L’azione invasiva di Nsa contro il Brasile: il caso Petrobras

received_m_mid_1384117545425_24c2fcc0fbe0908457_0

Il Brasile è importante snodo di comunicazioni per tutta l’America latina ed è stato al centro di una vasta rete di intercettazioni illecite relative a  informazioni industriali e politiche riservate che comprendeva tutta la fascia del Sudamerica. Gli  Usa e i suoi alleati avrebbero usato anche le sedi diplomatiche delle capitali asiatiche come centro di raccolta dati, secondo un programma, denominato”Stateroom,” che coinvolgerebbe 80 tra ambasciate e consolati in tutto il mondo (Der Spiegel e Sydney Morning Herald). La Nsa ha spiato anche  la vita privata della presidente Dilma Rousseff e, in particolare, l’andamento economico dell’impresa petrolifera di stato, Petrobras, che recentemente ha annunciato un piano di investimenti di 237 miliardi di dollari per progetti in acque profonde.

La risposta brasiliana alla violazione della privacy ad opera degli Stati Uniti è avvenuta su più livelli. Dal punto di vista della sicurezza informatica, il governo brasiliano ha già promosso per il 2014 una conferenza mondiale che avrà come tema principale l’identificazione di nuove pratiche antispionaggio. Nel contempo la Presidente ha annullato l’incontro che doveva tenere negli Stati Uniti con Obama e i negoziati per l’acquisto di aerei multi-funzioni, pari a 4 miliardi di dollari.

E ancora, la presidenta ha fatto rilevare che sono state intercettate informazioni industriali riservatissime, sollecitando le Nazioni Unite a mettere a punto un protocollo che regoli la condotta degli stati membri per quanto riguarda internet e le tecnologie informatiche. Il Brasile chiede che,in tempi brevi, sia attivato un piano per la memorizzazione locale dei dati per internet attraverso i grandi social network e Google, per cercare di  mantenere le informazioni industriali tra gli utenti brasiliani senza l’intromissione della NSA, contrastando così  lo spionaggio USA .

Germania e Brasile, grazie all’appoggio di altri 19 paesi, hanno dato vita a una bozza di risoluzione dell’Assemblea Onu in modo che stabilisca maggiori diritti alla privacy su Internet.  Il Brasile è una potenza energetica politicamente sospetta agli occhi delle élite politiche di Washington e l’aumento del profilo energetico di Petrobras ha destabilizzato le compagnie petrolifere statunitensi. Già nel 2007, per esempio, le imprese statunitensi, come la Exxon-Mobil, si erano lamentate del Brasile per il “clima inadeguato agli investimenti esteri” e della ”dominanza Petrobras”.

Penetrando nelle reti informatiche di Petrobras, la NSA potrebbe aver acquisito preziose informazioni circa la tecnologia offshore che potrebbe drasticamente trasformare le fortune economiche del paese.

Attualmente lo Stato brasiliano sta concludendo anche un accordo con la Russia che prevede la creazione di imprese miste specializzate nella fabbricazione di grandi turbine per l’estrazione del petrolio e del gas. La multinazionale russa Gazprom si assocerebbe con la brasiliana Petrobras per lo sfruttamento del giacimento gasifero di Santo Basin. Attualmente l’holding Gazprom è già operativa in Venezuela, associata alla statale PDVSA nell’imponente riserva della Fascia petrolifera dell’Orinoco, nella fase preliminare del GasodottoTrans-Americano Venezuela-Brasile.

È evidente che la misura adottata dal governo brasiliano è legata allo sviluppo e al potenziamento del settore petrolifero brasiliano in relazione all’alleanza dei paesi del BRICS (Brasile, Russia, India, China, Sud Africa) e ad un apertura agli scambi con il mercato energetico occidentale. In termini maggioritari, si può teorizzare che i paesi del BRICS, anche in seguito all’alleanza, continueranno a detenere la maggioranza nella gestione del campo Libra (Petrobras e le due imprese cinesi insieme controllerebbero il 60% del giacimento Libra).

In Venezuela, già Hugo Chàvez aveva previsto la realizzazione di un gasdotto Venezuela-Brasile per soddisfare la domanda latino-americana attraverso un accordo tra la multinazionale russa Gazprom e la venezuelana PDVSA.

Inevitabilmente, la sorveglianza informatica della NSA si intreccia con la trama degli interessi commerciali degli Stati Uniti. La tecnologia di spionaggio massivo viene strumentalmente giustificata dalla minaccia terroristica. I politici sono convinti di potere fermare la mercificazione delle informazioni ma è pia illusione. La sorveglianza di NSA e PRISM sono illecitamente attivate e, fino a quando non avremo spiegazione esauriente dei motivi per cui un dato non dovrebbe essere messo sul mercato, non potremo illuderci di proteggerlo poiché, anche con severe regolamentazioni, le agenzie di intelligence si limiterebbero a comperare sul mercato quello che oggi ottengono segretamente ed in maniera illecita.

Questa  rete spionistica che sta coprendo la Terra fa riferimento ad una sorta progetto di controllo assoluto del mondo da parte di élite ben identificabili, alla creazione di una dittatura globale, de facto se non de jure. Difficilmente però il raffreddamento dei rapporti tra i due giganti del nord e del sud America avrà come epilogo la sospensione delle relazioni tra i due paesi.Tanto più che il Brasile fa la sua parte in termini di spionaggio. I diplomatici di Russia, Iran e Iraq sono stati sotto il controllo dell’Agenzia brasiliana di intelligence (Abin), i servizi segreti del Paese sudamericano, durante il 2003 e il 2004. L’operazione di spionaggio si chiamava “Scrivania” e includeva anche alcune sale affittate dall’ambasciata americana all’ultimo piano di un centro commerciale nel quartiere Mansôes Dom Bosco in Brasile.

Il sospetto di Abin, che ha portato all’attività di spionaggio, è che all’interno delle stanze gli americani avessero piazzato strumenti di comunicazione e computer. Dieci anni dopo quelle sale sono ancora chiuse con le inferriate, le uniche protette nel palazzo.

L’economia è più forte di qualsiasi attività di spionaggio ed è facile dimostrarlo con l’attività spionistica messa in atto proprio in Brasile dall’impresa mineraria Vale ai danni degli attivisti delle organizzazioni sociali. I contractors che lavoravano per l’impresa mineraria avevano messo a punto un vero e proprio archivio dei “sovversivi”: ciascuno aveva un proprio dossier personale, a partire dai leader del Movimento Sem Terra e del Movimento do Atingidos por Barragens.

L’impresa mineraria teneva sotto controllo anche i sindacalisti.
Tutto questo per dire che la protesta del Brasile in sede internazionale contro gli Stati Uniti è sacrosanta, e lo spionaggio Usa è un fatto gravissimo, ma la governance brasiliana  dovrebbe occuparsi anche dello spionaggio interno ai danni dei movimenti sociali: nel paese verde-oro, invece, l’infiltrazione e il monitoraggio delle organizzazioni popolari non sono considerati illegali e finora l’unica voce levatasi per denunciare la Vale è stata quella dei parlamentari  del Psol (PartidoSocialismo e Libertade), che hanno chiesto la costituzione di una commissione parlamentare sulle attività della Vale.

Occorrerebbe un approccio più equilibrato tra sicurezza e privacy. Anche per il Brasile.

Il Brasile e l’attacco alla Giustizia

La rivolta in Brasile, è scritto, è iniziata per un aumento del biglietto dell’autobus. Un aumento di pochi centesimi. Può questo fatto aver spinto migliaia di manifestanti a scendere nelle piazze? E’ stato detto che la protesta ha preso di mira gli investimenti spropositati per i Mondiali di Calcio 2014. E’ stato detto che il calcio deve prevalere sui problemi del popolo brasiliano.

Ma i giornali, specie quelli stranieri, hanno smarrito il quadro d’insieme. C’è qualcosa di più serio, qualcosa che prende il nome di PEC 37. Il congresso brasiliano è in procinto di discutere e votare un emendamento alla Costituzione. Il progetto di legge costituzionale prevede modifiche al sistema giudiziario, modifiche che prevedono di sottrarre ai Pubblici Ministeri il potere di avviare indagini investigative. Il Pubblico Ministero, in Brasile, opera indipendentemente dai tre poteri dello Stato. Il PEC 37 disarma il PM impedendo ai procuratori (che in Brasile si chiamano State’s attorney e generalmente, nei sistemi di common law, sono eletti dai cittadini), al COAF, il Consiglio di Controllo delle Attività Finanziarie, alla IRS (l’agenzia delle entrate, Internal Revenue Service), all’IBAMA (Istituto Brasiliano dell’Ambiente e delle Risorse Naturali), al Social Security (sorta di Inps) nonché alla Polizia Militare, di avviare autonomamente indagini.

Nel paese il provvedimento è considerato un attacco alla democrazia. E’ di fatto un tentativo di mettere la giustizia sotto il controllo del potere esecutivo. Il sistema politico, come in altre parti del globo, difende i suoi afferenti dal pericolo di essere messi sotto inchiesta con accuse gravi come quella della corruzione. Ci sono stati pesanti scandali che hanno coinvolto politici e uomini d’affari. Persino Inacio Lula Da Silva, l’amato ex presidente, pare essere coinvolto nel cosiddetto scandalo del mensalão. Il mensalão è una sorta di “rimborso mensile: nel 2005 il deputato Roberto Jefferson denunciò che il Partido dos Trabalhadores stava pagando 30000 reais al mese ad alcuni suoi colleghi deputati e senatori per far sì che votassero progetti di legge proposti dallo stesso PT. Sostenne inoltre che il denaro per il pagamento di queste ingenti somme (30000 reais erano circa 10000 € ai tempi) provenisse dal budget pubblicitario di alcune società statali, e che venisse pagato ai deputati corrotti tramite l’agenzia pubblicitaria di Marcos Valério” (europinione.it).

Il PEC 37 è già stato votato nelle Commissioni ed è pronto per la deliberazione in aula. Il voto finale era previsto in questi giorni ma è stato posticipato, anche in conseguenza delle rivolte. Stasera la presidente Dilma Rousseff si è incontrata con il ministro della Giustizia, Cardoso, ufficialmente per “analizzare” la situazione dell’ordine pubblico. Sui giornali online come O Globo e Jornal do Brasil compaiono inviti a ‘isolare’ i violenti e condanne degli atti di vandalismo. In ogni caso, se PEC 37 verrà approvato definitivamente, alle manifestazioni pacifiche seguirà certamente il caos.

Riot in Rio

riotinrio

Così i paesi cosiddetti BRICS esplodono. Il Brasile aveva un tasso di crescita del PIL del 9.3 ad inizio 2010, da allora sempre tassi decrescenti sino al picco più basso, un modesto 0.5% nel Q2 del 2012. I fattori macroeconomici spiegano forse solo in parte la protesta odierna, che si configura proprio come una crisi dalle prospettive crescenti.
Le scene di rivolta ricordano piazza Taksim, piazza Tahrir, e così via. Di seguito la cronaca via Twitter delle uiltime ore.

http://twitter.com/changeFIFA/status/347824092365340673

Lavitola, la festa brasiliana e un primo ministro pornografico

Lui è Valter Lavitola, tuttofare, gran cerimoniere nei viaggi di Stato che Berlusconi ha compiuto in Latino America nel 2010, a Giugno. Lavitola è anche editore dell’Avanti! (quello senza la L, la copia stinta della testata storica socialista). Un giornale che ha chiesto e ottenuto l’accesso ai finanziamenti pubblici per l’editoria. Un’interrogazione parlamentare a firma di Enzo Carra ricostruisce la storia dell’Avanti degli ultimi anni:

il quotidiano «L’Avanti!», dopo la messa in liquidazione del 1994, venne acquistato nel 1996 dalla cooperativa giornalistica «International Press» di Valter Lavitola, ma solo nel 2003 ha ripreso le pubblicazioni sotto la direzione dello stesso Lavitola, tuttora direttore responsabile, come foglio «liberalsocialista» degli ex PSI di Forza Italia, per poi divenire «quotidiano socialista» nel 2006; in quanto «Società cooperativa di lavoro a.r.l.» la «International Press» solo nel 2010 ha incassato contributi del dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, per un ammontare pari a euro 2.530.640,81, grazie ai quali la cooperativa è riuscita a chiudere il bilancio in attivo dopo anni di perdite (Camera.it – Lavori – Resoconti Assemblea – Allegato).

In realtà si narra che i soldi incassati da Avanti! in circa quattro anni ammontino a 15 milioni di euro. Che il buon Valter ha investito – frodando forse lo Stato italiano – nel commercio del pesce. Sì, pesce:

secondo notizie di stampa che tali fondi sarebbero stati dirottati dall’imprenditore sulla sua azienda di pesca in Brasile, la «Empresa Pesqueira de Barra de São João», con sede a Rio de Janeiro, che si occupa del commercio all’ingrosso di prodotti della pesca congelati, surgelati, conservati e secchi. Se l’ipotesi fosse confermata, la procura di Napoli aprirà un fascicolo a parte per il reato di truffa ai danni dello Stato (ibidem).

Insomma, Valter avrebbe accompagnato B. nel tour latino per tessere altre relazioni commerciali ad alto livello, pro domo sua, e per Finmeccanica. La disponibilità di B. a metterci la faccia è stata ripagata in “natura”, se così si può dire. Il soggiorno di B. in Brasile fu allietato dalla famosa festa con ben sei ballerine di lap dance. Un giornalista brasiliano scrisse di questa vicenda, e per certi versi si avvicinò tantissimo alla melma di un primo ministro che fa pubbliche relazioni per attività imprenditoriali private, già il 1 Luglio del 2010. La notizia fu ripresa in forma gossippara dai quotidiani nazionali nostrani il giorno successivo. Nessuno immaginava la gravità della situazione.

Quello che segue è l’articolo originale brasiliano. In esso compare l’indiscrezione secondo cui una delle ballerine fu contattata da un italiano di nome Valter (che oggi sappiamo essere Lavitola) con la falsa promessa di un lavoro nella televisione italiana. Vi propongo il testo nella traduzione da me rivista e corretta e di seguito il testo in portoghese.

Il premier italiano, Silvio Berlusconi, ha trascorso due giorni in incontri con uomini d’affari in Brasile e con il presidente Luiz Inacio Lula da Silva. Eppure ha trovato il tempo, in programma fitto di appuntamenti, per concedersi feste private con sei ragazze brasiliane nella suite presidenziale del Grand Hotel Hyatt Sao Paulo.

In un primo momento, la ragione dell’incontro non era stata chiara per alcune ‘ospiti’. “In effetti, non ho sapevo perché ero lì (alla festa). Sapevo solo che era stata assunta per uno spettacolo di danza per il Lunedi”, ha detto Alexandra Valencia, una ballerina di 28 anni ed esperta in “pole dancing”, messa sotto contratto per 2.000 dollari per ballare dinanzi a Berlusconi. “A cena, dissero di avere un grande progetto per un programma di un canale televisivo che possiedono in Italia. E dissero che volevano prendere delle brasiliane. Da quello che ho sentito, farà il suo debutto fra 10 o 15 giorni”.

Per l’approvazione in anticipo delle donne che dovevano essere presentate al leader conservatore, si adoperò un uomo che si è dichiarato in un buon portoghese come “uomo d’affari italiano,” tale Valter, ha incontrato una mezza dozzina di giovani ragazze alla medesima suite, però di domenica, il giorno prima della festa. Ha spiegato ai presenti del lavoro alla televisione. E ha messo in evidenza le possibilità di lavoro futuro in Italia “nella pubblicità, per esempio.”

Dopo aver ricevuto l’approvazione di Valter, il gruppo di ragazze fu riunito il giorno dopo, con la presenza del capo dello Stato italiano. Dopo 12 minuti di danza – che comprendeva anche un tango e un cambio costume – si sedettero tutti intorno a un tavolo lungo per godersi la cena. Alexandra se ne andò e la festa continuò fino a tarda notte

O Estado de S. Paul.

O premier italiano, Silvio Berlusconi, passou dois dias no Brasil em reuniões com empresários e com o presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Mesmo assim, encontrou tempo na apertada agenda para conhecer seis garotas brasileiras em festa privê, na suíte presidencial do Hotel Tivoli São Paulo Mofarrej.

A princípio, o motivo da reunião não havia ficado muito claro para algumas convidadas. “Na verdade, eu nem sabia porque eu estava indo (à festa). Só sabia que tinha sido contratada para uma apresentação de dança na segunda-feira”, afirmou Alexandra Valença, dançarina de 28 anos e expert em “pole dance” há 7, contratada por R$ 2 mil para apresentar a dança para Berlusconi. “No jantar, eles apresentaram por alto o projeto de um programa de canal de televisão que eles têm na Itália. E disseram que queriam levar brasileiras para lá. Pelo que ouvi, vai estrear em 10 ou 15 dias.”

 Para aprovar previamente as mulheres que seriam apresentadas ao líder conservador, um homem, que se identificou em bom português como “empresário italiano”, Valter, reuniu-se com a meia dúzia de jovens para jantar na mesma suíte do hotel, mas no domingo, um dia antes da festa. Lá, explicou às presentes sobre a tal atração televisiva. E ressaltou também as possibilidades de trabalho futuro na Itália “em publicidade, por exemplo”.

 Depois de receber o aval de Valter, o grupo se reencontrou no dia seguinte, agora com a presença do chefe de Estado italiano. Depois de 12 minutos de dança – que também incluiu um tango e uma troca de figurino -, todos se sentaram ao redor de uma longa mesa para saborear o jantar. Alexandra foi embora e a festa continuou madrugada adentro. As informações são do jornal O Estado de S. Paulo.

http://www.estadao.com.br/noticias/internacional,festa-prive-anima-visita-de-berlusconi-ao-brasil,574742,0.htm