Regionali Sicilia, secondo i sondaggi il progetto PD-UDC è un fallimento

Se volessimo usare la regione Sicilia come pietra di paragone delle dinamiche politiche nazionali, allora dovremmo trarne una serie di conclusioni preoccupanti. Innanzitutto, la partecipazione al voto: sia nel caso del voto del candidato che del voto di lista, l’astensione è superiore al 40%. In secondo luogo è evidente un certo grado di frazionismo partitico che, stando anche alla legge elettorale di tipo proporzionale con sbarramento al 5%, significherebbe difficoltà a formare un governo della Regione.

Rosario Crocetta, candidato della Santa Alleanza PD-UDC non supera il 30% mentre pare evidente che il candidato del PdL, Musumeci, ha le carte in regola per vincere nonostante l’agonia in cui versa il suo partito. Da notare che Musumeci sommato a Miccichè equivale al 50% dei voti espressi. Invece, il candidato dei 5 Stelle si attesterebbe attorno a un discreto 8%, dato inferiore al livello raggiunto dal M5S su scala nazionale ma pur sempre significativo per una regione del Sud, area in cui il Movimento di Grillo fatica a farsi strada. Certo, il ragionamento da farsi è questo: chi ruberà più voti a Fava? Il candidato grillino o Crocetta? A Fava viene attribuito un modestissimo 10%. E’ una sorta di totem del giornalismo antimafia. Se venisse sconfitto- come sembra – dal duo Musumeci-Miccichè, quale conclusione dovremmo trarne?

Veniamo invece al voto di lista. PD e UDC raggiungono insieme i voti attribuibili a Crocetta. Significa che: 1) il candidato non ha alcun effetto traino; 2) l’alleanza tanto sbandierata è di minoranza e tale resterebbe anche con i voti del Mpa di Lombardo (11.5%). Sia chiaro: una alleanza post-voto è necessaria. Altrimenti non si governa. E allora l’alleanza più immediata sarà quella fra Musumeci e Miccichè, il quale avrebbe secondo questo sondaggio la capacità di trainare verso di sé quasi il 10% in più di voti. La tendenza è quindi quella di una incertezza estrema. Non è chiaro se il partito di Vendola, Sel, riuscirà ad entrare in Assemblea regionale, visto che da sola non raggiunge il quorum previsto (4.5%); medesima considerazione vale per Italia dei Valori. Probabilmente quindi l’apporto della sinistra di Fava sarà insufficiente a formare una maggioranza con PD e UDC.

Detto questo, bisognerà poi chiedere conto al segretario nazionale del PD, Bersani, di certe scelte politiche, come quella di non fare le primarie e di fare una coalizione con l’UDC. Poiché il prossimo governo della regione sarà di centro-destra, esattamente come quello che vinse nel 2008. Stavolta però poggerà sull’asse con Miccichè, il cui partito è forse la realizzazione di quell’idea nata da una trattativa, l’idea di fare un partito indipendentista siciliano.

I dati qi analizzati sono tratti dal seguente sondaggio: Sondaggio151

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