Soro (PD): intercettazioni, ci vuole un codice deontologico per la stampa

Lo scorso 20 Aprile, Antonello Soro, deputato del PD, ha annunciato un ddl che introduca, nell’ambito legislativo che regolamenta il trattamento dei dati personali relativi a indagini di polizia e a procedimenti giurisdizionali, un codice deontologico per la stampa.

Nella relazione di Antonello Soro si sottolinea che le intercettazioni sono utili per l’attività investigativa, ma non si possono ‘disconoscere gli effetti perversi della diffusione su stampa e tv’. ‘Occorre porre un limite e tuttavia, la risposta non puo’ venire da soluzioni meramente repressive’ (ANSA.it).

No alla repressione, sì alla censura? In attesa di commentare il testo di questa nuova proposta legislativa farlocca del PD – ma Bersani cosa ne pensa? qualcuno glielo domanda? – ricordate che Soro era capogruppo PD alla Camera in quella disgraziatissima votazione sullo Scudo Fiscale nel 2009, quando il testo del governo passò grazie alle assenze del PD.

Assenze PD, tutti assolti o quasi. Ma quale disciplina di partito: il PD è un mostro a mille teste.

Per Franceschini, “le assenze nell’opposizione di ieri (il giorno del voto sullo scudo) sono state un errore grave e verranno applicate sanzioni molto severe a quei deputati che non hanno una giustificazione incontestabile”.
Dichiarazione ineccepibile. Peccato che il seguito a queste parole sia nullo. Il direttivo del gruppo parlamentare alla Camera, composto da alcuni fra i deputati assenti al voto sullo scudo fiscale, abbia decretato la sola espulsione di Gaglione, come detto ieri, già migrato al Gruppo Misto in barba alle loro sanzioni.
Nessuna dichiarazione aggiuntiva sul ruolo avuto da un presidente del Gruppo che mobilita il partito via sms. Ma pensa. Lo scudo fiscale non vale neanche una telefonata. Tempi addietro, per votare la fiducia a Prodi, andavano a prendere i deputati all’ospedale, certi arrivavano con le stampelle.

Oggi Marino a Skytg24 è tornato a chiedere punizioni esemplari per i deputati assenti. Marino ha mostrato anche in questa occasione di essere giusto, non fa sconti a nessuno, e ribadisce che, salvo coloro che erano effettivamente malati – perché alcuni lo erano veramente – agli assenti al voto sullo scudo che già reiterano continuamente questo comportamento, debba essere chiesto di farsi da parte: essi sono al parlamento non perché eletti ma in quanto nominati dal partito. Sono stati messi lì dal partito e perlomeno dovrebbero comportarsi confromemente alle richieste dello stesso.

Va da sé che il Partito dovrebbe pretendere di più da se stesso. Il mostro a mille teste che produce mille dichiarazioni diverse sullo stesso argomento non ha più senso di esistere. La Segreteria dovrebbe avere la lungimiranza di prevedere i momenti cruciali della politica e dovrebbe saper scuotere i gruppi parlamentari, al fine di condurli verso la linea politica che essa stessa porta avanti. Non ha senso che Franceschini vada in tv a criticare il governo con il suo tono angustiato, per poi lasciare anche lui lo scranno vuoto.

  • tags: no_tag

    • I proclami di “gravi sanzioni per gli assenteisti” si sono vanificati. Probabilmente quando scorrendo la lista dei meno presenti al voto il comitato è inciampato nei nomi di Bersani, Franceschini , D’Alema.
    • quest’ultimo, sabato, non aveva risparmiato critiche al capogruppo Antonello Soro per la gestione del Pd alla Camera
    • la migliore difesa è l’attacco
    • provvedimenti solo nei confronti di Antonio Gaglione, il deputato con più assenze nel Pd da inizio legislatura, che ha già comunicato il passaggio al gruppo misto. Sarà cancellato dall’anagrafe degli iscritti del partito e gli verrà chiesto di dimettersi da parlamentare (unico modo per permettere il recupero di un altro deputato
    • Anche Rosy Bindi ieri ha chiesto che Gaglione lasci il parlamento. Ha deluso anche lei, suo maggiore sponsor.
    • Per i 10 assenti ingiustificati, invece, è previsto un supplemento d’indagine
    • per i 12 malati? Per loro nessun problema, nemmeno per quelli che malati non lo sono del tutto: Giuseppe Fioroni, per esempio, che come dimostrato da il Fatto Quotidiano presenziava ad un convegno sulla scuola a Torino, o come Marianna Madia, segnalata su un aereo per il Brasile.
    • Ma Soro non ha intenzione di verificare il suo alibi. “Sono un medico dermatologo io, non un medico fiscale – ha detto il capogruppo Pd – la responsabilità di chi presenta un certificato è sua e del medico curante
    • Alludendo nello specifico a Fioroni, col quale –riferiscono -pare sia infuriato, perché da febbraio risulta assente per malattia e si presenta alla Camera nei giorni in cui è interessato personalmente (per esempio alle votazioni per i precari della scuola di Benevento, come ha dichiarato in un’intervista)
    • è stato votato un documento all’unanimità. La presidenza aveva inizialmente caricato molto di significato la necessità di una punizione per chi aveva provocato l’attacco mediatico al gruppo parlamentare
    • dopo una lunga serie d’ interventi, il clima è cambiato: il punto politico, hanno fatto notare in molti, è che non si possono creare una decina di capri espiatori, tra i quali c’è anche chi ha una percentuale altissima di presenze, quando al voto sulla pregiudiziale di costituzionalità mancavano i big
    • Maria Coscia, è intervenuta duramente: “Dobbiamo tener conto anche del quadro che si è venuto a creare e delle reazioni – ha detto la deputata – non possiamo uscire da qui senza infliggere sanzioni”
    • Ma Soro non ci sta a fare di tutta l’erba un fascio, del resto l’sms che ha inviato ai parlamentari prima della votazione era chiaro: “Presenza obbligatoria. Senza eccezione alcuna”
    • Frase, quest’ultima, usata solo in occasione di votazioni importantissime
    • sentendosi attaccato, si è fatto garantire con un voto l’uscita di un documento senza alcun rilievo sulla gestione del suo lavoro e della presidenza
    • “Il gruppo del Partito Democratico – si legge nel dispositivo – nella attuale legislatura garantisce un tasso di presenza elevatissima e qualificata, la più alta tra i gruppi presenti alla Camera
    • Il grande lavoro e l’impegno della stragrande maggioranza dei deputati e delle deputate del Pd ha rischiato di essere gravemente offuscato dalla assenza di un numero limitato di parlamentari”. Che, però, restano impuniti

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.

Assenze PD: e Gaglione migrò al Gruppo Misto.

Antonio Gaglione, da oggi ex deputato PD. Uno dei venti assenti. L’assenteista per eccellenza. Da oggi non fa più parte del gruppo parlamentare del Partito democratico. Sarà stato il direttivo del gruppo? Sarà l’ira del Segretario? No, Gaglione ha fregato tutti e, anziché dimettersi da deputato, è migrato nel Misto e continua così a occupare il suo scranno in parlamento, con compensi e diaria annessi. Lui, assente 4000 volte, un danno per il partito, dove è stato eletto e chi lo ha proposto?
Antonio Gaglione è nato nel 1953, è un medico, è stato eletto nelle file PD nella circoscrizione Puglia. Cosa? Esattamente dalla stessa circoscrizione che al Senato ci ha regalato tal Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della regione e socio in affari di Tarantini, il famoso procuratore di escort. L’on. Gaglione è stato addirittura sottosegretario del governo Prodi per conto dei DL, vale a dire della Margherita.
Oggi avrebbe dovuto subire gli strali del direttivo del Gruppo parlamentare ma già ieri se ne è brillantemente sfilato. E che cosa ha fatto il partito? Ha incassato il colpo, come un pugile ormai suonato. E dire che loro affermano di averlo più volte richiamato, di averlo sollecitato a partecipare al voto. Tutto qui? La Segreteria e il partito – anche nella sua diramazione locale – ha la responsabilità primaria di averlo inserito nella lista e di non aver promosso contro di lui alcuna iniziativa disciplinare. Questo è un segnale – ancora un altro – di mancanza di leadership.

  • tags: no_tag

    • «Pene corporali ancora non le abbiamo previste», spiega il presidente del gruppo Antonello Soro

    • direttivo convocato per decidere il destino dei ventidue deputati del Pd assenti in aula venerdì scorso

    • chi dei ventidue verrà sanzionato e chi no il direttivo del Pd, nonostante un dibattito fiume, durato ben tre ore, non l’ha preso alcuna decisioni

    • Tutto rinviato

    • L’istruttoria, così l’ha chiamata lo stesso Soro. Sarà la presidenza del gruppo ad aprirla, caso per caso, e i singoli deputati avranno l’opportunità di difendersi individualmente dall’accusa

    • In undici hanno già presentato il certificato medico. E quello fa fede

    • Gli altri hanno ancora qualche giorno per fornire la loro spiegazione. «È ovvio che presentare adesso certificati medici sarebbe sospetto»

    • Le sanzioni, in ogni caso, non sono esattamente draconiane. Richiamo orale, se il deputato assente potrà vantare almeno qualche attenuante, richiamo scritto, se le attenuanti sono meno convincenti, sospensione, nei casi più gravi

    • Moralmente una macchia nella carriera del deputato, ma che concretamente comporta solo una temporanea esclusione dall’"attività del gruppo"

    • solo per il “recordman dell’assenteismo” Antonio Gaglione, che però ha anticipato le decisioni del direttivo lasciando il gruppo. «In realtà la giusta conseguenza del suo comportamento dovrebbero essere le dimissioni dal parlamento, per rispetto degli elettori del Pd che l’hanno votato»

    • Potevano essere invocate prima visto che Gaglione in un anno e più di legislatura ha collezionato 4041 assenze al voto? «Lo avevamo sollecitato personalmente più volte a presenziare al voto, pensavamo di chiedere in modo bonario le sue dimissioni»

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.

Assenze PD: la responsabilità politica è del Segretario. Dagli al deputato PD.

Ci sono quelli che in rete hanno fatto i nomi degli assenti al voto sullo scudo fiscale e hanno lanciato la campagna del “dagli al deputato Pd”. Non capisco questa miopia. Dovrebbero guardare altrove, magari più in alto. La gran parte dei deputati in fondo è costituita da “soldati” semplici; chiedano lumi ai dirigenti, ai “generali”, a chi doveva chiamare alle armi, e non l’ha fatto.
Mi chiedo cosa diranno agli assenti durante la riunione del Comitato direttivo del Gruppo i vari Antonello Soro, Dario Franceschini e compagnia bella. Poiché a loro spettava l’analisi politica e a loro spettava il dovere di informare gli altri deputati e a chiamarli “a raccolta”. Il PD è mancato nella funzione più importante per un partito, quella di muoversi come “un sol uomo”. E la responsabilità va cercata non in chi si è mosso in ordine sparso, bensì in chi doveva e poteva suonare l’allarme e mobilitare dalle regioni di appartenenza tutti i deputati. La gravità del fatto è lampante e mostra ancora una volta la mancanza di leadership di colui che guida il Partito e ne determina la linea politica, ovvero il Segretario, che fra l’altro siede pure lui nello stesso emiciclo.
Pubblicare i nome degli assenti non serve a nulla. Chiedere giustificazioni ai singoli è del tutto inutile. E’ il capitano del vascello (fantasma?) colui il quale si dovrebbe mettere sotto accusa. Invece si gettano a mare i mozzi, gli ultimi, quelli che non ne possono di niente.

  • tags: no_tag

    • I 22 parlamentari del Pd assenti ieri in occasione del voto finale sullo scudo fiscale si dividono in due liste: i malati e gli ingiustificati
    • Beppe Fioroni compare nella prima lista, dichiara alla stampa che “combatte da tre mesi con una peritonite” , che aveva un impegno a Torino, ma “come capita ai medici la mia situazione di salute si è complicata da febbraio ad oggi e mi hanno appena detto che devo fare un terzo intervento di addomino-plastica”.
    • Renato Botto, che ha firmato i lanci di agenzia usciti venerdì, conferma a Il Fatto di aver incontrato Fioroni tra le dodici e le tredici, proprio nel momento in cui si svolgeva il voto finale in aula
    • “Era lui – scherza – a meno che non abbia un gemello…”. In effetti venerdì a Torino era previsto un incontro tra l’ex ministro e gli operatori della scuola, che Fioroni non menzionerà mai tra le sue giustificazioni. Anzi, si farà inserire nella lista dei “meno cattivi” per malattia.
    • perché, anche lui, è stato indifferente al suo compito di parlamentare, se la malattia gli permetteva un viaggio in Piemonte?
    • Arrabbiatissima Paola Binetti, sospettata di essere assente per una scelta interna ai rutelliani, che non accetta le accuse: “Non pensavo si approfittassero di questa situazione per fare campagna elettorale per il congresso – dichiara la Binetti – sono molto delusa e non so cosa succederà al quadro politico e al Pd”
    • E sfoga il suo malumore in un post sul suo blog dove dichiara di aver preso un impegno con la Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, venerdì mattina perché solitamente è un giorno non impegnato da voti, e di avere l’83,19% di presenze in aula.
    • il suo compagno di banco, invece, è un assenteista seriale “che potrebbe anche dimettersi, perché nella vita bisogna fare delle scelte”
    • Antonio Gaglione, già sottosegretario alla Salute nel governo Prodi, cardiologo interventista di Brindisi, praticamente sconosciuto ai frequentatori di Montecitorio. Martedì alle 12.30 si riunirà alla Camera il Comitato direttivo del gruppo, allargato ai capigruppo di commissione, che dovrà “processare” gli assenti e decidere se infliggere sanzioni.
    • Gli imputati non potranno nemmeno appellarsi alla scusa che suggeriva Bersani in conferenza stampa: “Se fossimo stati in numero maggiore noi, sarebbero stati di più anche loro”, perché venerdì il Pdl era in seria difficoltà e aveva già richiamato urgentemente in aula i Ministri.

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.

Assente in aula. Questa non è l’opposizione che vogliamo. Centotredici assenti al Senato sullo scudo fiscale.

Antonello Soro dice che il PD non fa politca sui numeri. Al Senato, il 23 Settembre alla votazione dello scudo fiscale (conversione in legge DL. 103/09) erano presenti in aula solo tre senatori del PD. Ora il PD cerca di riparare facendo ostruzionismo, ma domani si voterà, in tempo per non far decadere il decreto. e certo il PD non ha i numeri al Senato. Ma, signori, presentarsi al voto di un decreto così contestato con tre senatori non pare un po’ poco?
La Segreteria del PD avrebbe dovuto cambiare strategia. Eppure tutto sembra stranamente allienato con la vicenda RU486 e della trattativa fra Finocchiaro e Gasparri (“rimandiamo la questione pillola abortiva a dopo il congresso PD, e poi ti voto sulla indagine conoscitiva”, patto che Gasparri ha stracciato appena lei ha girato i tacchi, facendo scoppiare il caso Dorina Bianchi). Strano che Franceschini non abbia pensato di riunire il gruppo parlamentare e di chiedere di fare una opposizione dura. Strano che Franceschini stia lasciando sul campo occasioni per un riscatto e mostrarsi come alternativa concreta alla mozione Bersani.
Questa non è l’opposizione che vogliamo. Centotredici assenti al Senato è troppo e non è giustificabile.

Senato – votazione n. 12 (seduta n. 256 del 23/09/2009)

Gruppo Favorevoli (Maggioranza) Contrari (Minoranza) Astenuti Assenti In missione
Gruppo Misto 1 1 0 5 1
Italia dei valori 0 12 0 2 0
Lega Nord Padania 22 0 0 1 3
Partito Democratico 0 3 0 113 2
Popolo della Libertà 117 0 0 7 20
UDC, SVP e Autonomie 0 5 1 5 0
Totali 140 21 1 133 26

fonte Openparlamento

  • tags: no_tag

    • Le assenze in Aula? «Davanti a una legge vergognosa, di cui vorremmo parlare, non mi sembra il punto politico», risponde Antonello Soro, capogruppo Pd a Montecitorio. E spiega che il Pd «con cento voti di margine rispetto alla maggioranza», non segue la strategia di una «prevalenza numerica».
    • «Siamo impegnati in una battaglia durissima usando l’ostruzionismo per far decadere il decreto», ma presidente della Camera ha annunciato il ricorso alla “ghigliottina“ ovvero all’interruzione forzosa del dibattito per andare al voto
    • «Non affidiamo ai numeri le nostre battaglie politiche, sarebbero perse in partenza. Le affidiamo agli argomenti quando è possibile, e agli strumenti che consentono all’opposizione di pesare di più quando ci sono i decreti legge.
    • mi pare importante vedere se il presidente della Camera utilizzerà la “gligliottina“
    • sarebbe la prima volta nella storia parlamentare e verrebbe usata per una legge di cui si vergognano anche quelli che saranno costretti a votare a favore
    • Abbiamo scommesso sul ricorso agli strumenti che ci consentono di arrivare fino a sabato
    • «L’ostruzionismo, che stiamo già facendo con dichiarazioni di voto e illustrazione di ordini del giorno e che, secondo il regolamento, ci consente di far decadere il decreto»
    • «Davanti a questa legge la Sinistra farebbe bene a scaricare la propria tensione sul governo e non contro chi fa l’opposizione. In ogni caso vorrei dire che in tutta la legislatura il Pd ha la percentuale più alta di presenze rispetto ad altri gruppi. A parte i malati, non giustifico mai gli assenti e non l’ho fatto in questa occasione, ma se noi avessimo avuto anche soltanto dieci deputati in più il governo ne avrebbe fatti arrivare venti dai ministeri.

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.