Il pm Fiorillo sul caso Ruby lotta per la verità, Maroni no

Ad avercene di servitori dello Stato come la pm del Tribunale dei Minori di Milano. Annamaria Fiorillo è una donna delle sitituzioni. Oggi è comparsa dinanzi alle telecamere per smentire le affermazioni del Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, chiamato ieri e oggi a riferire alle aule del Parlamento sul caso Ruby e il presunto abuso d’ufficio del presidente del Consiglio sulla procedura di affidamento della minore. Maroni ha confermato ai parlamentari che quella notte la polizia si comportò correttamente e che il verbale di affidamento di Ruby era stato redatto anche “sulla base delle indicazioni del pubblico ministero di turno presso il tribunale dei minorenni”.

Fiorillo non si è piegata alla “verità istituzionale”. Rivendicando con orgoglio il suo ruolo nelle istituzioni e il suo giuramento di fedeltà, si è rivolta con una lettera al Consiglio Superiore della Magistratura perché “verità e giustizia sono state calpestate”. Ha proseguito affermando che il CSM deve farsi carico di accertare l’origine della “discrepanza” tra i “dati di realtà a mia conoscenza” e quanto affermato dal ministro Maroni, il quale “ha tenuto a rimarcare che il corretto comportamento degli agenti è stato confermato anche dalla autorità giudiziaria per voce del procuratore Edmondo Bruti Liberati all’esito di specifica istruttoria” (così nella lettera).

Fiorillo è una donna di coraggio. Ad avercene.