No Bavaglio alla Rete su openDemocracy

L’appello contro il comma ammazza-blog del ddl intercettazioni ha varcato il confine nazionale. Ne parla oggi il sito openDemocracy, il portale della politica fondato da Anthony Barnett, scrittore inglese, già direttore di Charter 88, oggi guidata da Tony Curzon Price. L’articolo ci ricorda che

“il web non è la stampa. Le regole dovrebbero essere diverse per i media mainstream e per l’informazione online. Gestire tutte le richieste di correzione è lungo e complesso – solo per valutare se il reclamo è giustificato potrebbe richiedere competenze professionali che la stragrande maggioranza dei siti di informazione online non ha. La posta in gioco è l’esistenza stessa del sito – una pesante multa costituirebbe per molti la chiusura (Arianna Ciccone su openDemocracy).

La conseguenza diretta? Molti blogger torneranno nella loro condizione “primaria” di consumatori di notizie. O continueranno a averen un ruolo attivo online “ma solo su questioni di bassa visibilità mediatica al fine di evitare attirare l’attenzione a se stessi” (Ciccone, cit.).

Il web sarà castrato. La vitalità unica e sì, la libertà del ciberspazio sarà ridotta. La diversità di opinione subirà l’incertezza, la prudenza e la paura prenderanno il posto della libertà di espressione (ibidem).

Su FareFuturoWebMagazine, poi, la polemica contro il comma 29 sfocia nel poetico:

a volte anche nella democratica Italia, quella per intenderci dove trionfano le emergenze perenni, i bunker per i grandi tavoli di concertazione e le tragiche psicosi, ecco proprio in quel paese sembra che ci si dimentichi di chiamare le piante con il proprio nome. C’è una pianta, coloratissima, rigogliosa e dal profumo inebriante, che si chiama libertà. Beh, vale la pena di ricordare a chi scrive le leggi, che ogni tanto va innaffiata. Con acqua fresca, pura. E non relegata in una soffitta ad appassire mestamente (Francesco De Palo, FFWebMagazine).

E’ un bellissimo articolo, ma pare troppo. Basterebbe un solo emendamento di una sola riga: comma 29 soppresso. Concreto, non poetico.

No Legge Bavaglio alla Rete, l’Appello

Il testo dell’Appello contro il bavaglio alla rete in lingua inglese, francese e spagnolo (credits S. Ramacci):

Petition Against Blog Censorship in Italy

Pétition contre la Censure des Blogs en Italie

Petition Contra la Censura de los Blog en Italia

[Volete aiutare a migliorare le traduzioni dell’appello contro la rete – soprattutto quella francese? Sapete lo spagnolo? Scrivete a davide.sera@gmail.com e inviate la vostra versione del testo]

La presidente della II Commissione Giustizia alla Camera, on. Giulia Bongiorno, ha respinto con la motivazione dell’inammissibilità l’emendamento Cassinelli con il quale il deputato PdL intendeva salvaguardare i bloggers e i netizen dagli effetti nefasti del comma 28 del ddl Intercettazioni che impone ai siti internet l’obbligo di rettifica equiparando i siti di informazione amatoriale ai giornali. Si tratta di un vero e proprio bavaglio alla libertà di espressione su Internet. Le opposizioni – PD, IdV, UDC – non hanno mosso un muscolo. I giornali festeggiano le modifiche ultime volute dal governo che consentono loro di continuare a fare cronaca giudiziaria senza più timori di bavagli e ritorsioni governative. I netizen sono stati lasciati soli. Allora alziamo la voce.

Scrivi anche tu alla Vice-presidente della Commissione Europea nonché Commissaria alla Giustizia e ai Diritti Fondamentali, Viviane Reding – questo il testo da inviare:

Title: Blog Censorship in Italy

Mrs. Reding,
I am writing to raise your attention to what is happening in Italy. The Wiretapping Bill will land on the house of parliament on July 29th: the government and our representatives are wishing to approve a law introducing the duty for bloggers to rectify their texts within 48 hours from a formal request or face 12,500 euros fine. It would be the end of netizen journalism in Italy.
Please analyse the law being discussed in the (Italian) House of Representatives and confirm in regard to EU laws the citizen’s right of free expression on the web.
Thank you for your attention.

For more information: http://www.camera.it/126?legislatura=16&tab=1&pdl=1415b

[trad. di Simone Ramacci]

L’appello contro il bavaglio ai bloggers su Facebook:  No Legge Bavaglio alla Rete.

Firmate l’Appello sul Sito Web: http://www.valigiablu.it
Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia dellaCamera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.
La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.
Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.
Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti,
significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.
Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di
attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.
Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.
L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini
siano costretti a rinunciarvi.

Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione

Vittorio Zambardino, Scene Digitali

Alessandro Gilioli, Piovono Rane

Arianna Ciccone, Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu

Filippo Rossi Direttore Ffwebmagazine e Caffeina magazine

Stefano Corradino, Articolo 21

Luca Conti, Pandemia

Fabio Chiusi, Il Nichilista

Daniele Sensi, L’AntiComunitarista

Wil Nonleggerlo, Non leggere questo Blog!

Francesco Piccinini, Agoravox

Giorgio Tsiotas, Valigia Blu

Roberta Aiello, Valigia Blu

Tommaso Tani, Valigia Blu

Piero Filotico, Valigia Blu

Matteo Pascoletti, Valigia Blu

Matteo Bottecchia, Valigia Blu

Paolo Agnelli, Valigia Blu

Sigismondo Baldovino, Valigia Blu
Last but not least: Davide Serafin (alias Cubicamente aka Gracco Babeuf), Yes, political!

Scrivete a La Quadrature du Net, il movimento francese per le Libertà Digitali e la neutralità della Rete, al fine di far pervenire la nostra voce di protesta in Europa:

Amis français
une loi en Italie, actuellement en discussion à la Chambre des députés, de soumettre des sites Web, notamment les blogs, la loi sur la presse qui impose l’obligation de répondre dans les quarante-huit heures après réception de la demande, faute de quoi la peine de EUR 12.500. Une loi qui mettra un bâillon sur la liberté d’expression internaute italien et à porter gravement atteinte aux libertés fondamentales de l’individu.
Les gens du Web en Italie se mobilise. Aidez-nous à faire entendre notre voix en Europe: le gouvernement Berlusconi veut censurer les blogs!

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