Il Non Giovane

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Enrico Letta è un giovane fin da quando era giovane e faceva il giovanissimo ministro nel primo governo Prodi. Che dire, è assolutamente irrilevante l’età per prestarsi ai papocchi di governo. Non è vero che, se sei giovane, i papocchi ti riescono meglio. Inoltre, da un giovane ci si aspetterebbe una visione meno allineata con le nascoste direttive della segreteria (dimissionaria) del PD. Un papocchio come il politicissimo governo PD-Pdl richiede una dote che, ai tempi della Democrazia Cristiana, si trovava abbondante in ogni parlamentare e specie negli angoli più remoti di ogni corrente e correntina: l’ipocrisia.

Letta si è prestato a questa operazione – perché il PD si assume le sue responsabilità, come se non avesse già dato – con un malcelato sospiro di sollievo e lo ha fatto pur avendo sostenuto, senza nemmeno mezza frase di critica, il suo segretario, Pierluigi Bersani, nei cinquanta giorni del dopo elezioni, dire come un ossesso che lui al governo con Brunetta e Gasparri giammai ci sarebbe stato. Ora, questa tremenda soluzione appare sul volto sornione di Letta come una cosa assolutamente normale e naturale.

Un giovane dovrebbe essere animato, io credo, da una volontà riparatrice verso il paese e non potrebbe mai – dico mai – immischiarsi in un esecutivo insieme agli stessi soggetti che lo hanno fatto precipitare nella crisi più profonda da quando esiste questa Repubblica.

Avrete ascoltato in queste ore Brunetta avanzare le proprie richieste al neo incaricato: dovete applicare tutti i punti del nostro programma, ha detto. Fra cui, ovviamente, la restituzione dell’Imu. Se queste sono le premesse, allora abbandoniamo subito le etichette di larghe intese o simili: il PD è annichilito e questi signori prenderanno il sopravvento, definendo loro medesimi l’Agenda politica del governo. Di fatto sarà un governo del centrodestra sotto mentite spoglie. E potranno realizzare tutte le più immonde porcate legislative, tanto la colpa sarà affibbiata in toto alla parte avversa. Una soluzione più comoda non ci poteva essere. Un governo di irresponsabilità nazionale.

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Ecco come Marino e Pedica sono riusciti a riaprire la trattativa ISPRA.

L’annuncio dato ieri sera da Marino attraverso la sua pagina di Facebook era solo la conclusione di una giornata che ha dell’incredibile. Prima arriva la troupe del TG1, poi il senatore chirurgo, mentre i vertici ISPRA chiamano carabinieri e polizia e vigilanza, cercando di far sgombrare il tetto dell’edificio, ma una volta giunto il senatore dell’IDV Stefano Pedica, quest’ultimo e Marino si mettono a parlamentare il ministro Brunetta, al quale strappano un incontro per lunedì 4, e successivamente anche con la ministro Prestigiacomo, la quale è dapprima infastidita, poi si convince a incontrare una delegazione dei ricercatori, sempre per lunedì 4 Gennaio.
Un duo d’assalto, Marino e Pedica (Pedica ha dovuto scavalcare il cancello, Marino lo fece già a Natale) Leggete il racconto dei ricercatori e il diario giornaliero della protesta su l’Antefatto.

    • Verso le 14:00 è arrivata infatti una troupe del tg1, che al solito, come altre testate, non ha ricevuto il permesso di entrare.

    • è arrivato a farci gradita visita il senatore del Pd Ignazio Marino. Il Senatore, infatti, ignorando l’assurda pretesa della Struttura Commissariale di non salire sul tetto (i parlamentari della Repubblica hanno accesso a qualsiasi struttura pubblica in qualunque momento) ha iniziato a salire le scale del nostro Istituto seguito a ruota degli operatori della prima rete nazionale

    • i vertici ISPRA hanno quindi deciso di far intervenire le forze dell’ordine. Dopo circa mezz’ora si è quindi presentata una pattuglia dei Carabinieri

    • a dar man forte alla loro incredulità sono giunte due macchine della Polizia, con alcuni degli stessi agenti che già avevamo avuto il piacere di conoscere il giorno di Natale

    • è giunta quasi contemporaneamente anche una macchina della vigilanza privata a mò di scorta del responsabile della nostra sede ISPRA, il quale giunto sul tetto ha intimato, lo sgombero dei giornalisti additando inesistenti quanto ridicoli motivi di ordine pubblico

    • Al climax di questo teatrino è arrivato il senatore Idv Stefano Pedica, il quale come già accaduto per Marino, è costretto a scavalcare il cancello

    • i due parlamentari si sono confrontati collaborando a cercare nuove ipotesi per l soluzione della nostra situazione ed alla fine Pedica ha deciso di chiamare direttamente il Ministro Prestigiacomo attraverso la Batteria del Viminale, al fine di sensibilizzarla ulteriormente sulla nostra vicenda. Non ricevendo risposta, il Senatore ha provato allora con il Ministro Brunetta, il quale ha risposto.

    • Attraverso il viva voce ascoltiamo quindi il dialogo tra i Senatori Marino e Pedica con il Ministro della Funzione Pubblica, il quale dichiara che non sussistono problemi dal punto di vista legislativo e normativo per regolarizzare la situazione dei ricercatori ISPRA, ma serve il nulla osta del suo analogo all’Ambiente

    • Il Ministro Brunetta si mostra comunque disponibile e fissa un incontro con noi per lunedì prossimo

    • Al termine della chiamata il Senatore Marino informa poi della situazione il Gabinetto del Ministro Prestigiacomo, che si mostra tuttavia abbastanza infastidito dalla notizia

    • mentre aspettiamo il tg3 delle 19 un altro colpo di scena: Ignazio Marino ci chiama per informarci che il Gabinetto del Ministero dell’Ambiente lo ha contattato per fissare un appuntamento tra il Ministro e una rappresentativa Ispra per lunedì mattina alle 10

    • Il 4 gennaio quindi duplice appuntamento: prima con capo del dicastero dell’Ambiente poi con i vertici del Ministero della Funzione Pubblica

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