-1, il super batterio resistente agli antibiotici – Italia-News.it News in Italia).

Leggendo fra le righe, ci sono tutti gli ingrendienti affinché Big Pharma si metta all’opera, scopra il super antibiotico contro il super batterio e, considerata l’elevata mortalità e l’altrettanto elevata morbidità del batterio, induca l’OMS a raccomandare il nuovo farmaco, dal prezzo cercamente esorbitante (si devono pagare i costi della ricerca), a tutti i governi occidentali e non (quelli africani non avrebbero comunque soldi, tanto vale che si becchino l’infezione).
Analisi troppo maliziosa? Me lo auguro (o no?). Nel frattempo, non fate turismo medico in India. Al massimo in Lombardia.

Sitografia:

‘Faked pandemic’, l’attacco di Wolfang Wodarg all’OMS. La pandemia è una farsa.

Se ne era già parlato, su Yes, political! Prima ancora lo avevano ipotizzato i tipi di Crisis, What Crisis? (onore al merito). Poi, un crescendo. Ma solo sulla stampa estera. Poiché in Italia nessuno – sui media del mainstream, ovvero i media governativi – ha ripreso le notizie dei giornali svedesi. Fazio oggi ha specificato che “non spetta al ministro della Salute giudicare l’OMS”. Certo che no. Ma una presa di distanza s’impone, soprattutto quando ancora il contratto che il nostro governo ha stipulato con le major del farmaco era ancora coperto dal segreto per quanto concerne le cifre pattuite, né è dato sapere se le industrie farmaceutiche continueranno a rifornire il nostro paese del tanto inutile vaccino antipandemico. Tanto più che, prima o poi, tutte quelle dosi saranno da buttare via.
Già a Dicembre si parlava sui giornali svedesi di tangenti sospette fra gli scienziati che presiedono i comitati sui quali l’OMS basa le proprie decisioni in materie di salute globale, e le multinazionali farmaceutiche. Nei giorni scorsi è stato tale Wolfang Wodarg, presidente della sottocommissione per la salute e un membro della Commissione Affari politici ed ex vice presidente della commissione per la cultura, l’istruzione e la scienza dell ‘Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, membro della SPD tedesca, a rilasciare pesanti dichiarazioni sul conto dell’OMS:

“L’influenza aviaria è stato più pericolosa del H1N1, ma molto meno contagiosa, e di conseguenza gli argomenti per una prossima pandemia erano “sottili”, per usare un eufemismo. Ma l’influenza aviaria ha contribuito a creare un clima di panico, ed ha spinto molti paesi a creare un piano di emergenza pandemica. Inoltre la Germania, la Danimarca e in molti altri paesi hanno acquistato grandi scorte di Tamiflu, anche se non è stato sufficientemente testato, ” ha detto Wodarg, che ha criticato anche i contratti di fornitura di vaccino che molti paesi hanno stipulato nel periodo dopo l’influenza aviaria :

“I governi hanno chiuso contratti con i produttori di vaccini in cui essi ottengono gli ordinativi in anticipo mentre i governi si prendono su di sé quasi tutte le responsabilità. In questo modo i produttori di vaccini sono sicuri di guadagni enormi senza addossarsi i rischi finanziari. Così possono soltanto aspettare, fino a quando dice l’OMS “pandemia” e attivare i contratti “. E quel momento è arrivato (Faked pandemic).

    • L’influenza A H1N1 non e’ una ”falsa” pandemia e tali affermazioni sono ”errate e irresponsabili”, ha affermato oggi a Ginevra un responsabile dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms). Inoltre, l’Oms non ha esagerato la pandemia, ha detto Keiji Fukuda, consigliere del Direttore generale dell’Oms per la pandemia di influenza.
    • l’Oms ha chiaramente affermato che il virus era moderato e che il futuro era incerto, ha aggiunto rispondendo a chi accusa l’Oms di aver esagerato la minaccia costituita dal nuovo virus
    • “Abbiamo adottato il principio di precauzione che implica prepararsi per il peggio sperando il meglio”, ha detto Fukuda.
    • Wolfang Wodarg, presidente tedesco della Commissione Sanità del Consiglio d’Europa, ha accusato sulle pagine del Dailiy Mail, le case farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell’Organizzazione mondiale della Sanità di dichiarare lo stato di pandemia per influenza A.
    • Wodarg sostiene che esse avrebbero tratto guadagni enormi dalla vendita di vaccini ed antinfluenzali, spingendo gli Stati di tutto il mondo all’acquisto di grossi quantitativi con il denaro previsto per la sanità, spesa che poi è rivelata non necessaria
    • Il Consiglio d’Europa, infatti, si è espresso in merito affermando che si tratta di: “uno dei più grandi scandali sanitari del secolo” e ora chiede che si apra un’inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche.

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Influenza A, sospetto di tangenti fra scienziati e Big Pharma.

La notizia corre sul web già dal 30 novembre scorso. Compare in Italia su Repubblica.it il 13 Dicembre. L’OMS è costretta a dare spiegazioni in via ufficiale anche sul proprio sito. In Danimarca è stata avviata un’inchiesta governativa su alcuni scienziati, in particolar modo il dr. Albert Osterhaus, uno dei virologi leader a livello mondiale – il suo gruppo è stato il primo a identificare l’infezione umana con il ceppo H5N1 dell’influenza aviaria – in seguito a un articolo pubblicato nientemeno che su Science. Lo scienziato sarebbe accusato di avere legami chiaroscuri non solo con l’industria farmaceutica, ma anche con politici, ministri della salute, dottori e giornalisti. La “classica” bustarella, dicono.

Tutto è cominciato l’undici di Giugno 2009: il Direttore Generale dell’OMS, Margaret Chan, decide di elevare il livello di emergenza pandemia da 5 a 6, ovvero al massimo. Questo sulla base delle conclusioni di un “Comitato di Crisi”, convocato dal Direttore Generale al fine di fornire all’OMS la consulenza scientifica necessaria a fronteggiare l’emergenza pandemica. E che cos’è questo “Comitato di Crisi”? Da chi è composto? Di quali poteri è investito? Pare che nel frattempo la definizione di crisi pandemica sia stata opportunamente corretta,

Il Comitato è composto da 18 membri ed è solo consultivo, ha detto Gregory Hartl, portavoce per l’influenza presso l’OMS […] I nomi dei membri della commissione sono confidenziali. Non devono essere sottoposti a pressioni esterne. Essi vengono selezionati in base alle loro competenze in materia di diffusione del virus influenzale e di controllo della malattia”, dice Hartl (fonte: Experter samarbetar med industrin | Inrikes | SvD, trad. propria).

Quindi, la decisione di innalzare il livello dell’emergenza pandemia da 5 a 6, fatto che ha innescato il ricorso al vaccino e di conseguenza il businness per Big Pharma, è stato scaturito dalle conclusioni di un organo meramente “consultivo”, i cui membri non vengono nemmeno resi noti, affinché “non subiscano pressioni” (bel metodo: viene da chiedersi come si possa esercitare il controllo su queste 18 persone che, coperte dall’anonimato, possono eventualmente essere orientate nella decisione dal proprio interesse personale).

Nella lotta contro questa epidemia, dobbiamo collaborare con numerosi partner. Ciò include i governi, le ONG e l’industria farmaceutica. Abbiamo bisogno di trovare le soluzioni migliori per proteggere la vita delle persone. Salvare vite è più importante per noi”, ha dichiarato Gregory Hartl. Egli ha aggiunto, “indaghiamo circa i conflitti di interesse e riceviamo informazioni su questo”. Dice anche che ci sono diversi comitati che forniscono consulenza su vari aspetti di influenza e di come combatterla. “Questi comitati devono evitare conflitti di interesse”, ha detto (fonte: Experter samarbetar med industrin | Inrikes | SvD, trad. propria).

Questa la dichiarazione ufficiale. Eppure un giornale danese ha appurato rapporti fra questi esperti e gruppi di esperti sulle pandemie influenzali e le industrie farmaceutiche, in particolar modo con quelle rivelatesi leader nella produzione del vaccino. Tutto è esemplificato in questo grafico che mostra le linee direzionali della “bad influence” lobbistica di Big Pharma rispetto al Direttore Generale dell’OMS, Margaret Chan:

Schema delle relazioni OMS-Big Pharma

Più difficile replicare alle rivelazioni sui presunti conflitti di interesse di alcuni esperti scientifici degli advisory groups, i gruppi di consulenza dell’Oms sull’H1N1. Il medico olandese Albert Osterhaus, del comitato “Sage” incaricato delle linee guida per la prescrizione di vaccini contro il virus, avrebbe partecipazioni economiche in diverse società farmaceutiche. Anche Frederick Hayden e Arnold Monto, altri due consulenti dell’Oms per la campagna di vaccinazione, sono stati accusati di collaborare stabilmente con Roche e Gsk […] da pochi giorni sul sito compare un comunicato di precisazione sugli advisory groups ed è stata avviata un’inchiesta per verificare l’effettiva indipendenza dei comitati di consulenza a cui è stata affidata la regia della prima pandemia globale (fonte: E se il virus fosse solo un raffreddore? – cronaca – Repubblica.it).

E pare che nel frattempo la definizione di crisi pandemica sia stata opportunamente corretta:

A inizio 2009 la conditio sine qua non per lo stato d’emergenza (il livello 6) era quella di trovarsi di fronte a “un enorme numero di morti”. Dizione sparita nei primi mesi dell’anno dal prontuario di Ginevra. “La confusione è dovuta a una vecchia definizione sbagliata sul nostro sito che è stata in effetti aggiornata”, si giustifica Gregory Hartl, portavoce dell’organizzazione […]  (fonte: E se il virus fosse solo un raffreddore? – cronaca – Repubblica.it)

    • Chiamato “Dr.Flu” (Dottor Influenza), il professor Albert Osterhaus (nella foto) è il principale consigliere dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la pandemia H1N1.
    • Da diversi anni, parla dell’imminenza di una pandemia globale e quello che sta succedendo sembra dargli ragione.
      Ma lo scandalo che è scoppiato nei Paesi Bassi e che è stato oggetto di dibattito in Parlamento, ha messo in evidenza i suoi legami personali con i laboratori che fabbricano i vaccini da lui fatti prescrivere all’OMS.
    • Da molto tempo, il Parlamento nederlandese [1] nutriva dei sospetti sul famoso Dott. Osterhaus e aveva aperto un’inchiesta per conflitto d’interesse e malversazioni.
    • Quello che viene messo in causa, come ci spiega la rivista Science in un semplice dispaccio, è l’indipendenza del giudizio personale sulla pandemia di influenza A
    • Science pubblicava queste poche righe su Osterhaus nell’edizione del 16 ottobre 2009:“Negli ultimi sei mesi, nei Pesi Bassi è stato difficile accendere la televisione e non vedere il famoso cacciatore di virus Albert Osterhaus e sentirlo parlare della pandemia di influenza A. O perlomeno, è ciò che credevamo. Il Signor Influenza era Osterhaus, il direttore di un laboratorio di fama mondiale in seno al Centro medico dell’Università Erasmo di Rotterdam. Ma la scorsa settimana la sua reputazione è stata fortemente criticata dopo che sono stata espressi alcuni sospetti sulla volontà di attizzare le paure di una pandemia, con l’obiettivo di servire gli interessi del proprio laboratorio nella messa a punto di nuovi vaccini. Nel momento in cui Science mandava in stampa, la Camera bassa del Parlamento nederlandese annunciava che la questione sarebbe stata discussa con urgenza”.

    • Un esame più approfondito del dossier di Osterhauas lascia intendere che questo virologo nederlandese di fama internazionale potrebbe trovarsi al centro di una truffa di diversi miliardi di euro riguardo all’idea di una pandemia. Un sistema fraudolento in cui dei vaccini non testati sono iniettati a degli uomini, col rischio -come è già successo- di causare seri danni, paralisi gravi o decessi.
    • Albert Osterhaus non è una persona qualunque. Ha avuto un ruolo in tutti i grande ondate di panico suscitate dalla comparsa di virus, a partire dai misteriosi decessi imputati alla SARS a Hong-Kong, dove l’attuale Direttrice generale dell’OMS Margaret Chan aveva lanciato la sua carriera di responsabile della Salute Pubblica a livello locale.
    • nell’aprile 2003, all’apice del panico causato dalla SARS, Osterhaus fu incaricato di partecipare alle inchieste sui casi di infezioni respiratorie che si moltiplicavano a Hong Kong. Nel rapporto dell’unione Europea possiamo leggere: “dimostrò ancora una volta la sua capacità di agire velocemente in situazioni gravi. In tre settimane ha dimostrato che questa malattia era provocata da un coronavirus scoperto recentemente che contamina le civette, i pipistrelli e altri animali carnivori”
    • In seguito, quando i casi di SARS non fecero più parlare di sé, Osterhaus passò ad altro, lavorando questa volta per la mediatizzazione dei pericoli di quella che chiamava l’influenza aviaria H5N1. Nel 1997 aveva già suonato l’allarme dopo la morte a Hong Kong, di un bambino di tre anni che Osterhaus sapeva essere stato in contatto con degli uccelli
    • Osterhaus ha sviluppato quindi il suo lobbying nei Paesi Bassi e in Europa
    • nell’ottobre 2005, Osterhaus dichiarava: “se il virus riuscisse a mutare in maniera tale da trasmettersi poi tra umani, allora saremmo in una situazione completamente diversa: potremmo avere dinnanzi a noi l’inizio di una pandemia”. Aggiungeva: “C’è il rischio che il virus venga sparso dagli uccelli in tutta Europa. C’è un rischio reale che nessuno ha saputo tuttavia valutare fino ad oggi, perchè non abbiamo fatto gli esperimenti dovuti”
    • Per sostenere il suo allarmante scenario di pandemia cercando di dargli una legittimità scientifica, Osterhaus e i suoi assistenti di Rotterdam han cominciato a raccogliere e congelare dei campioni di feci d’uccelli. Affermava che, secondo i periodi dell’anno, fino al 30% di tutti gli uccelli d’Europa risultavano portatori del virus mortale dell’influenza aviaria H5N1

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Virus A, la mutazione anche in Italia. Che effetti ha provocato negli altri paesi. Il problema delle polmoniti virali.

La mutazione del virus A che ha gettato nel panico l’Ucraina e ha allarmato Norvgia e Francia, è stata registrata anche in Italia. Il Ministero si è affrettato a dire che il vaccino è assolutamente efficace anche in caso di virus mutato, ma permangono molti dubbi sull’entità di questa variazione e tanto più sull’efficiacia degli antiinfluenzali e dei vaccini. Una laboratorio del Regno Unito ha precisato che il virus mutato si insidia in profondo nei polmoni provocando polmoniti virali gravi – esattamente come nel caso del paziente italiano, ricoverato a Monza in terapia intensiva e poi guarito. La polmonite virale causa il sanguinamento dei polmoni, una complicanza grave. Eppure non ci sono prove del contagio del virus mutato da persona a persona, sembra invece mutare in seguito alla persistenza nell’organismo e nei casi di recidiva, con uso prolungato di antivirali come l’osentalmivir.

D’altronde i dati parlano chiaro: fino alla settimana 45 i ricoveri negli ospedali sentinella per sindorme respiratoria acuta sono andati ben oltre la soglia di attenzione (fonte Influnet):

ricoveri per sindrome respiratoria acuta

Andamento che è coinciso con l’escalation del virus in Italia. L’esiguità dei casi gravi ha comunque spinto il Ministero, per mezzo del viceministro Fazio, a sostenere la necessità di fare il vaccino anche per scongiurare l’insorgenza di queste complicanze. Il Governo italiano, in fatto di influenza A, tende senpre a minimizzare. Il caso Ucraina ha fatto scuola: nelle settimane dell’emergenza, fra la popolazione si è scatenato il panico con l’assalto delle farmacie e l’accaparramento di antivirali e antiinfluenzali che sono presto diventati scarsi. Addirittura intere scuole e Università sono state chiuse. I media hanno contribuito a diffondere informazioni controcorrente sull’origine del virus e sul ruolo dei gruppi farmaceutici, alimentando le teorie complottistiche. Inoltre, la faccenda dela difficoltà di gestione dell’emergenza è diventata presto un fatto politico e si è innestata alla polemica fra il presidente in carica Victor Yushchenko e il primo ministro Yulia Tymoshenko. Voci incontrollate narravano di elicotteri visti volare in cielo e scaricare sostanze sconosciute in prossimità dell’emergenza sanitaria. Molti hanno pensato a un complotto contro la nazione ucraina. I due contendenti alla presidenza hanno fatto a gara nel mostrarsi vicino ai malati. Poi la Tymoshenko ha vietato le manifestazioni in pubblico, ma solo dopo aver svolto la propria manifestazione elettorale. Il tutto condito da una crisi economica gravissima (PIL terzo trimestre 2009 -15%) e dai rapporti sempre critici con madre Russia per la questione del gas.

  • Swine Flu Mutates Into New Diseases and into Political Issues

    A partire dal 28 novembre, due casi mortali del virus mutato sono emersi in Francia, dopo due decessi causati dal virus identificato in Norvegia il 20 novembre. […] La mutazione del virus sembra essere in grado di penetrare ulteriormente nei passaggi dei polmoni della vittima, rendendosi così più pericoloso. Tuttavia, non vi è ancora alcuna prova per dimostrare che può diffondersi tra le persone. Finché non vi è alcuna prova del contagio da persona a persona, il rischio relativo posto dalla mutazione è bassa, insistono gli esperti. […] Nel Regno Unito, un laboratorio ha riferito che l’attuale vaccino A-H1N1 probabilmente non sarebbe efficace contro la variante del virus dell’influenza suina che ha causato il panico in Ucraina. […] Questa variante, in cui il virus utilizza D225G come un dominio di legame con i recettori, causa il sanguinamento nei polmoni. Un altro risultato della mutazione H1N1 è la resistenza al trattamento con farmaci antivirali. La mutazione che si traduce in un danno polmonare acuto è stata definita a “a bassa reazione” per il vaccino, il che significa che il vaccino non fornirà una risposta immunitaria adeguata per quel ceppo di virus al fine di prevenire l’infezione. Emorragia polmonare provocata da una mutazione dell’influenza suina è stata segnalata dalla Cina e dalla Norvegia, dalla Francia e dall’Ucraina. […] In tutto il mondo, un ceppo di H1N1 mutato resistente al Tamiflu, un farmaco anti-virale principale, è stato trovato con elevata incidenza in Galles e in North Carolina. […]

    • È stato individuato in Italia il primo caso di mutazione del virus della nuova influenza A/H1n1
    • Lo annuncia il ministero del Welfare, spiegando che dopo le segnalazioni delle autorità sanitarie norvegesi «l’Istituto superiore di sanità ha rivalutato le sequenze di oltre 100 ceppi virali identificati da altrettanti pazienti diagnosticati negli ultimi mesi in diverse regioni italiane
    • La mutazione è stata rinvenuta sino ad ora in un solo paziente, affetto da una grave forma di polmonite risolta a seguito di trattamento con ecmo eseguito in terapia intensiva
    • La mutazione, tuttavia, sottolinea il ministero «non influisce sull’efficacia del vaccino né sull’efficacia del trattamento con farmaci antivirali. A questo proposito – aggiunge – si ricorda che, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, su oltre 160 pazienti analizzati sinora, si è riscontrato un unico caso di resistenza a oseltamivir. Tale resistenza è insorta a seguito del trattamento prolungato di un paziente affetto da gravi patologie preesistenti ed è rimasta isolata, non avendo dato seguito ad episodi di trasmissione del ceppo resistente»

    • la mutazione in oggetto non appare per ora predominante nei casi gravi o letali di nuova influenza; inoltre, la stessa mutazione ha un carattere sporadico e non sembra allo stato attuale in fase di diffusione
    • una settimana fa, ricorda il dicastero, le autorità sanitarie norvegesi hanno segnalato l’identificazione di una singola mutazione dell’emoagglutinina (proteina virale di superficie) del virus della nuova influenza A/H1n1, consistente nel cambiamento di un unico aminoacido (una glicina al posto di un acido aspartico), in alcuni pazienti affetti da una grave polmonite

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In Canada 36 casi di reazioni allergiche al vaccino A-H1N1. C’è pure il morto.

Il vaccino contro l’influenza A è messo sotto accusa in Canada. Si tratta di Pandemrix, il prodotto della GlaxoSmithKline. In Italia non esiste, il governo ha firmato contratti con Novartis e Sanofi-Aventis. Non è previsto che sia acquistato anche Pandemrix, sebbene sia fra i prodotti autorizzati dalla UE. Pandemrix aveva sin dall’inizio preoccupato il mondo medico poiché realizzato con tecnologie innovative ma poco sperimentate: coltivazione del virus non nelle uova ma in coltura cellulare, nuovo tipo di adiuvante testato “solo” su 50.000 persone (contro le milioni di somministrazioni dello squalene contenuto nei vaccini stagionali prodotti dalla Novartis fin dal 1997).

La pandemia in Italia ha smesso di essere nei primi titoli dei giornali. I morti sono saliti a 82, ma ricorderemo a stento forse solo i primi dieci.

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    • Quant à la trentaine de décès signalés dans le cadre des vaccinations à grande échelle, rien ne permet, selon l’organisation, d’établir, pour le moment, un lien avec les vaccins. Un cas d’effet secondaire indésirable est rapporté pour 10 000 doses de vaccin administrées. Sur 100 effets secondaires indésirables, cinq sont sérieux, y compris un décès, avait alors expliqué une responsable de l’organisation onusienne.
    • Per quanto riguarda i trenta decessi registrati nel contesto della vaccinazione su grande scala, non vi è alcuna prova, secondo l’organizzazione, di stabilire, per il momento, un legame con i vaccini. Un caso di effetto collaterale è stato segnalato ogni 10 000 dosi di vaccino somministrate. Di 100 eventi avversi, cinque sono gravi, compresa la morte, ha poi detto un funzionario dell’organizzazione delle Nazioni Unite.
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    • Un numero insolito di reazioni allergiche «gravi» al vaccino contro il virus H1N1 dell’influenza pandemica è stato registrato recentemente in Canada, dove un lotto della casa farmaceutica GlaxoSmithKline è stato richiamato.
    • «Un numero insolito di allergie gravi al vaccino è stato registrato in Canada», ha dichiarato un portavoce dell’Oms, Thomas Abraham
    • «Le autorità canadesi hanno richiamato un lotto del vaccino di Gsk» ed «effettuano le ricerche» necessarie per stabilire le cause di queste allergie
    • Allarme anche per un possibile mix tra l’influenza aviaria e la A. Il virus dell’aviaria si è risvegliato in Nord Africa e in Asia, e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) invita i Paesi interessati a tenerlo sotto stretto controllo. Il timore è infatti che l’H5N1 si combini con il virus H1N1 dell’influenza A, dando origine a una nuova variante più letale per l’uomo.
    • L’allerta arriva dall’Ufficio regionale Ovest Pacifico dell’agenzia ginevrina, che mette in guardia contro nuovi focolai di aviaria tra il pollame in Egitto, Indonesia, Thailandia e Vietnam.
    • «Non sappiamo se accadrà – precisa Shin Young-Soo, direttore dell’Ufficio regionale Oms Ovest Pacifico – ma siamo consapevoli del rischio e siamo in allerta»

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Influenza A, raggiunto il picco, la pandemia si sta placando.

Dati Influnet, aggiornati alla settimana 46: sembra che la diffusione del virus A-H1N1 dell’influenza suina abbia raggiunto il picco epidemico. La notizia? Non si tratta del picco più alto mai osservato. La stagione 2004-2005 ha registrato il livello maggiore di incidenza mai raggiunto negli ultimi dieci anni. Ecco i grafici:

Incidenza Influenza per 1000 assistiti

Incidenza influenza per classi d'età

Di seguito invece un ulteriore grafico realizzato sui dati della soverglianza virologica della rete Influnet, ovvero l’incidenza dei casi da A-H1N1 swl confermati ogni mille assistiti – in questo caso, la settimana 46 vede ancora un incremento dei casi, e non è possibile parlare di picco pandemico soltanto sulla base di questo indice:

Sorveglianza virologica rete Influnet - casi confermati/mille assistiti

Influenza A, tre casi di mutazione del virus in Norvegia.

Non è la prima modificazione del virus. Lo dice l’OMS. La mutazione interessa una proteina. Può non essere una mutazione significativa, anzi, secondo una interpretazione dell’OMS divulgata in serata, potrebbe rendere il virus ancor meno aggressivo. Finora l’A-H1N1 ha colpito per prima la gola, mentre i tre pazienti norvegesi sono stati colpiti direttamente ai polmoni. Naturalmente l’efficacia del vaccino e degli antivirali – parere dell’OMS – resta immutata (sfugge a chi scrive l’evidenza empirica dell’affermazione).

Di seguito il testo ufficiale del comunicato dell’OMS.

Pandemia (H1N1) 2009 nota informativa 17

20 NOVEMBER 2009 | GENEVA — Il Norwegian Institute of Public Health ha informato di aver rivelato una mutazione in tre campioni di virus H1N1. I virus sono stati isolati nei primi due casi letali di pandemia di influenza nel paese e in un paziente con grave malattia. Gli scienziati norvegesi hanno analizzato campioni provenienti da più di 70 pazienti con malattia clinica e nessun ulteriore caso di questa mutazione è stato rilevati. Questa scoperta suggerisce che la mutazione non è molto diffusa nel paese.

Il virus, anche se con questa mutazione, continua ad essere sensibile ai farmaci antivirali, oseltamivir e zanamivir, e gli studi dimostrano che i vaccini attualmente disponibili contro la pandemia conferiscono protezione. In tutto il mondo, il monitoraggio di laboratorio del virus dell’influenza, ha rilevato una mutazione simile in virus provenienti da diversi altri paesi, con la prima scoperta che si verifica nel mese di aprile. In aggiunta alla Norvegia, la mutazione è stata osservata in Brasile, Cina, Giappone, Messico, Ucraina e Stati Uniti.

Anche se le informazioni su tutti questi casi sono incomplete, diversi virus, che mostrano la stessa mutazione, sono stati rilevati nei casi mortali, e la mutazione è stata rilevata in alcuni casi di entità lieve. In tutto il mondo, numerosi casi mortali non hanno mostrato alcuna mutazione. Il significato in termini di salute pubblica di questo dato è molto chiaro. Le mutazioni si manifestano sporadicamente e spontaneamente. Fino ad oggi, nessun legame è stato trovato tra il piccolo numero di pazienti infettati con il virus mutato e la mutazione non sembra diffondersi. Il significato della mutazione è in corso di valutazione sia da parte degli scienziati della rete che dei laboratori di influenza. Cambiamenti nel virus a livello genetico devono essere costantemente monitorati. Tuttavia, il significato di questi cambiamenti è difficile da valutare. Molte mutazioni non alterano le caratteristiche importanti del virus o della malattia che provoca. Per questo motivo, l’OMS, al momento della valutazione dei rischi, utilizza anche i dati clinici ed epidemiologici.

Anche se ulteriori indagini sono in corso, nessuna evidenza suggerisce che queste mutazioni attualmente stiano portando ad un insolito aumento del numero di infezioni da H1N1 o di un maggior numero di casi gravi o fatali.

I laboratori nel Global Influenza Surveillance Network monitorano attentamente i virus influenzali in tutto il mondo e resteranno vigili per eventuali ulteriori modifiche del virus che possono avere rilevanza per la sanità pubblica.

La TV norvegese TV2 Channel ha detto che due persone sono morte a causa di una mutazione del virus dell’influenza suina in Norvegia. Le due persone morte a causa del virus mutato furono anche i primi decessi nel paese attribuito l’influenza suina. Il Norwegian Institute of Public Health ha detto oggi di aver trovato una versione mutata del virus dell’influenza A (H1N1), il virus dell’influenza suina. Non è chiaro che cosa sia questa mutazione e quanto letale sia […]

http://www.tv2nyhetene.no/innenriks/helse/h1n1viruset-har-mutert-3019035.html Questo l’articolo on-line.

http://www.fhi.no/eway/default.aspx?pid=238&trg=MainLeft_5812&MainLeft_5812=5825:81363::0:5967:1:::0:0

Mutazione di una pandemia di influenza A (H1N1) in Norvegia – Pubblicato il 20.11.2009, aggiornato: 20.11.2009, 15:36

Il Norwegian Institute of Public Health ha annunciato oggi di aver trovato una versione mutata del virus dell’influenza A (H1N1) in tre pazienti in Norvegia, trovati positivi al test per la nuova influenza. Il Norwegian Institute of Public Health ha analizzato il virus da un certo numero di pazienti nell’ambito della sorveglianza del virus della pandemia di influenza. I virus hanno molte analogie, ma alcune mutazioni sono state osservate. Questo è normale e la maggior parte di queste mutazioni probabilmente hanno poca o nessuna importanza. Tuttavia, una di queste mutazioni ha catturato l’interesse particolare.

E ‘stato trovato in due pazienti deceduti dal nuovo influenza A (H1N1) e in un paziente con grave influenza. Questi erano i due pazienti che sono morti per primi a causa della nuova influenza in Norvegia. Alcuni di coloro che sono morti in seguito sono stati esaminati senza trovare lo stesso virus mutato. La mutazione potrebbe rendere il virus più inclini ad infettare più profondamente le vie aeree e quindi causare malattie più gravi.

– Abbiamo analizzato circa 70 virus da casi norvegesi confermati ed abbiamo trovato la mutazione solo in questi tre pazienti, afferma il direttore generale Geir Stene-Larsen presso l’Istituto norvegese di sanità pubblica. – Sulla base di quanto sappiamo finora, sembra che la mutazione del virus non circola nella popolazione, ma potrebbe essere il risultato di cambiamenti spontanei che si sono verificati in questi tre pazienti.

– Non vi è alcuna indicazione che questo cambiamento di virus abbia una certa importanza sull’efficacia del vaccino o del trattamento antivirale, conclude Stene-Larsen.